09/10/2026
Abbiamo giocato tanto con poco, tutti insieme, divertendoci come matti.
"Ti ricordi Michel dei nostri pantaloni corti?
Delle tue gambe lunghe, magre e forti
e della rabbia che mi davano correndo tutti i giorni
un po' più svelte delle mie...".
Senza scomodare Claudio Lolli, ricordo le partite a calcio in quella strada di periferia che finiva contro la massicciata della ferrovia.
Era il nostro stadio Martelli.
C'era il cancello di un garage, di fianco a casa, e presto diventò una porta.
Il pallone di cuoio era consumato, direi molto consumato, ma noi ci divertivamo un sacco a scartare, crossare sull'asfalto e a ti**re in quella porta senza pali.
E delle biglie che dire?
Lo stesso tratto di strada fu disseminato di buche nel catrame per le nostre sfide, tra le maledizioni dei ciclisti costretti a uno slalom per non cadere.
Abbiamo giocato a pallavolo sull'aia, alle porte del paese, la rete era il filo per stendere i panni con tanto di mollette.
In inverno faceva freddo e saltare con il cappotto non era comodo, ma nulla poteva fermare il nostro entusiasmo.
Anche quando il pallone finiva nel fosso pieno di acqua ghiacciata e, a turno, uno di noi doveva raccoglierlo con un bastone.
Abbiamo giocato un'infinità di volte a carte, ci siamo sfidati a biliardino, a ping pong su un tavolo di compensato scartato dal falegname. Era quadrato e non rettangolare, ma andava bene lo stesso.
Tutto ciò non ci bastava ancora e la fantasia entrò a gamba tesa.
Ecco uscire da una mente il gioco dei motori.
A occhi chiusi, su una panchina di cemento sul viale, a indovinare i modelli delle auto in uscita dalla curva.
Sbagliando pochissimo.
Alfa Romeo Giulietta, Porsche 911, Fiat Ritmo... Orecchio fino, da intenditori. Con la Tesla e le sue sorelle elettriche oggi non sarebbe possibile.
Le corse in bicicletta con le cartoline tra i raggi per simulare il rumore di un motore finivano sempre in una grande risata.
In verità abbiamo disturbato anche i vicini suonando i campanelli.
Chiedo scusa fuori tempo massimo.
Ti ricordi Michel le occhiate della signora Maria, esasperata dalle pallonate al suo cancello? Ora quella casa è stata abbattuta per far posto a una nuova bifamiliare.
Su quella strada non vedo più ragazzini correre e giocare.
L'asfalto è liscio e perfetto.
Organizziamo un'altra partita?
Paolo Boldrini