11/05/2026
Dialogo tra Lei e Giausar: un cavallo come psicologo
Oggi non mi ascolti. Perché non mi ascolti?
Eppure ti sto chiedendo di andare avanti, ti sto chiedendo di proseguire ancora un po' e dopo ci fermeremo a mangiare.
Ma tu, niente, fai come se io non ci fossi. Sei inquieto.
Chiami gli altri. Non ti stai fidando di me. Cosa succede?
Mi fermo. Respiro. Ti osservo. E mi chiedo: Io come sto?
E capisco di non essere con te, di essere stanca, di non poter essere la tua compagna perché le mie energie sono a terra.
Ho dovuto gestire tanti pesi in questi giorni e vorrei solo che tu mi portassi con te.
Ma tu non vuoi questo. Tu mi chiedi presenza, mi chiedi di esserci. Tu mi stai dicendo che il cammino lo dobbiamo fare insieme e se io non sono connessa con te, tu torni indietro.
Non ti interessa andare avanti. Quindi, ti ascolto, capisco e torniamo indietro, perché sono d'accordo con te.
Il viaggio si fa insieme, lasciando a terra quello che non serve. Altrimenti non ci sarà spazio per aprirsi alla bellezza e alla scoperta. I cavalli ci insegnano a vivere con ciò che serve e a lasciare andare tutto quello che ce lo impedisce.