20/07/2020
L’ordine Templare. Una fiction su impianto storico
E’ un romanzo, quindi fictional per definizione, non un trattato e si notano subito alcune discrepanze per così dire antistoriche, talmente palesi che anche il lettore più sprovveduto non può non considerarle volute ... ed è vero!
Alcuni personaggi, anzi quasi tutti quelli principali, sono inventati di sana pianta, come usa dire, da Errico De Mari, il protagonista a Laurenziana Cicala, il suo amore, ma anche Ruiz de Sevilla, Fra Marcello, Fra Grisante, Carlo Frattasio, Guglielmo Cicala, il Conte Moncin, il Capitano Fieschi e così via. Risulta altresì evidente che alcuni reali fondatori dell’Ordine, nove o meglio otto poiché uno non è mai menzionato ed è stato quindi impersonato dal protagonista, sono a stento nominati (Payen de Montdidier, Archambaud de Saint Amand, André de Montbard, Geoffrey Bison, Rossal e Gondemare) mentre Ugo de Payens e Goffredo di Sain-Omer sono integrati a pieno titolo nel racconto. Per fare spazio ai personaggi di fantasia e per non far totalmente scomparire i nomi dei veri fondatori, l’autore ha un po’ allargato la platea dei Cavalieri Crociati che fondarono l’Ordine. Antistorico? Sì, ma – appunto – esplicito! L’autore ritiene, a questo proposito, che il valore totale e specifico del romanzo nella sua collocazione storica, non venga minimamente inficiato da queste “libertà”.
Viceversa tutto il contesto generale, storico-ambientale dell’Ordine Templare, è rigorosissimo, basato su fonti certe e verificate. Il primo e il secondo secolo dopo Cristo sono tratteggiati e “vissuti” in modo totalmente empatico e al lettore sembra d’essere proprio lì e allora. Gli stessi personaggi di fantasia sono in un certo modo “storici” nel senso che gli intrecci di parentele, per quanto fittizie, riportano a realtà di casate realmente esistite e rappresentate con i loro esponenti reali dell’epoca.
C’è poi la terza chiave di lettura. La verità storica della vicenda templare e di quella del Santo Graal, violentata dallo stolto di turno, il romanziere anticristiano Dan Brown, peraltro non male sul piano della scrittura di un thriller, ma questo è quanto e, invece, terribile per quanto attiene alla credibilità delle tesi che sostiene nelle sue obbrobriose opere letterarie, almeno sul piano storico e sui possibili retroscena degli accadimenti sociali. Ebbene, come si è accennato nelle pagine già pubblicate, l’Autore ha avuto una fonte privilegiata e incontestabile. Come forse molti sanno, quando Luigi il Bello nel secolo quattordicesimo, mandò al rogo i Templari, quelli che riuscirono a sfuggire al martirio, confluirono, a Edimburgo, nella Massoneria di Rito Scozzese Antico Accettato. Fra quegli studiosi, non solo fra i Gran Maestri, ma soprattutto fra i ricercatori del sedicesimo grado, erano reperibili e lo sono tuttora, informazioni certe, per così dire di prima mano, di cui l’Autore, che ne aveva assoluto accesso, ha fatto tesoro, restando fedele alla lettera della verità storica.