Akasha yoga e arte

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Filosofia e pratica dello Yoga
Yoga inclusivo, per disabilità
Percorsi e laboratori di arte-yoga
Progetti di yoga per la scuola e aggiornamento personale docente
Rosanna Lazzari insegnante yoga YANI/ RYE
Tecnico Federale Paralimpico

07/11/2023

IL VIVERE SENSORIALE

"Dovete trovare le cose che vi interessano nella vostra vita.
Partite per un viaggio di scoperta.
Ascoltate i vostri sensi. Quando siete in macchina e c'è un semaforo rosso, approfittatene: com'è, com'è lo schienale, il sedile, il volante?
Com'è la vostra fronte, come sono le vostre mani, come sono le vostre cosce?
È tutta una esplorazione.
È molto importante. Diventerete sempre più consapevoli del vostro stato di digiuno, un digiuno inconscio di sensazioni.
Allora vedrete, noterete momenti senza pensiero, momenti di pura sensorialità, di pura attività.
Si alza il vento, uscite di casa. Il vento vi accarezza. Non state pensando, siete solo sensibili.
Quando vi alzate al mattino, alle cinque o alle sei, quando non ha piovuto e avete un prato, camminate sul prato, a piedi nudi.
Provate, è molto interessante.
Toccare, guardare, assaggiare, sentire: questa è la chiave della felicità. Nella vita, tutti i pensieri sono condizionati e lo saranno sempre.
La sensorialità vi darà la chiave della tranquillità.
La sensorialità è naturalmente tranquilla, mentre il pensiero è naturalmente in movimento.
A un certo punto, la sensorialità diventerà una parte essenziale della vita.”
Eric Baret

15/08/2023
31/03/2023

LA SENSIBILITÀ.

Esiste, più in particolare tra gli artisti, una sensibilità che coglie le relazioni, le risonanze,
le possibilità della sensorialità bruta.
Questa sensibilità è destinata a tendere verso il
Tutto ed è portata da un’ attività “centrifuga” ma è costantemente contrastata da una tendenza centripeta tra coloro che vogliono a tutti i costi affermare la propria personalità, la propria originalità, e che confondono l'ispirazione, con un atto volontario, diretto e conseguentemente condizionato.
Altri, più rari, prestano attenzione al loro lavoro che non è né comprensibile né centripeto e l'emozione che si dispiega in loro non rimanda ad alcun quadro prestabilito, non permette di introdurre alcuno schema del passato.
Questa emozione può essere definita creativa e totale.

J.Klein

03/01/2023

George Orwell ci avvertiva che saremmo stati sopraffatti da un'oppressione proveniente dall’esterno, Alodus Huxley invece affermava che non ci sarebbe stato nessun “grande fratello” a privarci della libertà, ma sarebbero state le stesse persone ad iniziare ad amare la propria oppressione. Orwell temeva quelli che vietavano i libri, Huxley temeva la possibilità che si potesse arrivare a un futuro in cui le persone stesse non avessero più alcun desiderio di leggerne uno. Orwell era preoccupato da coloro che ci avrebbero privato di informazioni, Huxley da coloro che ce ne avrebbero date così tante da ridurci alla passività e all'egoismo. Orwell temeva che la verità venisse tenuta nascosta, Huxley che sarebbe annegata in un mare di informazioni tali da divenire irriconoscibile. Orwell profetizzava che saremmo diventati una cultura prigioniera, Huxley che saremmo diventati una cultura insignificante.
Ebbene, la nostra fase storica ci sta progressivamente regalando un ibrido mostruoso tra queste due visioni. Il biennio attuale ha segnato una forte accelerata in questa f***e discesa agli inferi, ma anche un’accelerata verso il passaggio che lo seguirà... e cioè l’inizio di una nuova luminosa era, di un periodo di totale e assoluto rinnovamento.
Prendiamo queste ultime righe come un augurio per questo anno appena iniziato.

Riccardo Geminiani
(illustrazione di C. Schloe)

16/11/2022

LALLA

« Il mio maestro mi ha dato questo precetto soltanto:

«Dall'esterno entra nel tuo cuore».

Da allora ho danzato,
nuda."

Lalleshvarî

22/09/2022

L'equinozio d'autunno nell'astrologia vedica: l'estasi nella diversità - Astrologia Vedica - Caverna Cosmica - Secondo l’astrologia vedica domani l’energia maschile (Shiva) e quella femminile (Shakti) saranno in equilibrio. L’equinozio d’autunno celebra Shiva nella

24/08/2022

SENTIRE IL CERVELLO, RESTARE NEL
CUORE.

“È un fatto che l’elaborazione dei pensieri sia più meno situata nella regione frontale.
All'inizio non puoi sentire il cervello, ma appena lo senti, svuota il cervello dalla tensione, scendi più in basso con la sensazione verso la nuca, nella direzione dei cervelli più antichi.
Quando ti trovi nella nuca invece che nella parte frontale, l'energia che sale dalla base della colonna vertebrale per colpire il cervello, viene in qualche modo bloccata nell'area cervicale, prima che possa diventare un pensiero concreto.
Rimane li’ con tutte le sue potenzialità senza direzione o volontà.
Quest'ultima posizione apre la via all'espansione nel cuore.
L'energia è completamente gratuita, libera da qualsiasi posizione.

Ti senti totalmente dilatato.
Il cuore è l'ultima porta; resta nel cuore.”

Jean Klein
“Aperto allo sconosciuto”
ed. Accarias

16/07/2022

Quello che la poesia e la meditazione come tutte le Vie fanno è di scollarci dai luoghi comuni, dal calduccio degli stereotipi condivisi.
La meditazione non va utilizzata per pacificare tutto, ma per sentire gli strappi, le lacerazioni, le paure di un’epoca e di un individuo che ne fa parte, e trasformarle in punto di partenza per una nuova fiducia e un senso di responsabilità che è capacità di rispondere alle sfide che ogni tempo propone a noi esseri umani sapendo che siamo fatti per farcela. È il concetto di farcela che va riscritto in noi, non piú la conquista, la sfida, la crescita all’infinito, ma il sintonizzarsi, l’ascolto umile e attento degli insegnamenti che bussano nei fili d’erba e negli astri, nelle zanzare e negli elefanti, nelle creature che stanno scomparendo e in tutto quello che resta, nella responsabilità di stare svegli e sensibili in questo immenso
non-sapere.

Chandra Candiani da 'Il silenzio è cosa viva.' Einaudi
Nella foto: opera di Maria Lai

14/07/2022

Molto spesso ho visto quanto facilmente alcuni individui superavano un problema nel quale altri fallivano completamente.
Questo “superamento”, come lo chiamai in passato, risultava – come mi rivelò la mia esperienza successiva – da un innalzamento del livello della coscienza.
Quando cioè nell’orizzonte del paziente compariva un ulteriore interesse più elevato e più ampio, il problema insolubile perdeva tutta la sua urgenza grazie a questo ampliamento delle sue vedute.
Non veniva dunque risolto in modo logico, per se stesso, ma sbiadiva di fronte a un nuovo e più forte orientamento dell’esistenza.
Non veniva rimosso o reso inconscio, ma appariva semplicemente sotto un’altra luce, e diventava così realmente diverso.
Ciò che a un livello inferiore avrebbe dato adito ai conflitti più selvaggi e a paurose tempeste affettive, appariva ora, considerato dal livello più elevato della personalità, come un temporale nella valle visto dall’alto della cima di un monte.
Con ciò non si toglie alla bufera nulla della sua realtà, ma non le si sta più dentro, bensì al di sopra.

Jung, Opere XIII.
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