01/09/2026
Prevenire costa meno. Sempre. Ci sono cose che impariamo solo quando è troppo tardi. E lo stiamo vedendo in questi giorni di ritorno al maltempo dopo il caldo soffocante di questo agosto. Un’alluvione, un incendio, una strada che cede, un territorio che non regge più. E ogni volta ci chiediamo come sia stato possibile. Nei giorni in cui ricordiamo le vittime del sisma del centro Italia, abbiamo negli occhi le terribili immagini del Nepal che ci hanno fatto ricordare l’immane tragedia del Vajont.
Non è mai una questione di fortuna o sfortuna. È una questione di prevenzione.
E la prevenzione, diciamolo senza troppi fronzoli, costa. Vale la pena ricordare ai nostri decisori tuttavia, che costa sempre meno dell’emergenza.
Il problema è che la prevenzione non fa rumore. Non ha sirene, non ha elicotteri, non riempie i telegiornali. Quando funziona, semplicemente non succede niente. Ed è forse proprio questo il suo più grande limite: politicamente e mediaticamente è molto più facile raccontare l’emergenza che raccontare un disastro evitato.
Cambiamo prospettiva. Perché continuare a spendere milioni dopo ogni evento per riparare i danni, quando una parte di quella stessa spesa potrebbe servire a evitarli, non è inevitabile. È una scelta. Gino La prevenzione non è una voce di bilancio da tagliare quando i soldi sono pochi. È il modo più intelligente per spendere quei soldi.
Da sempre il volontariato fa della prevenzione una delle sue armi vincenti. Un metodo. Dovremmo essere in grado di trasferirlo, perché funziona.