Atelier Del Teatro

Atelier Del Teatro Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Atelier Del Teatro, Arte e intrattenimento, Via Temistocle Guerrazzi, 59, Livorno.

Per gli amici del Teatro e per gli attori della Premiata Fonderia del Liceo EnriquesL’Atelier del Teatro nell'estate del...
16/02/2022

Per gli amici del Teatro e per gli attori della Premiata Fonderia del Liceo Enriques

L’Atelier del Teatro nell'estate del 1998 fa un ulteriore passo in avanti con la costituzione di un'Associazione senza fini di lucro, giuridicamente registrata, che assume la denominazione di Atelier del Teatro Laboratorio teatrale ex allievi Liceo Enriques- onlus. L'originalità dell'esperienza nasce dal fatto che si è pienamente compreso che l'autonomia scolastica si afferma anche con la capacità di aprirsi all'esterno, di confrontarsi, di ricercare nuove esperienze formative.
Il teatro come momento e punto d'aggregazione permanente, alternativo ai consueti luoghi deputati al ritrovo delle nuove generazioni. La nascita dell'associazione permette agli ex allievi del Liceo di arricchire la propria esperienza teatrale e di conservare tramite un'affinità elettiva, un legame stretto fra mondo universitario e liceo secondo una chiave di lettura tutta giovanile. Si è attivato, pertanto, un percorso culturale fecondo che consente di programmare attività di ricerca e scuola di teatro per tutto l'anno in un rapporto stretto con la scuola.
Le scelte drammaturgiche del Laboratorio nel corso degli anni sono sempre state suggerite dalla volontà di far crescere la vocazione critica della realtà giovanile, mettendo in discussione, se necessario, i paradigmi culturali degli adulti. Comprendere dunque il diverso approccio generazionale, che esiste tra un giovane del tempo presente nei confronti di un testo storicamente datato. La scelta del testo da mettere in scena scaturisce proprio dall’intenzione di riuscire a coniugare il tempo della memoria con il tempo dell’attesa secondo un’ottica attuale. E’ da questi presupposti metodologici, sicuramente pasoliniani, che nasce “ Scherzando ma …non troppo “, un libero adattamento di Giancarlo Sacripanti, che prende spunto da Aristofane “ Le donne in Parlamento”, ma che si costruisce attraverso un percorso di “modernizzazione del linguaggio teatrale e che ha potuto, tra l’altro, contare sul contributo creativo degli studenti-attori dell’Enriques.
Donne in Parlamento di Aristofane è un testo al femminile in una drammaturgia che di norma è al maschile , costituisce sicuramente un’eccezione e la sua rivisitazione, arricchita dal dibattito attuale sull’impegno e il ruolo delle donne in politica, consente di costruire, scherzando ma non troppo, un immaginario possibile mondo futuro in cui l’altra metà del cielo esce dalla marginalità e diventa egemone

Il Piacere dell’Insulto di Peter HandkePeter Handke è lo scrittore che ha vinto il premio Nobel per la letteratura nel 2...
31/03/2021

Il Piacere dell’Insulto di Peter Handke
Peter Handke è lo scrittore che ha vinto il premio Nobel per la letteratura nel 2019 -
Nel 2013 l’Atelier del Teatro mette in scena Il Piacere dell’Insulto nell’adattamento e regia di Giancarlo Sacripanti da Publikumsbeschimpfung, ( Insulti al Pubblico 1966 ) di Peter Handke ponendo all’attenzione del pubblico livornese il narratore, scrittore per il teatro, poeta saggista e futuro premio Nobel.
Peter Handke nato a Griffen [Austria] nel 1942. La madre, slovena, si sposò con un sottoufficiale della Wehrmacht. Iscrittosi nel 1961 alla facoltà di giurisprudenza dell'Università di Graz, ha presto abbandonato gli studi per dedicarsi a tempo pieno all'attività di scrittore.
Insulti al pubblico è considerato il testo teatrale più provocatorio di Peter Handke e quando andò in scena per la prima volta al Forum Theater di Berlino provocò una pioggia di polemiche e contestazioni. Il successo di "Insulti al pubblico" è legato alla provocazione insita nel testo, che mette in discussione la funzione stessa e l' utilità del teatro, prendendo di mira le modalità di ascolto da parte del pubblico. Il bersaglio polemico di Handke, che in passato è stato anche assiduo collaboratore di Wim Wenders alla sceneggiatura, è la commedia borghese, ma anche le abitudini e il torpore intellettuale degli spettatori. L' obiettivo, d' altra parte, è di recuperare la necessità della rappresentazione, abolendo il predominio della visione e superando i luoghi comuni della magia del teatro. Un documento fortemente attuale sulla condizione del teatro contemporaneo e sulle modalità di ascolto del pubblico di oggi. In scena dunque un richiamo feroce al «pubblico seduto», sempre più abituato a subire lo spettacolo senza reagire e incapace di lasciarsi scuotere profondamente dalla verità della rappresentazione. La prima parte del testo è una riflessione solitaria sul «tempo unico» di attori e spettatori, quel tempo in cui pubblico e interpreti condividono la fruizione della scena, la convenzionalità dello spettacolo che però scivola via senza lasciare traccia. Poi gli insulti veri e propri, quasi per aizzare il pubblico all' ascolto, fino a quando quegli stessi insulti si trasformano in appello accorato: «Adesso possiamo riconoscerci perché io sono come voi e voi siete come me». Ma la colpa di tutto questo, avverte l' autore, non è del teatro ma della società intellettuale, troppo debole e arrendevole di fronte alla massificazione della cultura, e in generale, del mondo della comunicazione.
La chiave di lettura, che come Atelier vogliamo portare all’attenzione del pubblico, pur non dissociandosi dalle intenzioni originali dell’autore, attualizza il testo e le diverse situazioni con una partitura scenica che prevede l’alternarsi di movimenti tra palco e pubblico. I sette attori impegnati, giovanissimi , da alcuni anni vivono una loro particolare esperienza teatrale che prevede ricerca ed allenamento sistematico

Alessandro Corvaglia  nella sua  bacheca di FB  narra l’esperienza vissuta  con quelli del Teatro Sperimentale Zero  che...
15/11/2020

Alessandro Corvaglia nella sua bacheca di FB narra l’esperienza vissuta con quelli del Teatro Sperimentale Zero che successivamente muteranno il nome in Atelier del Teatro. Un ricordo emotivamente personale che riapre a noi ragazzi del gruppo la nostra memoria storica teatrale , quando per molti, la scelta del palcoscenico rappresentava un punto di partenza. Il corona virus ha fermato il percorso teatrale delle nuove generazioni di attori, guidati da Giancarlo Sacripanti e Silvia Rosellini, entrambi presenti nella foto, che poniamo all’attenzione di tutti.
Scrive Alessandro Corvaglia
“Giancarlo Sacripanti /Teatro Sperimentale Zero
A volte accade che una persona che "conosci" per vie traverse un giorno entri nella tua aula e si sieda alla cattedra. E da quel giorno ti insegni Storia ma soprattutto FILOSOFIA. Non solo, ma riesca anche, in base ad un cocktail formato da carisma e da indiscutibili capacità didattiche, a farti amare quella materia. Se poi quella persona la "conosci" per una attività che attrae grandemente un tuo interesse, allora il cocktail diventa una sorta di assenzio, inebriante e irresistibile. Fatto sta che Giancarlo e la Compagnia "Teatro Sperimentale Zero" diventano una mia nuova famiglia adottante, in cui annego gioiosamente fra piéces del tutto sconosciute e appassionanti (Majakovskij, Lowell, Von Horvath, De Chiara e altri), la possibilità di conoscere meglio un mondo Magico e soprattutto rapporti amichevoli che rimarranno unici nella mia vita e saldati tuttora alla mia anima (per incidens, in qualche spettacolo transitarono pure certi Francesco Bruni e Paolo Virzì, per citare i più famosi... ). E non fu solo teatro, il legame umano si estendeva alla vita fuori dagli spettacoli e dalle prove e grazie a questi amici ho conosciuto anche tanto, tanto cinema! Senza contare che fu il contesto in cui conobbi la mia prima, storica fidanzata! E purtroppo collezionai anche il dolore per l'improvvisa e terribile scomparsa di una ragazza, a cui ero stato legato profondamente, e a cui fu poi intitolata la Scuola di Dizione e Recitazione, tenuta con immensa dedizione e rara umanità dalla mamma di un altro caro amico attore e che fu un vivaio cospicuo per il TSZ.
Beninteso, non mi sono mai calato troppo nei panni di attore, conoscevo i miei limiti e la notevole bravura dei miei amici, sarei stato il cavolo a merenda. Entrai in Compagnia nel 1980 come musicista, realizzando sette arrangiamenti diversi de "L'Internazionale" e fornendo composizioni originali per qualche successiva messinscena, alternandomi poi a regia audio e regia luci. La dotazione tecnica della Compagnia mi tornò poi molto utile per un'altra esperienza, di cui vi parlerò in una prossima puntata
Entrare e vivere in una nuova dimensione, soprattutto in piena adolescenza, lascia segni profondi. Di questi segni, dell'affetto che mi hanno dimostrato in quegli anni persone davvero stupende, di come mi hanno aperto occhi, anima, cuore e mente, io resterò grato per l'Eternità a tutti coloro che ho incrociato e incontrato in questo meraviglioso, seppur piccolo, mondo.. “

Nella pagina del Terzo luogo “ Aurora norvegese” il mito dei paesi nordici della parità di genere di Giancarlo Sacripant...
09/06/2020

Nella pagina del Terzo luogo “ Aurora norvegese” il mito dei paesi nordici della parità di genere di Giancarlo Sacripanti

La Quarantena in scena Silvia Rosellini ovviamente Lo stato d'assedio di Camus messo in scena la prima volta nel 1948 in...
02/05/2020

La Quarantena in scena
Silvia Rosellini
ovviamente Lo stato d'assedio di Camus messo in scena la prima volta nel 1948 in collaborazione col regista Barrault (e scene di Balthus, così per dire), ma clamoroso fiasco. Testo eccezionale basato sulle riflessioni dello stesso Camus sul tema della peste (riflessioni che portano più tardi al famoso romanzo che valse il nobel allo scrittore, La Peste, appunto). Ricordo che dovevamo metterlo in scena, in versione ridotta/riadattata, con il Teatro Sperimentale Zero di Giancarlo Sacripanti, da ragazzina, e avevo anche la promessa di un bel ruolo (anche se tutt'oggi non so quale). Poi i malefici eredi non ci dettero il permesso perché andava messo in scena sempre e solo in versione integrale (un numero di ore improponibile). Dalla riflessione sul testo di Camus (sempre riflettere fanno pestilenze e quarantene... ), Giancarlo Sacripanti trasse un ottimo lavoro che mise in scena con i suoi attori - molto bravi e molto giovani - con l' Atelier Del Teatro, riambientando la vicenda a Venezia. So per certo che Giancarlo in questi giorni è chiuso in casa e su tutto questo... ci riflette!

20/01/2020

Il Terzo Luogo
Narrazione Teatrale e Filosofia
Scacchi tra logica e creatività

Un progetto che prospetta due percorsi distinti l’uno dall’altro :come mettere in rapporto il linguaggio teatrale dell’attore con la riflessione filosofica, come non limitare una partita a scacchi al solo movimento dei pezzi sulla scacchiera
Coordinano Giancarlo Sacripanti e Silvia Rosellini-
Per informazioni Livorno Via T. Guerrazzi 59-61
giovedì 23 –venerdì 24 gennaio ore 18-20

31/12/2019

Auguri per un sereno 2020 a tutti gli amici !

04/11/2019

Caccia al Pedone nasce come volantino a ciclostile nel 1970 con cui Giancarlo Sacripanti informava gli scacchisti livornesi che al Bar Bristol in piazza Cavour avevano il loro punto di riferimento. Si poteva in un certo modo respirare l’atmosfera di una Livorno d’altri tempi. Oggi su una pagina fb cercheremo di contribuire alla crescita degli appassionati che a differenza dei loro antenati non si limitano solo alla cattura del Pedone … ma anche ad altro
-Nella foto il Bristol è il palazzo d’angolo a destra-

24/10/2019

INTELLIGENZA EMOTIVA
L'intelligenza emotiva è un aspetto dell'intelligenza legato alla capacità di riconoscere, utilizzare, comprendere e gestire in modo consapevole le proprie ed altrui emozioni.
Al Terzo luogo –Atelier del Teatro venerdì 25 ottobre dalle ore 18 in Via T. Guerrazzi 59-61 -Livorno diamo informazioni su possibili percorsi che permettano di gestire le nostre emozioni con la Narrazione teatrale, la Filosofia come lettura del presente , gli scacchi tra logica e creatività.

09/10/2019

Venerdì 11 ottobre ore 18 : Laboratorio teatrale . Via T. Guerrazzi 59-61 Livorno

IL TERZO LUOGO. UN SOLO SPAZIO, TUTTE LE POSSIBILITA' PER VIVERLO. INTANTO INIZIAMO COSI'
02/10/2019

IL TERZO LUOGO. UN SOLO SPAZIO, TUTTE LE POSSIBILITA' PER VIVERLO. INTANTO INIZIAMO COSI'

La sede dell’Atelier del Teatro non è un casa né il posto di lavoro, ma è il Terzo luogo. Un modello di aggregazione, in uno spazio neutrale in cui oltre

22/09/2019

La sede dell’Atelier del Teatro non è la nostra casa né il posto di lavoro o di studio, ma è il Terzo luogo
Venerdì 27 settembre dalle 17,30 in via T. Guerrazzi 61 Livorno siamo a disposizione per raccontare i progetti . Teatrali : I personaggi e le pagine della letteratura come spunto di narrazione . Il rapporto tra attore e testo, tra attore e spazio, tra attore e spettatore . La parola che si fa corpo , il corpo si fa parola . Partecipare a discussioni su argomenti vari, da questioni d’attualità fino ai grandi temi della filosofia . Migliorare il vostro gioco a Scacchi . Nel Terzo Luogo un Maestro di scacchi sarà a vostra disposizione.
[email protected]

Indirizzo

Via Temistocle Guerrazzi, 59
Livorno
57100

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