16/06/2026
Da Il Tirreno di oggi che ringraziamo:
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Il totosindaco e la corsa a mettere cappelli.
Stupito dalla richiesta di continuità di Raspanti a tre anni dalle elezioni.
Finalmente abbiamo un quadro politico d'insieme un po' più chiaro.
Oggi, dunque, sappiamo fuori dai rumors e da ipotesi più o meno carbonare che il Sindaco Salvetti porterà a termine il doppio mandato. Non sarà candidato per il Parlamento. Ottimo: si è fatta chiarezza, e non tanto per i movimenti tellurici della maggioranza quanto per i cittadini livornesi. Votanti e non. Il mio auspicio di un Sindaco a Roma come hanno inteso quasi tutti, ad esclusione di qualche personaggio in malafede e già vivace in Consiglio Comunale sin dai tempi di Rivera e Mazzola a Messico '70, nasce e si struttura su un criterio valoriale e un buonsenso politico, che rivendico ormai da 22 anni. Altro che folgorazione. A togliere la polvere alle statuine pagane si perde solo tempo.
Detto questo si apre e prevede uno scenario politico molto allargato nel centrosinistra, che pensa già, come dichiarato ai giornali, al dopo Salvetti.
E per alcuni, come il Consigliere 5 Stelle, tutto ciò succederà proprio perché il Sindaco Salvetti non sarà più della partita amministrativa. Non mi sembra proprio un calumet della pace. E neanche un ragionamento particolarmente serio e strutturato.
Non è poi passata inosservata neanche la rivendicazione di forza e numeri dell'Assessore Raspanti, il quale addirittura pretende oggi, con 3 anni di anticipo, una granitica continuità con l'attuale Amministrazione. Altrimenti chissà che sinistri scenari potrebbero aprirsi...
Resto stupito però dalle parole di Andrea, ormai un politico di lungo corso che ha navigato anche in fiumi molto diversi in un recentissimo passato, perché credo ben comprenda che quando si chiude un ciclo decennale, ad attrarre e motivare elettori e maggior partecipazione siano più i conti certi fatti alla fine e più gli elementi di discontinuità piuttosto che di conservazione.
Sul fatto poi di allargare il più possibile la proposta politica a sinistra alla prossima tornata elettorale, non posso che essere in accordo dato che è stata esattamente la mia proposta congressuale dentro il Partito Democratico. Evidentemente dovevano maturare i tempi.
Vedremo gli sviluppi, che finalmente vengono esplicitati
alla luce del sole e ad uso informativo della città, e vedremo se in questo lungo arco temporale la politica riuscirà a dare bella prova di sé.
Dando per scontato e a credito che il programma votato di questa Amministrazione arrivi a suo pieno compimento, con i susseguenti giudizi di merito.
Si inizia, ed è evidente, già a pensare al prossimo programma amministrativo, pragmatico, concreto, conservativo, di rottura etc. Al "Manifesto dei valori".
Come si evince mi interessano le sintesi delle idee. Le convergenze delle sensibilità civiche. La condivisione di valori epercorsi partecipativi.
La concretezza. Le cose fatte e che si vogliono ancora fare. La politica, insomma, lontana anni luce dai totonomi, da seggiole e cappelli che sono dasempre il pane quotidiano di qualche personaggio locale, e che prova invece e maldestramente a addebitare ad altri.
Livorno ha, ed avrà sempre, urgenza di migliorarsi e proiettarsi in avanti con le migliori risorse impiegabili.
Una sinergia tra partiti e realtà civiche da alimentare costantemente con orgoglio e trasparente appartenenza.
Questa è l'unica bussola.
Presidente Associazione Confronto