09/07/2024
Come si può sopravvivere al dolore di una perdita importante? Al dolore della morte?
La risposta è semplice, è nel cuore di chiunque ci sia passato.
Non si può.
Inoltre, non solo non è possibile superare il dolore della morte, di una persona cara, ma anche le parole che confortevolmente amici e parenti ti offono, servono a poco.
Non c'è proprio nulla di buono da dire a chi sta passando questa. esperienza. E anche se qualcosa di buono si potrebbe dire, dall altra parte non credo si sia molto disposti ad ascoltare.
""Andrà tutto bene "" è meglio evitarlo.
E quindi che si fa'?
L unica cosa sensata che si può Fare, secondo la mia visione, è aiutare le persone che subiscono un lutto, standole accanto in silenzio condividendone il dolore.
Il dolore è personale ed è figlio dell esperienza vissuta fra quelle persone. Il dolore deve essere provato, vissuto e assorbito.
Il dolore che è paragonabile ad una ferita molto profonda, ha bisogno del tempo.
Tempo per essere fatto nostro, capito, osservato, fino a quando diverrà una cicatrice. Come un tatuaggio indelebile di fisserà sul nostro cuore e solo a quel punto abbiamo la possibilità di andare avanti con
l' aiuto del tempo.
Il tempo non cancella la cicatrice anzi, ad intervalli ripetuti farà si che essa torni a bruciare.
Il tempo creerà quella che per il nostro cervello , per fortuna, sarà una abitudine. L 'abitudine all assenza che non è l' abitudine al dolore. È una forma di difesa altrimenti impazziremmo.
Il Dottor Morelli in una intervista, dice: "Se vi fa sentire bene preparare la cena per il vostro defunto. Fatelo "
D'altronde anche Sant'Agostino diceva... "Prega, sorridi, pensami!"
e ancora:
"La morte non è niente. Sono solamente passato dall'altra parte: è come fossi nascosto nella stanza accanto." In definitiva dice sarò sempre con te, sarò sempre nel tuo presente.
Le abitudini, a volte sono la nostra ancora. Viviamo costantemente nel passato e fare di quel passato una abitudine, in alcuni casi, come questo, è la nostra salvezza.
Quella consapevole abitudine che nel suo nome, ci aiuta a continuare nel presente , ad avere un occhio puntato a domani.
Conoscere i percorsi della nostra mente può aiutarci a soffrire meno?
No. Può aiutarci a capire come possiamo gestire quella sofferenza.