Da anni rappresenta con successo, nel territorio, commedie dialettali. Nel 1947, nell’immediato dopoguerra, su iniziativa di un gruppetto di giovani della Parrocchia di Belledo (Lecco), guidati dal compianto Luigi Corti, nasce la filodrammatica Juventus Nova (gioventù nuova). Sono anni pionieristici per la nostra filodrammatica: spesso le prove si svolgono nella canonica ed è difficile trovare uno
spazio dove esibirsi. Nei mesi più caldi si recita all’aperto mentre, durante le rigide stagioni invernali, è il piccolo teatrino dell'Asilo Fiocchi ad ospitare le rappresentazioni. Nel 1951, viene inaugurato il nuovo Cine-Teatro di Belledo, realizzato con una capienza di 360 posti, che sarà la nuova “casa” della filodrammatica. In quel periodo i drammi sono gettonatissimi, accompagnati anche dal teatro per ragazzi; non si trascurano nemmeno le commedie, alcune brillantissime. Gli anni '50 sono anche gli anni più felici per la farsa; infatti, dopo la messa in scena di ogni dramma o drammone, sono proprio le farse a divertire e rallegrare l’atmosfera. Accanto al teatro vero e proprio, vengono presentati alcuni spettacoli di rivista e arte varia e, a metà degli anni ’60, ecco i primi timidi ufficiosi tentativi di teatro promiscuo. Nel 1972 la compagnia diventa ufficialmente promiscua e la scelta dei testi da rappresentare si riversa prevalentemente su quelli dialettali, alternati a grandi opere d'autore presentate come lettura interpretativa. Nel 2004, la nostra filodrammatica ha l'onore di salire per la seconda volta nella sua storia sul prestigioso palco del Teatro della Società di Lecco (la prima volta fu nel 1986); il cartellone della rassegna "Teatro in Lombardia" ci mette al fianco di vere e proprie icone del teatro dialettale lombardo quali Piero Mazzarella e i Legnanesi. In oltre settant’anni di vita, Juventus Nova ha allestito centinaia di lavori, seguiti da innumerevoli repliche; ha interpretato ogni genere di testo e ha partecipato a concorsi e rassegne, ottenendo significativi riconoscimenti. Da anni è rimasta fedele al dialetto, attingendo ai valori culturali che esso rappresenta nella tradizione popolare della nostra gente e le commedie, tutte divertentissime, si sono susseguite una dopo l'altra. Dopo la sospensione forzata delle attività, dovuta alla pandemia da COVID-19, la filodrammatica non vede l’ora di ripartire e di tornare, con rinnovato entusiasmo, davanti al suo calorosissimo e affezionato pubblico.