Tito Balestra, uno dei più importanti poeti italiani del Novecento, nasce a Longiano, in Romagna, il 25 luglio 1923. Dopo aver conseguito il diploma di maturità a Forlimpopoli, si iscrive all'università, prima a Venezia per studiare Lingue Straniere e poi ad Urbino per studiare Giurisprudenza, ma lascia entrambe e non si laureerà. La svolta nella sua vita avviene quando si trasferisce a Roma nel 1
946, dopo aver vinto una borsa di studio per frequentare le lezioni del Cepas, un centro professionale per assistenti sociali diretto da Guido Calogero; in questa occasione conosce Anna De Agazio. A Roma il poeta entra in contatto con l'ambiente culturale grazie alle frequenti visite alla galleria La Vetrina di Tanino Chiurazzi; Balestra diventa subito amico del gallerista e, dopo qualche tempo, di artisti, scrittori e collezionisti che gravitano intorno a lui: Alvaro, Bartolini, Bassani, Belli, Bilenchi, Bonuglia, Cassola, Comisso, Consagra, Cugurra, Dalla Chiesa, D. 'Arrigo, Delfini, De Libero, De Pisis, Della Ragione, Flaiano, Fratini, Gatto, Guttuso, Leoncillo, Longanesi, Maccari, Mafai, Mazzullo, Mezio, Moretti, Velso e Dora Mucci, Natta, Omiccioli, Aldo Palazzeschi, Pannunzio, Sandro Penna, Perilli, Pirro, Raimondi, Reale, Paolo Ricci, Sacripante, Sinisgalli, Sonego, Stradone, Tallarico, Tomea, Trombadori, Ungaretti, Valsecchi, Vicari, Vivaldi. Nel 1956 Tito e Anna si sposano, con Chiurazzi e Maccari come testimoni. Tito Balestra ha contribuito con poesie, racconti e recensioni a diverse riviste e periodici come Avanti!, Botteghe Oscure, Il Contemporaneo, Tempo Presente, Il Mondo, Il Caffè, Letteratura. Il suo primo libro, Se hai una montagna di neve tienila all'ombra, esce nel 1974, edito da L'Arco Edizioni d'Arte e impreziosito da sei incisioni di Mino Maccari. Nello stesso anno Garzanti pubblica un'altra raccolta di poesie, Quiproquo, con commento di Attilio Bertolucci. Questi primi due libri sono stati presentati da Bertolucci, Libero De Libero e Alfonso Gatto a novembre presso lo Studio Internazionale di Grafica d'Arte L'Arco, a Roma. Nel 1975 l'editore L'Arco pubblica Le gambe del serpente, raccolta di undici poesie in 52 copie, celebrative del 52° compleanno del poeta, e, nel 1976, Oggetto: la via Emilia, con quattro incisioni di Alberto Sughi. Tito Balestra muore a Longiano il 19 ottobre 1976.