22/05/2026
Il 2 giugno 1946, 80 anni fa, con il referendum istituzionale sulla forma dello Stato e l’elezione dell’Assemblea Costituente, a suffragio universale, nasceva la Repubblica Italiana.
Tale ricorrenza a Lendinara, assume particolare rilievo, collegata, per deliberazione comunale, all’anniversario delle morti del Generale Giuseppe Garibaldi (2 giugno 1882) e del patriota Alberto Mario (2 giugno 1883).
In occasione di tale anniversario, in collaborazione con la Città di
Lendinaraed il Museo del Risorgimento Polesano ospitato presso la Biblioteca di Lendinara - Cittadella della Cultura - l’Associazione “Amici di Garibaldi” propone due giornate di celebrazioni, venerdì 29 e sabato 30 maggio 2026.
L'iniziativa gode del patrocinio del Coordinamento Nazionale Associazioni Risorgimentali "Ferruccio", del Comitato di Rovigo dell'Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano, della sezione di Padova e Rovigo “G. Ascoli Vitali Norsa” dell’ Associazione Mazziniana Italiana e dell’Associazione Nazionale Cacciatori delle Alpi - sezione Polesine “Gen. D. Piva”.
Il pomeriggio di venerdì 29 maggio sarà dedicata al “filo rosso” che unisce il Risorgimento alla Repubblica, tramite l'allestimento, alle ore 17, presso la Cittadella della Cultura - Biblioteca Comunale “G. Baccari”, della lettura scenica “Le cucitrici della Patria: Donne che intrecciano storia, coraggio, memoria. Donne che cuciono bandiere, alleanze, destini; Donne che hanno fatto l’Italia senza essere viste”.
Lo spettacolo, partendo dalla figura di Jessie White Mario, “Miss Uragano”, combattente inglese che abbracciò la causa dell’Unità nazionale italiana combattendo al fianco di Garibaldi e dirigendo il servizio sanitario dell’impresa dei Mille, scomparsa a Firenze il 5 marzo 1906, vuole ricordare le tante altre donne che si armarono e lottarono per liberare l’Italia dal giogo straniero.
Figure femminili come Anita Garibaldi, Rosalie Montmasson, Elena Casati, Antonia Masanello, la cui voce è stata spesso dimenticata dalla storia ufficiale, ma che furono decisive, in vari modi, per sostenere gli ideali di libertà ed unità del processo risorgimentale.
Scrittura e regia dello spettacolo, in quattro quadri ed un epilogo, interpretato da quindicina tra attrici ed attori, sono della prof.ssa Antonella Bertoli.
Al termine dello spettacolo, verrà inaugurata la mostra storico - documentaria “Una giornata memorabile: 2 giugno 1946”, a cura della stessa Bertoli: l’esposizione ripercorre, attraverso foto e documenti, i sentimenti e le posizioni delle donne in occasione del 2 giugno 1946, quando vennero chiamate per la prima volta ad esprimere il loro voto nel referendum istituzionale monarchia - repubblica, ma anche per la scelta dell’Assemblea Costituente, con 21 “Madri Costituenti” elette a Montecitorio.
Nella mattinata di sabato 30 maggio, la celebrazione prenderà le mosse dal Cimitero Comunale, alle ore 9,30, con un momento di omaggio floreale e riflessione sulle tombe di Alberto e Jessie White Mario, alla presenza delle istituzioni locali, delle rappresentanze combattentistiche e d’arma e di figuranti in costume.
La mattinata proseguirà quindi, alle ore 10,30, presso la Cittadella della Cultura, con la donazione al Museo del Risorgimento Polesano, da parte del Cav. Luciano Ghirardi e del Prof. Romeo Franco Milani di alcuni documenti, rinvenuti nel 1984 a Fiesso Umbertiano e conservati, negli ultimi anni, presso il Museo del
presso il Museo del Centro Etnografico e di Ricerca “Manegium” di Fratta Polesine, relativi alle onoranze funebri al garibaldino Baldassare Faccioli.
Classe 1840, originario di Montagnana ma cresciuto a Casale di Scodosia, Faccioli fu giovanissimo studente a Venezia, dove il padre Girolamo venne eletto deputato per il distretto di Montagnana nella Repubblica di San Marco guidata da Daniele Manin nel corso del Quarantotto. Continuati gli studi dapprima a Padova, quindi a Verona e Trento, Faccioli si iscrisse alla Facoltà di Matematica inizialmente a Padova per poi continuare, in seguito ad immigrazione illegale per ragioni politiche, all’Ateneo di Pavia. Nel 1860 decise di unirsi alla spedizione dei Mille, prendendo parte a vari combattimenti, tra cui la battaglia di Calatafimi e la successiva presa di Palermo. Aggregato alla colonna militare guidata dal generale Nino Bixio, ottenne il grado di luogotenente d’artiglieria, venendo ferito in combattimento a Solano Inferiore, in Calabria. Medaglia d’argento al Valor Militare, divenuto ufficiale di carriera in seguito alla proclamazione dell’Unità d’Italia, Faccioli morì prematuramente all’età di 26 anni a Fiesso (non ancora Umbertiano) il 17 settembre 1866 a causa di una grave malattia, mentre stava combattendo agli ordini del generale Cialdini durante la Terza Guerra d’Indipendenza.
La cerimonia di donazione, con interventi del sindaco di Lendinara Francesca Zeggio del Direttore della Cittadella della Cultura Nicola Gasparetto, di Franco Romeo Milani e di Marco Chinaglia, presidente dell’Associazione “Amici di Garibaldi” e studioso della biografia di Faccioli, ricorre nel 160° anniversario della Terza Guerra d’Indipendenza, in cui il patriota padovano morì, e del 10° anniversario della nascita del Museo del Risorgimento Polesano, inaugurato il 21 settembre 2016.
Alla cerimonia sono state invitate varie rappresentanze istituzionali, tra cui i Comuni di Montagnana, Casale di Scodosia e Fiesso Umbertiano, direttamente coinvolti in questa importante parabola umana e patriottica.