08/04/2024
Non sono abituata ad essere esposta in prima linea come imprenditrice e specialmente a farlo in contesti diversi dal mio ambito lavorativo. Ma a conclusione della mostra È colpa mia non posso che dire il mio grazie a tutte e tutti. Senza delegare altri, voglio metterci la faccia cosi come hanno fatto inizialmente le 34 persone che hanno accettato, fidandosi, di essere parte di questo progetto proprio mettendoci la loro faccia, le realtà professionali e associative che si sono fatte coinvolgere, le tante, davvero tante, persone che hanno visitato la mostra.
Perchè una piccola azienda privata decide di produrre un evento socio culturale come ?
Perchè, come donna, come mamma e anche come imprenditrice ho creduto giusto, fare qualcosa, dire qualcosa, agire in prima persona senza aspettarsi sempre che debbano essere gli altri a farlo. Sul tema del contrasto alla violenza di genere le Istituzioni, la scuola, lo sport, le famiglie, la chiesa, tutti devono svolgere e svolgono un ruolo importante, ed anche le imprese non possono essere esenti dall’assunzione di responsabilità e dal dovere di rendersi parte attiva, nel contrasto a questa assurda violenza, all’interno della propria comunità.
Inoltre credo che per una piccola attività imprenditoriale come Gli Orti, che opera da oltre 35 anni sul territorio lucchese, sia un bel modo per restituire alla città parte dell’affetto e del calore ricevuto in tutti questi anni, offrendo al territorio ed a tutta la comunità un’occasione, un momento di riflessione comune su un tema cosi importante come il contrasto alla violenza sulle donne, partendo però dal concetto di corresponsabilità personale.
Ringrazio di cuore Marco e la sua macchina fotografica, Paola, Domenico e Samuele per aver immaginato e progettato È colpa mia per settimane e curato ogni dettaglio di questi 10 giorni di mostra coordinando i tecnici, le associazioni e le istituzioni coinvolte con cui si è intrapreso un percorso che sono certa proseguirà.
La nostra iniziativa voleva essere uno stimolo al cambio di paradigma che colloca la responsabilità al di fuori di noi, in luoghi che possiamo vedere e giudicare, ma che non ci appartengono. E’ colpa mia ci ha portato in luoghi scomodi, ci ha caricato sulle spalle responsabilità e consapevolezza. Il fondale nero dietro la panchina rossa ricco di così tante fotografie è la mia più grande gioia. Ho compreso che il progetto è andato oltre, riuscendo ad emozionare e coinvolgere. Mi auguro si trovino i modi e i tempi per proseguire insieme questo impegno comune e condiviso. Grazie!
Silvia
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