20/05/2026
Giordano Bruno, prima della sua condanna a morte dice al suo allievo: "L’uomo non è cattivo, Sagredo, è solo infelice, ed è la sua piccola coscienza la causa della sua infelicità.
Quando il mio corpo brucerà, io sarò libero, Sagredo, libero di ricongiungermi a loro, abbracciarle.
Non ti crucciare, amico mio.
Questo era il nostro destino, comune a tutti coloro che cercano la verità, bandita da un mondo che si regge sulla menzogna.
Verrà un giorno, Sagredo, che l’uomo si risveglierà dall’oblio e finalmente comprenderà chi è veramente, e a chi ha ceduto le redini della sua esistenza, ad una identità fallace, menzognera, che lo rende e lo tiene schiavo.
L’uomo non ha limiti, e quando un giorno se ne renderà conto sarà libero anche qui in questo mondo!", poi si gira e osserva il suo allievo quasi raggiante, "Lo ha previsto da tempo immemorabile la vita!", allora lʼallievo chiede: "Maestro, ma perché questo destino crudele?
Chi può aver voluto tutto questo?",
Giordano risponde: "Io stesso, Sagredo, ben prima di nascere in questa dimensione.
La morte ignea del corpo fisico è una purificazione profonda, è il battesimo del fuoco.
In tanti abbiamo scelto questa morte, non solo come esempio ad un’umanità ottusa, meschina e crudele, ma anche per adempiere il compito che la vita ci ha assegnato e che abbiamo accettato di buon grado, per Amore.
In fondo, anche se in modo inconsapevole, la Chiesa sta compiendo la nostra volontà!",
e lʼallievo chiede: "Ma allora, il cardinale Bellarmino esegue la nostra volontà?",
Giordano risponde: "Bellarmino ora esegue la volontà della Chiesa, volta a conservare il potere.
Esegue peró anche la volontà vera, quella di una morte illustre che lasci traccia nella storia.
Anche gli uomini di Chiesa sono parte dell’Uno.
La mia morte servirà per mostrare il vero potere, quello occulto, che si muove dietro tutte le Chiese e tutti i poteri del mondo.
In questo mondo illusorio, ove menzogna, bontà ipocrita e paura dominano, una morte illustre è più efficace di un’intera vita.
Le umane genti la ricordano.
L’uomo che infligge morte è colui che più la teme, è un paradosso, ma chi procura la morte, cerca disperatamente di comprenderla, di penetrare la realtà di Dio!",
Sagredo chiede: "Bellarmino quindi, anche lui, è alla ricerca di Dio?",
Giordano risponde: "Certo!
Anche Bellarmino è un fratello!",
Sagredo chiede ancora: "Maestro, ma perché tutto questo, perché tutta questa sofferenza, queste atrocità, ingiustizie, dolori, fratelli che uccidono loro fratelli.
Come può Bellarmino firmare ad animo leggero la sentenza della vostra morte?",
Giordano risponde: "Non lo ha fatto ad animo leggero, Sagredo.
È stata per lui una decisione sofferta e penosa, ma non poteva fare altrimenti!
Avrebbe dovuto rinunciare all’abito che porta e ai credi che predica.
Egli non ha coscienza, non sente l’unità dell’infinito universo, non sa che la sua azione di oggi avrà per lui una reazione, in un'altra sua vita futura.
Questo vale anche per me, e per tutti coloro che hanno cercato invano di risvegliare l’umanità dall’inganno.
La terra è una dura scuola, ogni opera lascia una traccia, perché la giustizia vera esiste, figliuolo, anche se in questo mondo non appare!",
allora lʼallievo chiede: "La giustizia vera vuole la vostra morte?",
Sagredo è tanto incredulo quanto ammirato della saggezza del suo maestro.
E Giordano, risponde: "La vogliamo noi stessi, Sagredo, non i nostri corpi transeunti, ma i veri esseri immortali che siamo.
Che ci piaccia o no, siamo noi la causa di noi stessi.
L’Essere non teme la morte, perché sa bene che non esiste.
Nascendo in questo mondo, cadiamo nell’illusione dei sensi, crediamo a ciò che appare.
Ignoriamo che siamo ciechi e sordi.
Allora ci assale la paura e dimentichiamo che siamo divini, che possiamo modificare il corso degli eventi, persino lo Zodiaco.
Siamo figli dell’unico vero sole che illumina i mondi.
Il dolore e la sofferenza non c’erano all’inizio della storia, ai tempi dell’antico Egitto che conservava ancora memoria delle gloriose e immortali origini.
Un giorno non lontano, una nuova era giungerà finalmente sulla Terra.
La morte non esiste.
La miseria, il dolore e le sue tante tragedie, sono il frutto della paura e dell’ignoranza di ciò che è la vera realtà!",
Sagredo chiede: "Ma quanto tempo ancora sarà necessario?",
Giordano risponde: "Il tempo anche dipende da noi, Sagredo.
Il tempo è l’intervallo tra il concepimento di un’idea e la sua manifestazione.
L’umanità ha concepito il germe dell’utopia, e la gestazione procede verso il suo compimento inevitabile.
Il secolo passato è una tappa importante, che precede la nascita.
Gli Esseri divini vegliano sulla gestazione della terra, e alcuni nascono qui per aiutare gli umani a comprendere che la trasformazione dipende anche dal loro risveglio!",
Sagredo chiede ancora: "Anche voi, maestro, siete sceso qui per questo scopo?",
Giordano risponde: "Anch’io Sagredo, ma non sono il solo.
C’é un folto gruppo di Esseri che sono scesi più volte nel corso della storia e si riconoscono nel grande Ermete, Socrate, Pitagora, Platone, Empedocle. In questo secolo, Leonardo, Michelangelo, Shakespeare, Campanella, nomi noti, ma anche gente umile, semplici guaritrici, molte delle quali finite sul rogo!".
Giordano è commosso al ricordo dei tanti che l’hanno preceduto sulla via del patibolo.
Sagredo è profondamente colpito.
È divenuto partecipe di una verità finora a lui sconosciuta.
Giordano continua: "È il battesimo del fuoco che serve a trasmutare il corpo fisico e a manifestare i veri Esseri.
La loro rivelazione oramai è inevitabile.
Non so quando, ma so che in tanti siamo venuti in questo secolo per sviluppare arti e scienze, porre i semi della nuova cultura che fiorirà inattesa, improvvisa, proprio quando il potere si illuderà di aver vinto!".
Rumori di fondo fanno intendere che la visita deve volgere al termine.
Il respiro di Sagredo si fa affannoso: "Maestro, come posso ritrovarvi?",
il maestro risponde: "Guarda dentro di te, Sagredo, ascolta la tua voce interiore e ricorda che l’unico vero maestro è l’Essere che sussurra al tuo interno.
Ascoltala!
È la verità, ed è dentro di te.
Sei divino, non lo dimenticare mai!".
Nuvoletta Biaritz su Essere Indaco💙