21/12/2022
Arriva un momento, dopo.
Un momento dopo gli applausi, dopo il fragore, fatto di , di , di stanchezza che poco per volta pervade il , mentre tu te ne stai muto a osservare il spoglio, la platea deserta, la polvere affastellata tra le assi crepitanti. Ed è in quel silenzio - in quel vuoto, in quel dopo - che ti metti a fare i conti, e percepisci la di ciò che hai fatto.
No, non in scena davanti a un sotto ai riflettori.
Prima: per ore, settimane, mesi. La condivisione della fatica, del lavoro, delle , dei , delle rinunce, delle , delle , delle difficoltà. E ancora: gli trepidanti, i respiri che si allineano, le cene improvvisate, le pause, il cazzeggio, il fumo delle *****te che si confonde nel nero di un profondissimo, le lancette degli orologi che scorrono, ma solo fuori, perché tu – dentro - te ne sei dimenticato che esiste questa cosa che chiamano tempo.
Questo è, ed è sempre stato, il nostro progetto: portare in scena la verità imperfetta di ciò che siamo. Persone, amici, folli di una carrozza improbabile. Parabole esistenziali tenute insieme dalla voglia di emozionarsi, di credere che si possa provare a fare tanto anche partendo da nulla, e per il solo piacere di farlo.
È ciò che ci fa sentire vivi.
È la nostra , siamo noi.
Angelo, Miriam, Francesco, Matteo, Sabrina.