25/06/2026
Alle origini del Cantiere della Memoria
L'ispirazione dagli appunti del bisnonno
Solo tenendolo in mano e osservando la calligrafia d’altri tempi fa ba***re il cuore. Nel procedere spesso sgrammaticato delle frasi, palesa l’antico approccio all’arte di costruire barche fatto di conoscenza dei legni, dei metalli, del loro impiego a fini strutturali, di matematica basica per il calcolo del volume di carena e quindi del dislocamento, della stabilità degli scafi, per la costruzione degli scali finalizzati ai vari. Così gli appunti in ordine sparso del bisnonno maestro d’ascia Giuseppe Rosa si sono rivelati fonte di ispirazione per dare corpo - nelle mente e nel cuore - all'idea del Cantiere della Memoria. Accadeva all'inizio del 2016. Ne seguì il confronto con mio padre Dante Ricci e il cugino Pietro Ricci e, con slancio, si materializzarono la condivisione del proposito e due condizioni per dar vita al micro museo nel porto antico delle Grazie: il fondo (di proprietà di Dante) e gli attrezzi dei maestri d'scia (provenienti dalla collezione di Pietro). Loro ci hanno lasciato nel 2016 e nel 2020 ma restano riferimenti, al pari di Giuseppe, l'ispiratore, che abbiamo conosciuto per affetto/effetto dei loro racconti e del suo libretto. Ne approfondiamo qui la conoscenza, tra meraviglia e gratitudine.
Giuseppe era nato nel 1860 e si spense nel 1923 all’età di 63 anni; fin da ragazzo palesò passione per il legno e le barche. Ne è prova il libretto scritto quando aveva 16 anni. Non un manuale vero e proprio del termine ma un inanellarsi di nozioni acquisite. All’epoca alle famiglie servivano braccia giovani per sopravvivere. Giuseppe era sicuramente culturalmente limitato, ma era voglioso di apprendere. Lo faceva ascoltando e osservando i maestri d’ascia al lavoro per poi imprimere sulla carta a quadretti il sapere dedotto. Gli appunti sono stati scritti in progress. Ne è prova la calligrafia che, benché elegante e regolare, a volte lascia percepire la fretta nel mettere giù le parole perché l’impellenza era quella del lavoro. Una copia anastatica del libricino - stampato dalla Federazione italiana barche storiche - è esposta al Cantiere della Memoria in una vetrina realizzata col cassetto di un vecchio banco da lavoro; da dieci anni costituisce la perla della mostra permanente, insieme agli antichi attrezzi del mestiere che danzano sulle pareti dello spazio espositivo. Poesia allo stato puro, permeata di sapienza tecnica e manuale. Valori che ricorderemo domani sera durante la festa in calata per il giro di boa del decennale.