17/06/2026
🌍 Oggi, 17 giugno, si celebra la Giornata mondiale per la lotta alla desertificazione e alla siccità, istituita ufficialmente dalle Nazioni Unite nel 1994 per sensibilizzare l'opinione pubblica sul degrado del suolo e promuovere soluzioni concrete per contrastare l'avanzata dei deserti e la scarsità idrica.
La desertificazione non è un processo naturale, ma una conseguenza dell'attività umana che priva il suolo e le specie viventi delle risorse vitali.
Quest'opera del pittore Matthew Polluk, intitolata "Waiting on the World to Change", esprime con forza il dramma della perdita dei nostri ecosistemi.
🎨 In primo piano l’opera è dominata da un suolo argilloso completamente desertificato. La terra è spaccata da crepe profonde.
L'artista ha utilizzato l'inchiostro scuro per delineare i solchi, creando un forte contrasto tridimensionale che dà la sensazione di una terra dura priva di qualsiasi traccia di umidità o vegetazione. I toni ocra e marrone bruciato accentuano il senso di calore soffocante e desolazione.
Al centro, al confine tra terra e cielo, un rinoceronte 🦏 è accovacciato a terra, girato quasi di spalle. La testa è chinata verso il basso e il c***o sfiora il suolo arido. La posizione e lo sguardo trasmettono un senso di stanchezza e rassegnazione.
Sullo sfondo il cielo è rivestito di foglia d'oro, che cattura e riflette la luce dell'ambiente creando un alone luminoso intorno all'animale.
Nel cielo volano tre uccelli neri rapaci che aggiungendo un presagio cupo di morte e fine imminente.
Quest'opera ci ricorda che la scarsità idrica e il degrado del suolo non cancellano solo paesaggi, ma spengono la vita stessa. Non possiamo restare a guardare la terra creparsi sotto i nostri piedi e rassegnarci alla perdita di biodiversità "In attesa che il mondo cambi" come recita il titolo del dipinto.
Il momento di agire per il ripristino degli ecosistemi è adesso! Proteggere la terra significa proteggere la biodiversità e il nostro futuro.
[Waiting on the World to Change, Matthew Polluk, 2025, tecnica mista su tavola, 45x45 cm circa, collezione privata]