Siamo sotto il faro di Santa Maria di Leuca in un paesino salentino che respira le atmosfere dell’antica Grecia, a pochi passi dall'estesa scogliera Adriatica ad est e le numerose spiagge Ioniche ad ovest, coinvolgenti le serate al ritmo di pizzica e taranta e le passeggiate tra le suggestive distese di ulivi e trulli. Il Salento ha una tradizione di grande accoglienza ed entusiasta di fare assagg
iare i suoi piatti tipici e far conoscere i tanti segreti di questo luogo ancora non contaminato grazie alla sua particolare posizione geografica protesa ad Oriente. Grecania
(Santa Maria di Leuca)
La Grecania indica la terra greca, (Magna Grecia) di cui Leuca ne faceva parte, cosi come la famiglia che abita la stessa casa vacanza. Il nome Leuca deriva quasi certamente dal greco “Leukòs” (= bianco) come del resto quello dell'antistante isola di Leucade: anche l'ipotesi di un'origine araba da “lug”, il lume, richiama comunque un'immagine di splendore. Leuca si trova a 39° 47' di latitudine Nord più o meno come Pechino e New York a 18° 22' di longitudine Est più o meno come Stoccolma è città del capo: Leuca sta qui, è il tacco del tacco, estremo orientale italiano. Dall'alto del faro, si vedono le montagne dell'Albania, Atene è più vicina di Milano e nel dialetto dei vecchi, all'improvviso ritornano parole che erano dei Fenici, molto prima della Grecia e di Roma. Il Santuario di Leuca è quello di Maria Santissima Annunziata, ma da sempre si chiama “de finibus terrae”, come se dopo non ci fosse più niente. Il santuario è sorto sulle rovine di un tempio romano dedicato a Minerva e la consacrazione cristiana risale all'anno 43 d.C.: la prima messa, vuole la tradizione, l'avrebbe celebrata lo stesso appostolo Pietro, in viaggio per Roma.Quel nome “Finibus terrae”, alla fine della terra, era l'unico capace di definire quella vaga inquietudine, tra la realtà della terra che finiva e il presentimento dell'ignoto che cominciava, il mare. La Madonna “De finibus terrae” veglia su 2 mari, l'Adriatico e lo Ionio, che si dividono proprio davanti al santuario, ricostruito nel 1720 e che presenta una facciata moderna della metà degli anni venti. Secondo un'antica credenza popolare, il pellegrinaggio al santuario di Santa Maria di Leuca è passaporto indispensabile per andare in paradiso: l'anima di chi non vi è andato da vivo, deve andarci dopo la morte. Sul piazzale che è, a 60m d'altezza, sulle sommità di una scogliera calcarea, una croce in pietra ricorda il pellegrinaggio del giubileo del 1900 e un'altra colonna dal capitello corinzio, eretta da Filiberto Aierbo d'Aragona nel 1694, indica il luogo dove, secondo la tradizione, avrebbe predicato San Pietro. Il borgo di Leuca è ai piedi della scogliera a 17m sul livello del mare: sorge dove era l'antica città messapica omonima e fu forse in età romana sede di municipio. La costiera di Leuca ha decine di grotte dai nomi che raccontano storie fantastiche, dolci e terribili (la Grotta del Drago, la Grotta degli Innamorati, la Grotta dei Giganti, la Grotta del Presepe). La Grotta Romanelli, scoperta nel 1879, è famosa per la presenza di fossili che documentano l'alternarsi di animali da clima caldo, come l'elefante, l'ippopotamo e il rinoceronte, ad altri da clima freddo come lo stambecco e gli uccelli boreali, durante l'era quaternaria, mentre il livello del Mediterraneo saliva e scendeva. Vi è inoltre documentata la presenza di insediamenti umani preistorici. La Grotta Zinzulusa, che deve il suo nome alle stalattiti simili a stracci appesi (in dialetto zinzuli) è altrettanto celebre perché tuttora popolata da una rarissima microfauna marina e terrestre, erede di specie altroveestinte da secoli e per i ritrovamenti dei resti di una stazione del paleolitico superiore.