15/09/2021
Nasce dal corso di Modellistica l’idea di costruire una installazione realizzata unicamente con modelli fisici delle opere che gli studenti hanno elaborato durante il periodo in presenza del corso stesso.
Tutti, studenti e docenti hanno trascorso un lungo periodo in lockdown nel quale la dematerializzazione dei rapporti non ci ha permesso di lavorare in presenza, presenza indispensabile in un corso laboratoriale com’è quello di Modellistica, si prospettava così nel secondo semestre una possibilità per ritrovare il gusto di lavorare insieme, di usare le mani e gli attrezzi reali e non digitali.
Non potevamo però metterci alle spalle così rapidamente Il periodo di “confinamento” e quindi abbiamo voluto ripensarlo con una installazione in scala dal titolo “FUORI!” per riflettere sugli argomenti, le emozioni e su quanto in questa lunga fase ci ha cambiati con o senza consapevolezza. Il titolo, nel suo estremo minimalismo, ha voluto lasciare gli studenti liberi nell’interpretazione di individuare cosa per loro è stato importante nel periodo di solitudine, sono nate così opere diametralmente opposte, chi ha riflettuto sulla negatività, sulla sofferenza, sulla malattia e chi invece ha voluto con spirito critico ragionare sulle possibilità del post-pandemia (sempre che ciò possa avvenire in tempi rapidi!), altri poi hanno focalizzato il loro intervento sul passaggio temporale da dentro a fuori la pandemia. Si è deciso che si sarebbe costruito un modello in scala del chiostro dell’Accademia e adattarlo come location per esporre/installare le singole opere e di trattarlo come fosse un “White Cube”. Le opere più intriganti e più “dense” concettualmente verranno installate all’interno della nostra “galleria” fisica con un unico punto di vista posto nel centro del piccolo piazzale del chiostro, in quello che nella realtà corrisponde al posizionamento del pozzo. Potremo quindi far accedere alla installazione il pubblico come se fosse un “visitatore in scala” rispettando il punto di vista che normalmente si avrebbe in quello spazio. L’opportunità di ragionare su ciò che è stato ed ancora è il virus ha marcato in modo significativo questi due anni e ci ha di fatto riscoprire la bellezza della comunità, dei rapporti interpersonali e della fisicità. Metterci alle spalle un periodo così diverso e per molti versi doloroso non potrà essere risolto con una sola installazione ma il tentativo degli studenti ci può indicare alcune vie di fuga cosa cha solo l’arte e più in generale la cultura riesce a concepire.
Comi Vittorio.