Il Terzo Luogo

Il Terzo Luogo Laboratorio Teatrale ed Incontri di Filosofia

Come sarà il nostro futuro ?Il bombardamento mediatico improvvisato da “dotti” totalmente incompetenti sia  per forma ch...
08/09/2023

Come sarà il nostro futuro ?
Il bombardamento mediatico improvvisato da “dotti” totalmente incompetenti sia per forma che per sostanza non mi ha distolto dal vaccinarmi. La vaccinazione permette una protezione individuale e collettiva e se il pessimismo sistematico diventa proposta diffusa annienta le stesse possibilità di riuscita , rimane solo come un puro tentativo di scalzare la fiducia e la responsabilità collettiva . Non c’è nessuno che fa niente per niente, anche se non insegue il potere si limita a soddisfare la propria ambizione; il tutto diventa tragico quando il nulla assoluto , i trasparenza sanitaria che confondono con il loro possibile reddito occupazionale di vuoto a perdere . Il degrado della classe politica ha diverse chiavi di interpretazione su tutto ma anche come scriveva Baudelaire nel suo diario: “ Gli abissi non hanno sfumature”; la fragilità, con troppe ombre e vuote parole, accentua il livello di insostenibilità del nuovo. Scriveva Sören Kierkegaard “Ci vuole più coraggio per dimenticare che per ricordare”, parole che affascinano sicuramente più per un intreccio immaginativo presupposto che per reale oggettività. Il coraggio comunemente indica la capacità di saper affrontare situazioni pericolose , difficili e non previste “ C’è un grande prato verde dove nascono speranze che si chiamano ragazzi . Quello è il grande prato dell’amore Uno : non tradirli mai, hanno fede in te. Due: non li deludere, credono in te. Tre: non farli piangere, vivono in te. Quattro: non li abbandonare, ti mancheranno. Quando avrai le mani stanche tutto lascerai, per le cose belle ti ringrazieranno, soffriranno per gli errori tuoi.” Quest’ allusione esistenziale ad una vecchia canzone di Gianni Morandi “ Un mondo d’amore “ vuole richiamare l’attenzione di coloro che in qualche modo potrebbero essere i protagonisti del tempo dell’attesa delle nuove generazioni decisamente disilluse e a fronte di rischi esponenziali.
Noi figli di coloro che avevano combattuto per la libertà di questo paese abbiamo dovuto subire oltre la sagra dei vaccini che ci hanno fatto crescere anche le diverse caste di potere che si sono riprodotte con ritmo pandemico . Siamo riusciti comunque, con il nostro credo democratico, riformista e antifascista, a sopravvivere, a trovare un lavoro, ad avere una famiglia a differenza dell’attuale tragedia occupazionale e virale dei nostri figli, che pur fisiologicamente disgustati dalla palese corresponsabilità di un’apatica e fossilizzata classe politica , devono subire l’attuale vivere nel loro silenzio , quella che da troppi, per gratuita snobberia , viene oggi chiamata la società civile sorda e disattenta nei confronti delle nuove generazioni .Se noi giovani d’altri tempi non avessimo assunto la questione morale di Enrico Berlinguer come vocazione dominante della sinistra, non avremmo avuto vocazioni ideali . Spesso noi giovani del dopoguerra con amici, compagni , fratelli con i quali abbiamo convissuto, in diverse responsabilità partecipative, la fede nel perseguire un mondo migliore, ci chiediamo se non dobbiamo, oggi, sentirci responsabili per non aver combattuto, quando era opportuno, con forza, le troppe teste vuote diventate successivamente dirigenti d’apparato, preferendo, con un pizzico di colta arroganza, scelte aventiniane. E’ vero che la speranza indica uno stato d’animo più religioso che politico , ma questo non esclude che in una certa misura ci sentivamo coinvolti dopo segnali partecipativi come dalla lunga intervista di Scalfari a Berlinguer:” Quando si chiedono sacrifici alla gente che lavora ci vuole un grande consenso, una grande credibilità politica e la capacità di colpire esosi e intollerabili privilegi. Se questi elementi non ci sono, l’operazione non può riuscire”. “ La nuova normalità dovrà essere ricostruita sulle macerie della vita di una volta o ci ritroveremo in nuove barbarie “ Slavoj Žižek il filosofo contemporaneo più prolifico di idee o se qualcuno preferisce decisamente provocatorio . Il giudizio critico lo lasciamo alla lettura di coloro che non si soffermano ad una valutazione istintiva, epidermica che in qualche modo infastidisce piuttosto che riflettere sul nostro futuro che dal pensiero di Žižek si può trovare spunti non necessariamente condivisioni .

22/01/2023

A chi giova ?
Una riflessione espressa in diverse occasioni che tuttavia non risulta ancora sorpassata
"Cui prodest scelus, is fecit" [Colui al quale il crimine porta vantaggi, egli l'ha compiuto, Seneca ]
Il concetto espresso nella Medea di Seneca ha probabilmente un valore investigativo : la ricerca di un movente che riduca il numero dei possibili colpevoli. Nella nostra quotidianità sempre dobbiamo interrogarci a chi giova una serie di scelte , troppo spesso mistificate come valori ideali, ma in realtà vocazioni e interessi personali . Cialtroni, millantatori, ballisti , ciarlatani di regime ci attediano volutamente con parole ed azioni senza senso al fine di procurare quella di-strazione collettiva necessaria per continuare a galleggiare nella melma del conservatorismo. Il livellamento verso il basso non è una legge fisica ma un aspetto caratterizzante della società “ post –ideali”, che ha appiattito quei valori tendenziali che pur nella diversità garantivano un confronto qualitativamente competitivo. Non ci si rende conto che lo scollamento tra i democratici e l’elettorato è dovuto al mancato "ascolto" della base , al perseguimento del profitto a qualunque costo, alle alchimie correntizie di apparato, allo starnazzare di fittizi dirigenti , cose che a sinistra indignano ancora e che improvvisi sussulti di massa non riescono ad allontanare da quella endemica marginalità che da anni affossa il riformismo democratico .Molti degli attuali leaders sarebbe meglio che se ne andassero, oppure dovrebbero avere il coraggio di mettersi in gioco con le primarie, o con altri sistemi, ma comunque accettare un passaggio che li legittimi agli occhi dell'elettorato e non solo all’assenso di sparuti e catechizzati militanti . Prima o poi al voto si dovrà andare, sarà bene affrontare la questione del Pd per tempo. Si dice che il problema non è cambiare il segretario. E' vero Segretari il Pd ne ha avuti già troppi . Senza esprimere mai un leader. Il problema non è dunque cambiare un altro segretario,ma trovare un leader. Se ne può fare a meno? No. Se ne poteva fare a meno in altri tempi ,quando i partiti erano macchine ideologiche calate sul territorio. Oggi la politica è questa, piaccia o no ,personalizzata Ma a questo punto del Pd si dovranno raccogliere i cocci o forse non esisterà più, esploso in tanti partitini. Possibile che i professionisti della politica non lo capiscano? I professionisti della politica a livello nazionale e locale continuano a non capire ed affogano nella loro infeconda autorefenzialità
Giancarlo Sacripanti

Il Giocattolo si è rotto Il giocattolo si è rotto subito e con assoluta perseveranza si continua a volerlo rompere di nu...
21/12/2022

Il Giocattolo si è rotto

Il giocattolo si è rotto subito e con assoluta perseveranza si continua a volerlo rompere di nuovo. Di cosa stiamo parlando? Del Pd naturalmente, nato per recuperare la partecipazione politica come valore e per riattivare l’appartenenza attiva dei democratici riformisti.
La nascita dei circoli e la trasparenza delle scelte del nuovo partito dovevano servire contestualmente alla ricostituzione di quella credibilità politica, che il centro-sinistra aveva visto diluirsi nel tempo e dovevano contribuire all’affermazione di quella democrazia partecipata che tutti auspicavano
Non è andata così, anzi la situazione è peggiorata con la crescita esponenziale delle batoste elettorali. C’è stato un adeguato ripensamento critico nel merito ? Se si considera un cambio di guida nel partito qualcosa di nuovo non si è verificato i feudi di egemonia della vecchia sinistra di tradizione hanno mantenuto logiche e metodi inaccettabili per coloro che avevano confidato nella novità Pd.
Avere il coraggio di mettersi in gioco a tutto campo tagliando la parte giurassica,che la maggioranza degli elettori non sopporta più in alcun modo , non era ieri difficile, e tanto meno era, in tempi recenti , complicato organizzare primarie per tutte le cariche elettive.
Si continua tuttavia a pensare che si può ancora vivere di rendita in isole felici , senza ascoltare le voci diffuse di preoccupazione sulla consistenza del consenso elettorale e allora via con la ritualità falsa dei criteri di scelta presentando l’ennesima “ massa “ di sconosciuti senza qualità specifiche nelle liste amministrative. Se la logica degli equilibri di potere è vincente ed una frenesia esibizionistica da Grande Fratello domina, non è possibile dare un’immagine nuova e tanto meno mettere in gioco intelligenze capaci e corrispondenti alle attuali esigenze di rinnovamento della vita politica.
E’ vero che la politica è l'unica “ professione” per la quale non si considera necessaria nessuna preparazione specifica e competenza , ma almeno si scelgano donne e uomini emotivamente significativi e rappresentativi , che sappiano trasmettere quella voglia di cambiare che i vecchi dinosauri di regime non hanno e purtroppo dinosauri lo si può essere anche a 20 anni.
Non mi sembra proprio il caso di fare crescere il numero di coloro che non avranno voglia di andare a votare, perché non sapranno per chi votare .
Giancarlo Sacripanti

Democrazia  incompiuta Se il fare politica coincide con il piedistallo del potere, non risponde alle esigenze del bene p...
12/10/2022

Democrazia incompiuta
Se il fare politica coincide con il piedistallo del potere, non risponde alle esigenze del bene pubblico ma soddisfa solo gli interessi di singoli o di "bande " di individui. E' un'osservazione ovvia e scontata laddove esiste una consolidata democrazia, ma non certo in un paese come il nostro dove essere disonesti, imbroglioni, bugiardi è spesso considerata un'apprezzata forma di furbizia. " Non c'è scandalo che riesca a scandalizzare ed è dilagato un profondo disincanto. La convinzione che tutto è lecito. Basta non farsi scoprire. L'evasione fiscale... il ricorso alle relazioni informali e amicali. In ogni campo, in ogni occasione. Il senso cinico ha avvolto e logorato il senso civico". L'osservazione è di Ilvo Diamanti .
Il tempo scorre, cambiano le stagioni politiche, ma la continuità dell'illecito, legalizzato a normalità, perdura in uno scenario istituzionale indegno di un paese democratico. La nostra democrazia rimane incompiuta non per una vocazione naturale del popolo italiano, ma probabilmente per un percorso mai esperito del senso civico e di appartenenza ad uno stato democratico. Non si è mai fatto i conti con la nostra storia, ma solo con il sentito dire, con i luoghi comuni quali quello in cui il fascismo non era poi una dittatura come il nazismo, che gli italiani tutto sommato sono "brava gente", che i repubblichini non sono traditori del governo legittimo italiano e lo stesso dettato costituzionale nato dalla lotta partigiana rimane ai più sconosciuto e il termine antifascismo non è colto nella sua profonda carica ideale. La democrazia si insegna, non è un valore innato, l'uomo è geneticamente individualista e necessita di un iter formativo per accorgersi degli altri e se questo non avviene quella che è la socializzazione della politica non avrà mai la sua attuazione. Un cittadino non informato, non partecipe della cosa pubblica, imbrigliato da leggi elettorali che precludono la libera scelta è destinato a lasciare spazio all'oligarchia dei mediocri, che domina ovunque a destra e a sinistra e si auto rigenera, è una sorta di rete di puro negativo consociativismo. Non esiste una questione morale del PD quanto una mancanza di rinnovamento dei quadri dirigenti e di fossilizzati amministratori. I lauti stipendi, rimborsi elargiti dal parlamento alle circoscrizioni rendono troppo appetibili gli incarichi conseguiti perché possano essere messi in discussione da un qualsivoglia rinnovamento. Il "profitto istituzionale e pubblico" è una malattia endemica, non squisitamente italiana, ma che in Italia ha sempre avuto estimatori. L'era berlusconiana inoltre non ha fatto altro che legittimare il basso profilo della classe politica e diffondere l'immoralità anche in quei pochissimi atolli incontaminati. Rinnovare significa innanzitutto fare pulizia completa senza tentennamenti, non esistono intoccabili se non si vuole correre il rischio reale di perdere anche i democratici sopravvissuti e permettere al grande fratello mediatico di mettere tutto a tacere sotto "una grande velina"
Giancarlo Sacripanti

Campagna elettorale ? Se votare facesse qualche differenza, non ce lo lascerebbero fare. Quello che ho detto ho detto. E...
09/09/2022

Campagna elettorale ?
Se votare facesse qualche differenza, non ce lo lascerebbero fare. Quello che ho detto ho detto. E qui non lo nego . Dal voto sono esclusi studenti , ricercatori e quanti lavorano fuori sede. Irrisori gli sconti di viaggio e a quanti è negata la cittadinanza italiana
La campagna elettorale sembra essere un alpinismo sugli specchi. Non si può voler annullare la democrazia rappresentativa e ignorare cosa realmente significhi ascoltare gli altri. Si generano solo rancori, frustrazione intolleranza. I cosiddetti rinnovatori rappresentano solo se stessi, non presentano alcuna novità, si identificano in un ibrido personalismo di tele populismo. Oltre le goliardiche promesse, hanno un’idea di come sia contestualmente possibile ridurre il debito pubblico?
Lo scaricabarile è un passatempo, già dal rinascimento, dei bambini italiani. Il gioco si esegue a coppie e consiste nel mettersi schiena contro schiena, con le braccia intrecciate, per cercare di sollevarsi a vicenda. Attualmente è cultura collettiva . Come scriveva Umberto Eco : “Poiché nessuno pensa che le sue sventure possano essere attribuite a una sua pochezza, ecco che dovrà individuare un colpevole.”
Un partito non è l’esaudimento di obiettivi e interessi personali , ma il luogo dove speranze collettive trovano il modo di essere ascoltate per realizzare un progetto di valori condivisi . Un partito democratico senza il rispetto della meritocrazia e del pluralismo partecipato , è un soggetto morto in partenza sottomesso alle caste e ai poteri dinastici . Se all’omertà di appartenenza opponessimo la competente serenità di giudizio scopriremmo che la democrazia cristiana post De Gasperi identificava le istituzioni con il partito , che il craxismo ha aggiornato la corruzione di sistema e che il Berlusconi nella auto contemplazione del nulla ha imposto il culto della vuota personalità. Nel contesto della liberal-democrazia europea si è sviluppata una minaccia interna che si spaccia come volere del popolo, ma in realtà rappresenta un modo per scardinare la democrazia attuale. La destra nostalgica ,radicale italiana con lo stile dei senza qualità e nella assoluta assenza di idee innovative si pone come il nulla alternativo. Se è vero che la democrazia nelle società complesse non risulta in alcun modo semplice , è altrettanto plausibile che una destra radicale riesca a rufolare nello stagno dell’angoscia e dell’ansietà: movimento dunque contro lo status quo, contro gli stranieri in una mobilitazione xenofoba, e che si poggia sulla manipolazione dell’informazione.
Opinione di Giancarlo Sacripanti

Democrazia  incompiutaDio ci ha dato due orecchie, ma soltanto una bocca, proprio per ascoltare il doppio e parlare la m...
28/06/2022

Democrazia incompiuta
Dio ci ha dato due orecchie, ma soltanto una bocca, proprio per ascoltare il doppio e parlare la metà. (Epitteto) Ognuno tragga le proprie conclusioni.
Democrazia incompiuta . Se il fare politica coincide con il piedistallo del potere, non risponde alle esigenze del bene pubblico ma soddisfa solo gli interessi di singoli o di "bande " di individui. E' un'osservazione ovvia e scontata laddove esiste una consolidata democrazia, ma non certo in un paese come il nostro dove essere disonesti, imbroglioni, bugiardi è spesso considerata un'apprezzata forma di furbizia. Non c'è scandalo che riesca a scandalizzare ed è dilagato un profondo disincanto. La convinzione che tutto è lecito. Basta non farsi scoprire. L'evasione fiscale. il ricorso alle relazioni informali e amicali. In ogni campo, in ogni occasione.” Il senso cinico ha avvolto e logorato il senso civico". L'osservazione è di Ilvo Diamanti scritta su Repubblica alcuni anni orsono. Il tempo scorre, cambiano le stagioni politiche, ma la continuità dell'illecito, legalizzato a normalità, perdura in uno scenario istituzionale indegno di un paese democratico. La nostra democrazia rimane incompiuta non per una vocazione naturale del popolo italiano, ma probabilmente per un percorso mai esperito del senso civico e di appartenenza ad uno stato democratico. Non si è mai fatto i conti con la nostra storia, ma solo con il sentito dire, con i luoghi comuni quali quello in cui il fascismo non era poi una dittatura come il nazismo, che gli italiani tutto sommato sono "brava gente", che i repubblichini non sono traditori del governo legittimo italiano e lo stesso dettato costituzionale nato dalla lotta partigiana rimane ai più sconosciuto e il termine antifascismo non è colto nella sua profonda carica ideale. La democrazia si insegna, non è un valore innato, l'uomo è geneticamente individualista e necessita di un iter formativo per accorgersi degli altri e se questo non avviene quella che è la socializzazione della politica non avrà mai la sua attuazione. Un cittadino non informato, non partecipe della cosa pubblica, imbrigliato da leggi elettorali che precludono la libera scelta è destinato a lasciare spazio all'oligarchia dei mediocri, che domina ovunque a destra e a sinistra e si auto rigenera, è una sorta di rete di puro negativo consociativismo. Non esiste una questione morale del PD quanto una mancanza di rinnovamento dei quadri dirigenti e di fossilizzati amministratori. I lauti stipendi, rimborsi elargiti dal parlamento alle circoscrizioni rendono troppo appetibili gli incarichi conseguiti perché possano essere messi in discussione da un qualsivoglia rinnovamento. Il "profitto istituzionale e pubblico" è una malattia endemica, non squisitamente italiana, ma che in Italia ha sempre avuto estimatori. L'era berlusconiana inoltre non ha fatto altro che legittimare il basso profilo della classe politica e diffondere l'immoralità anche in quei pochissimi atolli incontaminati. Rinnovare significa innanzitutto fare pulizia completa senza tentennamenti, non esistono intoccabili se non si vuole correre il rischio reale di perdere anche i democratici sopravvissuti e permettere al grande fratello mediatico di mettere tutto a tacere sotto "una grande velina"
Giancarlo Sacripanti

La calamita e il megafono Nel Terzo Luogo voglio porre  l’attenzione con  una mia  personale considerazione filosofica i...
27/05/2022

La calamita e il megafono
Nel Terzo Luogo voglio porre l’attenzione con una mia personale considerazione filosofica in merito a parole in libera uscita dei politici del nostro paese
L’attuale social megafono utilizzato dai nuovi senza qualità della politica governativa forse vorrebbe rappresentare la volontà di comunicare, informare, non certo la volontà di ascoltare. I progetti del cambiamento non si inventano intorno ad un tavolino di una bettola in compagnia di apprendisti e incompetenti stregoni, la cosa è destinata a fallire perché non risponde ai problemi reali, tutto al più si pone a un livello di alta gradazione. Scriveva Max Weber in “La politica come professione,” che il potere, la politica, senza una fede, fede in senso laico e non in senso strettamente religioso, è pericolosa, cioè senza che una persona sia in qualche modo votata ad una causa è destinata ad essere preda del demonio. Per capirci il potere puro rischia di essere preda del demonio, perché naturalmente diventa una logica tutta entropica, tutta introversa, non si mette più in contatto con la realtà vivente degli uomini, i cittadini. La politica di oggi è immigrazione, cittadinanza, scuola, trasformazione dello Stato, pubblica amministrazione. Temi che sembrano neutrali, sono invece temi carichi di vita e che segnano l’immediato futuro. I politici di professione da tempo si riempiono la bocca con slogan privi di analisi, alimentano la paura e l’insicurezza nel presente rafforzati da rabbia e rancori. Tutti contro tutti .Ma la realtà qual è? Non ci sono offerte di “pacchetti” già confezionati, solo parole senza alcun valore propositivo da lanciare nel trogolo dell’Italia del disincanto . E’ vero che : "Tutta la conoscenza rimane fallibile, congetturale. Non esiste nessuna giustificazione, compresa, beninteso, nessuna giustificazione definitiva di una confutazione……. Tuttavia, noi impariamo attraverso confutazioni, cioè attraverso l'eliminazione di errori " (Karl Popper).
La scienza è fallibile perché la scienza è umana , la nuova politica pare tutto eccetto che essere umana.
Sempre Popper scrive “La società aperta e i suoi nemici “ dove emerge che la società aperta è aperta a più valori, a più visioni del mondo filosofico e a più fedi religiose, ad una molteplicità di proposte per la soluzione di problemi concreti e alla maggior quantità di critica. La società aperta è aperta al maggior numero possibile di idee e ideali differenti, e magari contrastanti; pena la sua autodissoluzione, non di tutti: la società aperta risulta chiusa solo agli intolleranti. Fonte privilegiata dell'intolleranza è la presunzione fatale di credersi possessori di una verità assoluta, dell'unico valore, di essere nel diritto e di avere il dovere di imporre questa verità e questo valore. Platone, è un grande della filosofia, ma i grandi uomini possono commettere grandi errori. E il grande errore di Platone, sostiene Popper, fu quello di avere teorizzato la "società chiusa". “ La società aperta e i suoi nemici “ si conferma uno dei grandi saggi di questo secolo, un classico della democrazia, una difesa della democrazia dai suoi nemici
La sinistra è morta come sinistra quando si trasforma in società chiusa lasciando spazio al sovranismo nazionalista e razzista a cui si è accodato, per scelta di potere, il populismo stellato. Una fragile identità soggettiva italiana si rifugia dietro la retorica delle strumentali parole leghiste che tendono a costruire recinti territoriali non per timore degli altri, ma per costruire la propria egemonia politica. Se i diversi da noi sono tutti coloro che non vivono il nostro spazio domestico figuriamoci i diversi per tradizione culturale, religiosa, nascita territoriale. La nostra incapacità di comprendere che per storia siamo meticci alimenta la paura di perdere l’unica identità scientificamente dimostrabile e significativa che siamo un popolo multietnico

La Noia La Noia, una riflessione  che in diverse occasioni ho posto all’attenzione e che nella attualità virale ha  assu...
29/04/2022

La Noia

La Noia, una riflessione che in diverse occasioni ho posto all’attenzione e che nella attualità virale ha assunto attimi di presenza
Partiamo dalla frase di Schopenhauer "La vita è un pendolo che oscilla tra la noia e il desiderio".
La discussione prende tre atteggiamenti: filosofico, bio-chimico, psicologico.
Quello filosofico verte sul constatare che la noia risulta profondamente legata al desiderio nella sua logica circolare; pertanto, desiderio, appagamento, senso di noia, spinta verso un nuovo desiderio. Da questo punto di vista la noia assume un connotato positivo inteso come spinta alla vita, spinta verso la ricerca di qualcosa. Noia perciò è sinonimo di attesa, perché rappresenta il tempo che intercorre tra un desiderio e l'altro, ma l'attesa è negativa perché è sospensione dei nostri progetti.
L'atteggiamento bio-chimico vede l'uomo legato a impulsi e combinazioni chimiche, Prendendo come esempio l'uso degli stupefacenti come mezzi che provocano piacere, ci accorgiamo subito che tale piacere è breve, il piacere stimola le endorfine, la loro produzione dovrebbe essere esponenziale affinché il piacere si protragga, il nostro organismo non lo permette, ecco che si innesca l'assuefazione. Assuefacente allora può essere anche il piacere di una passeggiata o quello di ascoltare la musica. La domanda che sorge allora se la cosa protratta nel tempo causa noia e la noia è relativa alla durata o alla qualità dell'azione. Forse più alla durata e qui torniamo all'atteggiamento filosofico, in quanto soddisfacente risulta "l'esserci", inteso come essere dentro una situazione, viverla. Il non vivere direttamente l'azione o viverla dal fuori procura noia. Anche la ripetitività del gesto provoca noia e forse quella più pericolosa , in quanto subita. L'atteggiamento psicologico vede nella noia uno stato d'animo, ma uno stato presuppone qualcosa di passivo e statico, potremo parlare allora del sentimento della noia cioè un movimento dell'anima. La noia è ciò che interrompe un rapporto con te stesso, qualcosa che proviene da fuori, quindi ti può annoiare un luogo, una persona, un oggetto. Ugo Foscolo dice che la noia è dovuta ad una coscienza troppo forte o troppo debole. Ci siamo domandati se nello stato di natura l'uomo aveva l'occasione di annoiarsi, probabilmente il problema sociale inteso come ricerca dei mezzi di sussistenza scacciava quello esistenziale inteso come riflessione su sé. I bambini si annoiano? Di solito se ad un bambino chiediamo perché si annoia risponde perché non sa cosa fare. La noia allora sembra essere legata a qualcosa di pratico, di manuale, ad un dover far a tutti i costi qualcosa per non avvertire quel senso di vuoto così pauroso da riempire. Come al solito la filosofia non è fatta per dare risposte ma per sollevare domande ed il dibattito non può essere mai chiuso. Ogni definizione di noia diventa soggettiva ,basata su proprie esperienze e soprattutto su una diversa percezione del tempo.

Domande a Remo BodeiIl Terzo luogo  propone curiosità e  suggerisce una riflessione filosofica, trovando spunto dai mome...
31/03/2022

Domande a Remo Bodei

Il Terzo luogo propone curiosità e suggerisce una riflessione filosofica, trovando spunto dai momenti da me vissuti come allievo nel mio corso di laurea in filosofia . Un percorso formativo con docenti che oltre al rito degli esami universitari ti permetteva di incontrare menti raffinate ed eclettiche della cultura italiana. Lo storico italiano della filosofia Remo Bodei prima di diventare professore nell’Università e nella scuola normale –superiore di Pisa era l’assistente che ci seguiva in Storia della Filosofia. Quando nel 2019 ci ha lasciati, per tutti noi” i ragazzi allievi “ della fine degli anni sessanta ha creato un vero vuoto. Mi pongo sempre la domanda chi eravamo e chi siano attualmente, domanda che telefonicamente avevo fatto al Prof . Remo Bodei e se riteneva possibile organizzare un incontro tra tutti noi di allora . La risposta fu affermativa, immediata, ma nella conversazione concluse :” Ma quanti saremo ? Secondo me pochissimi “
Propongo uno stralcio di uno articolo pubblicato anni orsono di un incontro avuto tra Remo Bodei e alcuni studenti liceali .
( Domande e risposte )
“Sembra una paradosso, l’uomo sviluppato scientificamente non riesce a curare la Madre natura e l’ambiente, pensa che questo sia un riflesso della propria insicurezza interna dovuta alla mancanza di una cura o di una ricerca del Io interiore? “
Si questo è vero ma solo in parte. Ma vede i meccanismi economici e politici hanno delle loro dinamiche inerziali che una volta iniziate non si fermano. Chi oggi pur sapendo che sbaglia abbandonerebbe la macchina? O l’uso di certi elettrodomestici? Ci siamo tenuti in casa per decenni frigoriferi contenente un gas al Fluoro che è stato una delle cause del buco dell’Ozono. Tutti si lamentano che la il pianeta va a rotoli, ma tutti continuano a immettere gas tossici. Gli americani si battono per l’ambiente e poi sono i primi a sporcarlo, ma anche noi italiani non siamo da meno abbiamo di gran lunga trasgredito al protocollo di Kioto. Insomma forse il vero inquinante principale è l’ipocrisia.
“Ci può fare un analisi della nostra politica Italiana? “
Eh!.. Mi ricorda una battuta di Kissinger appena sceso dall’aero a Roma: “ …una doppia Bisanzio..una Bisanzio al quadrato…” E’ una situazione molto critica, una situazione politica frammentaria e quindi di consenso che non si riescono a risolvere dei problemi importati. Non si riesce a dare una stabilità seria al paese al di là della parti politiche. Una crisi politica vuol dire una crisi economica e sociale, l’Italia non riesce a far fronte agli altri paesi e questo è molto grave per tutti. Come se ne esce? Migliorando la scuola, la ricerca etc, ma questo lo sanno tutti ma non lo fa nessuno.
“Quale è il senso della Vita? “
Quanti giorni ho per rispondere? …Scherzi a parte, diciamo che siamo tutti ospiti della vita. Ciascuno di noi nasce senza volerlo, con un corpo che arriva da una eredità biologica e che si trova in un epoca, anche questa senza volerlo, in una certa società etc e deve apprendere certe cose e assorbire quello che può per inserirsi nel mondo.
Aristotile diceva che il senso della vita sarebbe quello della tragedia greca cioè trasformare il dolore in qualcosa di esperienza, che è molto difficile. Io credo che il senso della vita sia vivere in amicizia con noi stessi e con gli altri, cercare di trovare un giusto rapporto con tutte le culture e razze, imparare dagli altri e mantenere le proprie esperienze per poi condividerle a sua volta con i nostri simili. Ecco questo per me è il senso della vita.

L’AmiciziaI veri amici vedono i tuoi errori e ti avvertono. I falsi amici vedono allo stesso modo i tuoi errori e li fan...
11/03/2022

L’Amicizia
I veri amici vedono i tuoi errori e ti avvertono. I falsi amici vedono allo stesso modo i tuoi errori e li fanno notare agli altri. Da questa frase ho tratto negli incontri di filosofia uno spunto per una riflessione collettiva.
L’amicizia è qualcosa di assolutamente istintivo e naturale. Nel mondo classico l’amicizia era considerata il sentimento supremo in quanto disinteressato ed altruistico, non inquinato dall’elemento passionale o da altri impulsi umani come la gelosia . A questo proposito sarebbe imperdonabile non citare una celeberrima opera ciceroniana : il De amicitia , in cui l’autore ci mostra quanto sarebbe inutile la nostra vita senza la presenza di un amico, una persona con cui condividere momenti unici, a cui raccontare le proprie esperienze. L’oratore e filosofo latino cataloga l’amicizia tra gli elementi vitali, come l’acqua e il fuoco; senza amici non possiamo ritenerci uomini liberi, non viviamo davvero . Cicerone , collega l’amicizia alla necessità di comunicare, di trovare un sostegno nella società; interpreta questo sentimento con il contrario dell’isolamento. Per curiosità cito alcuni filosofi, scrittori e poeti che possono essere letti in diversi aforismi relativi all’amicizia
"L'amicizia è un'anima sola che vive in due corpi." Aristotele
“Le amicizie non sono spiegabili e non bisogna spiegarle se non si vuole ucciderle.” Max Jacob
“L'amicizia è un tormento in più.” Sören Kierkegaard
“Di tutte le cose che la saggezza procura per ottenere un'esistenza felice, la più grande è l'amicizia. “ Epicuro
“Gli amici non sono né molti né pochi ma in numero sufficiente. “ Hugo von Hofmannsthal
“Tutti abbiamo bisogno di amici, alle volte.” Oscar Wilde
“E' sbagliato giudicare un uomo dalle persone che frequenta. Giuda, per esempio, aveva degli amici irreprensibili. “ Marcello Marchesi
“Non bastano tutti i cammelli del deserto per comprarti un amico.” Proverbio Arabo
“Chi trova un amico trova un tesoro. Chi trova un tesoro trova molti amici!” Anonimo
“Tutti vogliono avere un amico, nessuno si occupa di essere un amico.” Alphonse Karr “L'adulazione procura amici, la verità genera odio.” Terenzio
“Gli amici di casa si chiamano così giustamente perché sono più amici di casa che del padrone, paragonabili dunque più a gatti che a cani” . Arthur Schopenhauer -
“Gli amici si dicono sinceri, ma in realtà sinceri sono i nemici.” Arthur Schopenhauer

Indirizzo

Livorno

Sito Web

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Il Terzo Luogo pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Condividi