Sul filo di una storia

Sul filo di una storia Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Sul filo di una storia, Arte e intrattenimento, Via San Massimilano Kolbe, Lecce.

Le Ali Di Pandora
Presentano
“Sul Filo di Una Storia”
osservazioni e commenti su fatti e visione d'arte
dal 4 giugno ore 19,00
Via San Massimiliano Kolbe – Lecce
Ingresso libero: Si prega di ve**re muniti di dispositivi DPI (guanti e mascherine)

Ore 19,00 visita mostra Lucy Ghionna. Ore 19,30 30 minuti con l'autore: Valentina Perrone e il suo ultimo romanzo "Nel m...
23/06/2021

Ore 19,00 visita mostra Lucy Ghionna. Ore 19,30 30 minuti con l'autore: Valentina Perrone e il suo ultimo romanzo "Nel mio domani"

https://www.facebook.com/leali.dipandora/videos/932338220666214Le Ali Di Pandora PresentanoVenerdì 18 giugno- ore 19,00“...
19/06/2021

https://www.facebook.com/leali.dipandora/videos/932338220666214
Le Ali Di Pandora

Presentano

Venerdì 18 giugno- ore 19,00

“30 minuti sul filo di una Storia”

Incontro con l'Autore Walter Spennato
“Piccole storie finite male” Editrice Besa

provocazioni di Giorgina Elia

Via San Massimiliano Kolbe – Lecce

ingresso libero

Nel rispetto delle misure di contenimento Anti Covid -19. Si prega di ve**re muniti di dispositivi DPI (guanti e mascherine)

Le Ali di Pandora organizzano venerdì 18 giugno alle ore 19,00 “30 minuti sul Filo di una Storia” incontro con Walter Spennato ed il suo ultimo libro “Piccole storie finite male” Editrice Besa in Via San Massimiliano Kolbe, Lecce.
Dopo mesi di silenzio, di mancanza di sguardi, di carenza di rapporti umani, il desiderio di interagire con l'altro diventa necessità, necessità è anche ascoltare e farsi ascoltare al di là di uno schermo. “Sul Filo di una Storia” ha questo intento: recuperare sguardi e ascolto e la possibilità di condividere la storia che ci viene raccontata.
30 minuti con Walter Spennato e il suo ultimo libro edito da la casa editrice Besa “Piccole storie finite male”: racconta crimini e attualità in un libro da leggere come un disco. “Questo libro si legge in 30 minuti e 23 secondi”. La verità è che i giochi con la penna funzionano come quelli col pallone: a un certo punto è preferibile salvare mani e gambe, ritrarre tutto e non affondare il colpo fino alla sua conclusione naturale. Ci sono quelli che non lo fanno, mosche bianchissime, figure disposte a sacrificare tutto pur di rimanere fedeli a una sorta di purezza del mestiere, della missione, verrebbe da dire in questi casi: uno, Cosimo Argentina, mi è costato una tesi di laurea. Un altro l’ho conosciuto quasi per caso e all’anagrafe risuona Walter Spennato. In Piccole storie finite male quest’autore decide di partire da uno dei termini noti della letteratura, la morte, per farne strumento primo di indagine, arnese imprescindibile allo scardinamento di convenzioni sociali, finzioni e accordi in un libro dall’andatura musicale (lato A e B) fatto di tracce dalla durata certa e certificabile. La morte – in una scrittura che mira a mostrare il retrobottega, l’inesplorato, ciò che sarebbe meglio non dire – diventa possibilità di cristallizzare gli eventi, di guardarli bene in volto per un ultimo momento dandone una descrizione il più possibile fedele. Lo scrittore – giustiziere della notte in un’accezione quasi benniana (“Nei sogni della notte i cattivi chiedono perdono e i buoni uccidono”) – cerca di raccontare nella loro nudità questioni spinose (eutanasia, immigrazione, drammi sociali) inquadrate nella cruda realtà senza strizzare l’occhio ad alcun pietismo in una società ormai così malandata da esser essa stessa motivo di cadute (la ripugnante indifferenza e la stupida testardaggine sembrano armi silenziose, ma efficaci). Tra i finiti che diventano statistica e lo stesso autore che si immagina nell’atto del precipitare, resta una sola constatazione amara dinanzi a quel termine diventato per Spennato inizio della scrittura: neppure la conclusione, infatti, pareggia, nessuna livella è all’orizzonte, giacché anche la morte è un lutto che non tutti possono permettersi. Non mi divertivo e non mi emozionavo con un prosimetro dai tempi del primo Argentina e di Zuccalà: grandissimi meriti a Spennato.

La rassegna proseguirà il prossimo venerdì con “30 minuti sul filo di una Storia” con Valentina Perrone presenteranno il loro ultimo libro, o forse no, forse racconteranno la “Loro” storia oppure quella dei personaggi del loro libro, o forse si cimenteranno in osservazioni e commenti con pubblico, per rimanere “Sul Filo di Una Storia”

Info:
Tel. 339.5607242 – 347.0851926 --- email: [email protected]

https://www.csvbrindisilecce.it/2021/06/16/lassociazione-leccese-le-ali-di-pandora-presenta-30-minuti-sul-filo-di-una-storia/

https://it.geosnews.com/p/it/puglia/lecce-30-minuti-con-walter-spennato_34350527

http://puglialive.net/home/news_det.php?nid=152497

https://iltaccodibacco.it/en/puglia/eventi/233669.html

https://www.mondosalento.com/30-minuti-sul-filo-di-una-storia/

https://www.ventidiponente.it/index.php/culturaa/eventi/le-ali-di-pandora-incontra-walter-spennato

https://www.lecceprima.it/eventi/cultura/mio-domani-libro-valentina-perrone.html

PresentanoVenerdì 25 giugno- ore 19,00“30 minuti sul filo di una Storia” Incontro con  Valentina Perrone “Nel mio domani...
19/06/2021

Presentano

Venerdì 25 giugno- ore 19,00

“30 minuti sul filo di una Storia”

Incontro con Valentina Perrone
“Nel mio domani” Independently published – Amazon

Via San Massimiliano Kolbe – Lecce
Ingresso libero

Nel rispetto delle misure di contenimento Anti Covid -19. Si prega di ve**re muniti di dispositivi DPI (guanti e mascherine)

Venerdì 25 giugno alle ore 19,00 “30 minuti sul Filo di una Storia” incontro con Valentina Perrone organizzata da Le Ali di Pandora, in Via San Massimiliano Kolbe, Lecce.
Dopo mesi di silenzio, di mancanza di sguardi, di carenza di rapporti umani, il desiderio di interagire con l'altro diventa necessità, necessità è anche ascoltare e farsi ascoltare al di là di uno schermo. “Sul Filo di una Storia” ha questo intento: recuperare sguardi e ascolto e la possibilità di condividere la storia che ci viene raccontata.
In “30 minuti sul filo di una Storia” gli autori presenteno il loro ultimo libro, o forse no, forse racconteranno la “Loro” storia oppure quella dei personaggi del loro libro, o forse si cimenteranno in osservazioni e commenti con pubblico, per rimanere “Sul Filo di Una Storia”
La rassegna “Sul Filo di Una Storia” osservazioni e commenti su fatti e visione d'arte chiude con Valentina Perrone ed il suo ultimo libro «Nel mio domani» Independently published – Amazon, una storia d'amore tra il milanese Enea e la salentina Veronica che comprendono “non si ricomincia mai per davvero se non si smette di avere paura”” ma anche una storia d'amore con il Salento. Si legge su La Gazzetta del Mezzogiorno “La scrittrice e giornalista guagnanese propone un nuovo romanzo, una storia d'amore «contemporanea» ambientata tra Lecce e Milano. L'efficace scrittura di Perrone, arricchita di sentimento ed “emozioni”, si alimenta anche di salentinità, rilevante sostrato della vicenda narrata. La delicata penna di Perrone scava a fondo nell'animo dei personaggi: è un romanzo «delle seconde possibilità, delle distanze che non separano ma uniscono e creano capitoli di vita nuovi, tutti da attraversare e scrivere».

info:
Tel. 339.5607242 – 347.0851926
email: [email protected]

grazie
07/06/2021

grazie

Le Ali Di Pandora Presentano “Sul Filo di Una Storia”osservazioni e commenti su fatti e visione d'arteMostra di Lucy Ghi...
31/05/2021

Le Ali Di Pandora

Presentano

“Sul Filo di Una Storia”
osservazioni e commenti su fatti e visione d'arte

Mostra di Lucy Ghionna

4 giugno ore 19,00
Via San Massimiliano Kolbe – Lecce

Nel corso della serata si aprirà un reading per poeti e NON che racconteranno una storia.

Ingresso libero: Si prega di ve**re muniti di dispositivi DPI (guanti e mascherine)

Nel rispetto delle misure di contenimento Anti Covid -19 si apre venerdì 4 giugno alle ore 19,00 la rassegna “Sul Filo di una Storia”con la mostra di Lucy Ghionna, organizzata da Le Ali di Pandora, in Via San Massimiliano Kolbe, Lecce.
Con la mostra “Sul Filo di una Storia”, Lucy Ghionna dà forma a un'idea dando la priorità all’idea stessa e al valore estetico unendo la pratica concettuale al polimaterico con interventi di Fiber Art. Sono storie cucite a mano di quelle di Lucy Ghionna che raccontano storie di donne, di Donna.

Antonio Basile così scrive: “Dopo un lungo periodo di confinamento, ritorniamo tra la gente. Dopo mesi di silenzio, di mancanza di sguardi, di carenza di rapporti umani, il desiderio di interagire con l'altro diventa necessità, necessità è anche ascoltare e farsi ascoltare al di là di uno schermo. “Sul Filo di una Storia”, la rassegna, organizzata da “Le Ali di Pandora”, ha questo intento: recuperare sguardi e ascolto e la possibilità di condividere anche attraverso estemporanee artistiche e poetiche la storia che ci viene raccontata.
In quest’evento, si inserisce la mostra di Lucy Ghionna, stimata docente di Decorazione nell’Accademia di Belle Arti di Lecce, “Sul Filo di una Storia”, che si inaugurerà venerdì 4 giugno a Lecce alle ore 19,00.
L’artista dà forma ad un progetto, che si traduce in opere polimateriche, grazie ad un “fare arte” che, raggiunge un alto valore espressivo, pregno di forte liricità e di quella tensione interna che è indicativa di chi vuol conoscere meglio se stessa ed il suo lavoro.
Dopo un periodo di approfondimento e di riflessione sulle tecniche e i materiali utilizzati, l’artista negli ultimi anni, dà vita a dei lavori che richiamano le motivazioni di fondo della nostra epoca; la violenza sulla natura operata dalla società tecnologica, la crisi della libertà degli esseri umani, la coscienza di una apocalisse imminente, la manipolazione messa in atto dai mezzi di comunicazione di massa, i cui prodotti ingenerano forte acquiescenza in luogo di conoscenza.

In questa mostra la Ghionna con i suoi lavori, riporta l’attenzione sulla donna in particolare, elaborando un linguaggio emblematico che è la risultante di revisioni e di verifiche eseguite alla luce di incalzanti problematiche artistiche. Un linguaggio che, sfugge ai luoghi comuni e corrisponde alla sincerità delle sue scelte.
Dalle opere emergono segni e linee, che costruiscono uno spazio ben delimitato da un orizzonte, presenze che rimangono sospese nel loro apparente “non senso”, e che comunque mantengono il loro ruolo di interpreti di una possibile storia.
Particolarmente suggestive si rivelano i lavori polimaterici che si sostanziano di interventi di Fiber Art, che sul filo della memoria ci raccontano storie di donne vissute in una società arcaica, che generava frequenti crisi esistenziali, che spesso si risolvevano nella violenza, oppure nell’esorcismo coreutico musicale, che era l’unico medicamento per le infelici tarantate.
Ma le storie cucite a mano di Lucy Ghionna, raccontano soprattutto del presente, delle difficoltà che incontrano le donne in una società come quella attuale, che spesso si macchia del sangue di vittime innocenti, alle quali è stata negata la vita.
A conclusione di questa breve nota, mi piace chiudere con le parole di Lucia, che così descrive la sua mostra: “Come un racconto uscito da ago e pennarelli i miei lavori sono cuciti a mano, come un rituale che mi rilassa. Nella mia arte tento di restituire le visioni del mio mondo interiore usando i Simboli Arcaici che accompagnano la vita della gente nel mondo effimero. Questi segni rappresentano allegria e lacrime, speranza e timore. Mi sono avvicinata alla Fiber Art per esigenza creativa, il filo si collega miracolosamente alla mia anima completando le mie rappresentazioni artistiche”.
Le opere di Lucia Ghionna in definitiva, sono delle geografie interiori, che esprimono l’ansia e l’inquietudine di un mondo sempre più alienato ed alienante”

scrive Alessandro Matteo:
Non amo l’autoreferenzialità e mi costa molto iniziare un testo con una considerazione che riguardi anche la mia esperienza personale. Eppure, in questo specifico caso, non riesco a trovare niente di più esplicativo da dire, per dare una idea a chi mi legge di chi sia Lucy Ghionna, se non che chi scrive questo testo, una decina di anni fa, l’ha avuta non come studentessa ma come docente.
Chiedere un testo critico a un ex allievo dimostra pienamente quanto questa donna, prima ancora che questa artista, abbia una attitudine vitalissima e pedagogica, nella più ampia e multidirezionale delle accezioni, verso l’arte in particolare e verso la creatività in generale.
In Lucy Ghionna il gesto artistico, adulto ed essenziale, si unisce alla capacità di estrapolare bellezza e significato da ogni ambito del vissuto con una attenzione che è in grado di trasformare quello che all’uomo comune appare inutile, superfluo, privo di importanza in materia pregna di senso, di personalità e di coerenza.
L’attitudine di Ghionna infatti è improntata a una urgenza di trasformare queste intuizioni artistiche, questi lampi di bellezza e senso colti in ogni ambito del vissuto in un linguaggio univoco e coerente.
Un gesto salvifico verso un mondo che altrimenti rischierebbe di finire nella pattumiera di una società sempre più distratta dalle next big thing. Destinata a sua volta a invecchiare nel giro di poche ore.

Non a caso il linguaggio di Lucy Ghionna si compone attraverso contrapposizioni.
Contrapposizioni tra segni veloci, urgenti per l’appunto, e una fase più lenta e ragionata, composta con tecniche che furono colpevolmente esclusive di un mondo femminile e artigianale. Tecniche che venivano non a caso relegate, anche dove di livello altissimo, alla dimensione domestica.

Contrapposizioni, sempre sapienti, tra campiture di colore accesissime, violente, che si stagliano su palette apparentemente più spente.
È Il colore stesso infatti, scorrendo in modo circolare o subendo dei tagli accesi e segnici, che porta l’occhio in luoghi nascosti a un primo sguardo; spazi dove il significato si fa meno immediato, più lento, ma anche più profondo e commovente.
Un universo segnico accompagnato da una ripetizione di simboli, come quello del cuore, che sembrano prove**re direttamente da una memoria collettiva fatta di ex voto e pale d’altare il cui colore si sfarina al passaggio delle dita: una dimensione di raccoglimento religioso delicatamente trasposta.

L’occhio di Ghionna infatti si muove tra la capacità di ricontestualizzare scampoli di oggetti e realtà, rendendoli estremamente affascinanti come quegli oggetti d’affezione tanto cari a Man Ray, e una riappropriazione degli spazi che ricorda da vicino il gesto dello street artist.

Ma se il graffitista (quelli della prima ora, da Basquiat ad Haring) è vicino per il segno tagliente, ricavato dal misticismo dell’arte preistorica, nel lavoro di Ghionna sovviene anche lo yarm bombing, recante anch’esso una volontà di utilizzo di un linguaggio “femminile” recuperato e mediato in modo destabilizzante.
Ghionna infatti, coi suoi lavori dalla dimensione raccolta, sembra volersi riappropriare, con la medesima attitudine dello street artist che tagga il palazzo abbandonato per sottrarlo all’alienazione della città, di uno spazio interiore rimasto rimosso; riscoperto in modo dolorosamente delicato.
Uno spazio di sacrificio e resistenza che, attraverso il gesto artistico, viene salvato e reso prezioso proprio per il lavoro e l’attenzione che hanno trovato nell’artista che l’ha composto.
Una resistenza artistica quieta, ponderata, ma priva di compromessi.
Un’arte che vuole riappropriarsi dello spazio vitale, urbano o dell’anima che sia, e che sembra escludere ogni forma di vita alienata.

info:
Tel. 339.5607242 – 347.0851926
email: [email protected]

scrivete le vostre storie,,,, questi quadri possono essere da spunto,,,
30/05/2021

scrivete le vostre storie,,,, questi quadri possono essere da spunto,,,

Indirizzo

Via San Massimilano Kolbe
Lecce
73100

Orario di apertura

19:00 - 22:15

Telefono

+393395607242

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