04/03/2024
Domani il primo appuntamento del nuovo ciclo di conferenze organizzato dall'associazione Proposta Culturale con focus la famiglia artistica dei Piazza.
Troppo spesso accomunati tra di loro per essere consanguinei, in realtà interpretarono sensibilità molto diverse e si incanalarono su percorsi artistici differenti. Martino Piazza dovette fare in tempo a frequentare la bottega di Leonardo a Milano negli anni ottanta del Quattrocento e di conseguenza divenne leonardesco. Il fratello Alberto invece sperimentò il classicismo raffaellesco, distinguendosi come uno dei maggiori interpreti di quella corrente, tanto in area lombarda quanto nei suoi ripetuti soggiorni liguri. Callisto, il figlio di Martino, fu attratto dal colorismo veneto, che apprese lavorando a lungo a Brescia e in Valcamonica. Qui elaborò un suo personale linguaggio, a metà tra il graffiante realismo di Romanino e la pacata visione di Moretto. Accanto a lui lavorarono i fratelli Cesare, del quale al momento nulla resta di certo, e Scipione, il cui stile è invece caratterizzato da una singolare astrazione formale e cromatica. I figli di Callisto, Fulvio e Muzio, non furono all’altezza dei loro avi, consumando in breve tempo la gloria della famiglia.
Di questo parlerà Mario Marubbi nella conferenza di domani 5 marzo alle ore 18.00 presso la sede della Banca Centropadana in corso Roma 100, Lodi.