21/02/2022
"L'età è come un dolce sogno passato in fretta...".
In queste parole sono racchiusi i desideri, le paure, le speranze e una profonda vena artistica di un amico, un padre, un marito, un lavoratore, un punto di riferimento per molti, un idolo, un mito che il destino ha reso tale quando, una notte di 27 anni fa, la sua vita terrena si è interrotta trasformandosi in luce eterna, in ricordo, potremmo dire "in musica immortale" ma sarebbe riduttivo.
Per Marsala, ma non solo, Piero Scardino era un "Guitar Hero"; le sue performance lasciavano a bocca aperta gli spettatori e i colleghi, non solo quelli di strumento. Se chiudevi gli occhi mentre suonava facevi fatica a non credere di trovarti, fuori dal tempo, a un concerto di Jimi Hendrix o Stevie Ray Vaughan, i suoi totem.
I giovincelli, non tutti, per fortuna, avevano un certo timore reverenziale nei suoi confronti, sia per un semplice saluto, per uno scambio di battute o per un confronto su una tematica musicale; quelli più sfrontati, invece, avevano la fortuna di misurarsi, al pari dei suoi amici, con un artista di livello assoluto e di apprezzarne la spontaneità, l'ironia, la dolcezza, la disponibilità e l'enorme caratura umana. Gli amici più intimi ne raccontano la grandezza in mille modi; i compagni di note giurano di non averlo mai sentito parlare male di qualcuno, perfettamente in linea con il suo carattere e la profondità d'animo.
I più fortunati, assieme ai familiari, erano a conoscenza del fatto che un cuore grande come il suo non potesse esternare il talento solamente con la chitarra (già in questo modo sarebbe bastato ampiamente); Piero sentiva pulsare il suo estro in maniera così forte che le sue ispirazioni si trasformavano in versi, in poesia, in componimenti che prendevano per mano quelle sei corde e, insieme, riuscivano a far vibrare altre corde, quelle del cuore e dell'anima.
Evidentemente non gli bastava deliziare gli amanti della musica con il suo suono e la sua tecnica, così nei momenti di ispirazione la Fender o la Gibson lasciavano spazio a una penna che trasformava in componimenti poetici quel fiume di emozioni che scorreva nelle sue vene.
Leggere le sue parole equivale a un viaggio nella sua intimità, in quella solarità che diventava grigiore quando l'ansia e l'umana debolezza prendevano il sopravvento. Tra i suoi scritti ce n'è uno, in particolare, che balza agli occhi più degli altri:
4 DI MATTINA
E MI RITROVO QUI
A SCRIVERE
SOLO
IN UN SILENZIO ASSURDO
ROTTO DA UNO STRANO DORMIRE
CON LA TRISTEZZA CHE.....NON SO...
Le quattro di mattina come presagio, quell'angoscia che non si riesce a spiegare; l'orario in cui il destino beffardo decide che Piero debba cambiare dimensione, le quattro del mattino di venerdì 17 ottobre del 1994, a soli 40 anni...
Negli anni scorsi Nino Scardino ha tenuto vivo il ricordo del fratello Piero organizzando diverse serate in sua memoria.
Nino è stato fonte di ispirazione per Piero che cominciò a strimpellare sulla chitarra del fratello maggiore; con il tempo, Piero è diventato l'idolo di Nino, oltre che di tanti che, grazie a lui, si sono avvicinati alla musica, fosse il semplice ascolto o lo studio di uno strumento.
Il Memorial è una festa per celebrare Piero; amici, familiari, conoscenti e gente che non lo ha mai incontrato ma che ne è rimasta comunque influenzata.
Una figura che si materializza quotidianamente e diventa contemporanea, grazie ai gesti e agli occhi di Adriano, grazie allo sguardo vissuto del fratello Nino, grazie alle mani e agli occhi di Vincenzo e dei suoi splendidi gemelli, uno dei quali non poteva che portare il nome di quel giovane nonno che, dismessi i panni del bancario "giacca e cravatta", indossava il suo gilet quando, inconsapevolmente, riempiva di leggenda la musica della sua Marsala e di ogni luogo dove l'aria si arricchiva delle sue magiche note.
"PER CIÒ CHE È
MA CHE POTREBBE ANCHE MORIRE
PER ESSERE STATO
INCONTENIBILE DESIDERIO
DI QUESTA DOLCE ILLUSIONE DI VIVERE".
GRAZIE, PIERO, LA TUA CHITARRA SUONA ANCORA.
Abele Gallo