Latitudine Teatro°

Latitudine Teatro° " Posso scegliere uno spazio vuoto qualsiasi e decidere che è un palcoscenico spoglio. Un uomo lo a
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Ci sono testi che usano il vampiro per parlare del sangue. E poi ci sono testi che usano il vampiro per parlare di altro...
02/04/2026

Ci sono testi che usano il vampiro per parlare del sangue. E poi ci sono testi che usano il vampiro per parlare di altro: della fame di essere visti, del peso del desiderio, della vergogna, del modo in cui i giovani vengono guardati, giudicati, etichettati.

Qui il mostro non è una creatura lontana. È ciò che nasce quando una ferita non trova parole, quando la diversità spaventa, quando il bisogno di amore si confonde con il pericolo.

Come compagnia sentiamo il bisogno di affrontare temi che parlino davvero al presente dei giovani, senza addolcire, senza semplificare, senza fingere che certe domande non esistano. Per questo crediamo anche nella necessità di un teatro giovane fatto da giovani, dove ragazze e ragazzi tra i 14 e i 18 anni possano abitare testi forti, contemporanei, capaci di metterli in relazione con il proprio tempo.

Per noi questo è il senso del lavoro: non proteggere i giovani dal teatro, ma affidare al teatro il compito di aprire spazio, pensiero, visione.

𝐂𝐡𝐞 𝐜𝐨𝐬𝐚 𝐬𝐮𝐜𝐜𝐞𝐝𝐞 𝐪𝐮𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐢𝐧𝐮𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐚 𝐫𝐢𝐬𝐩𝐞𝐭𝐭𝐚𝐫𝐞 𝐥𝐞 𝐫𝐞𝐠𝐨𝐥𝐞 𝐝𝐢 𝐮𝐧 𝐦𝐨𝐧𝐝𝐨 𝐜𝐡𝐞, 𝐢𝐧 𝐫𝐞𝐚𝐥𝐭à, 𝐬𝐢 𝐬𝐭𝐚 𝐠𝐢à 𝐬𝐠𝐫𝐞𝐭𝐨𝐥𝐚𝐧𝐝𝐨?È una doma...
23/03/2026

𝐂𝐡𝐞 𝐜𝐨𝐬𝐚 𝐬𝐮𝐜𝐜𝐞𝐝𝐞 𝐪𝐮𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐢𝐧𝐮𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐚 𝐫𝐢𝐬𝐩𝐞𝐭𝐭𝐚𝐫𝐞 𝐥𝐞 𝐫𝐞𝐠𝐨𝐥𝐞 𝐝𝐢 𝐮𝐧 𝐦𝐨𝐧𝐝𝐨 𝐜𝐡𝐞, 𝐢𝐧 𝐫𝐞𝐚𝐥𝐭à, 𝐬𝐢 𝐬𝐭𝐚 𝐠𝐢à 𝐬𝐠𝐫𝐞𝐭𝐨𝐥𝐚𝐧𝐝𝐨?

È una domanda forte, forse anche scomoda, ma è una delle riflessioni più profonde che attraversano questo testo.

Tutto parte da un viaggio verso un’incoronazione: un evento pubblico, solenne, costruito per celebrare ordine, prestigio, continuità. Eppure, sotto quella superficie elegante, si muove altro. Ci sono ferite che non si rimarginano, relazioni piene di tensione, ruoli da difendere a ogni costo, identità che cercano spazio ma non riescono davvero a trovarlo.

È questo che rende questa storia così interessante ancora oggi: non parla solo di una nave, di un viaggio o di un’epoca lontana. Parla di persone che cercano di restare composte anche quando dentro qualcosa si è già rotto. Parla del bisogno di apparire forti, giusti, impeccabili, anche quando la verità è molto più fragile e molto più dolorosa.

E allora la domanda diventa anche nostra: quante volte, nella vita, continuiamo a “tenere la posizione” solo perché è quello che ci viene richiesto? Quante volte restiamo dentro una forma, dentro un ruolo, dentro un’immagine, anche se sentiamo che non ci appartiene più?

Ci sono testi che raccontano una storia.
E poi ci sono testi che ti portano a farti domande su di te, sul potere, sulla famiglia, sull’identità, sul prezzo che si paga per sembrare sempre all’altezza.

Questo, per noi, è uno di quei testi.

Succede così:ti isoli, ti giustifichi, ti abitui.Una frase diventa un alibi, un sospetto diventa certezza, una “prova” d...
09/03/2026

Succede così:
ti isoli, ti giustifichi, ti abitui.
Una frase diventa un alibi, un sospetto diventa certezza, una “prova” diventa sentenza.
Non è un raptus.
È un meccanismo.
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📍 TEATRO MODERNO
📆 14 giugno 2026 - h 21

MOIRA BUFFINI è una delle voci più interessanti della drammaturgia contemporanea: scrive storie che non cercano di “comp...
08/03/2026

MOIRA BUFFINI è una delle voci più interessanti della drammaturgia contemporanea: scrive storie che non cercano di “compiacere”, ma di mettere in moto qualcosa. I suoi testi attraversano epoche e linguaggi, mescolano ironia e crudeltà, tenerezza e ferocia, e soprattutto portano in scena una domanda precisa: chi siamo quando smettiamo di fingere?

La sua scrittura è viva, ritmica, piena di immagini. E riesce a parlare anche ai più giovani senza semplificare: perché non li tratta come spettatori “da proteggere”, ma come persone capaci di pensiero, di contraddizione, di verità.
Quest'anno affronteremo la sua scrittura, con il gruppo giovani 14–18 anni: capiremo come funziona una scena, come si costruisce un conflitto, come una battuta cambia senso quando passa dalla pagina al corpo. Lavoreremo sul testo in modo pratico, fino a farlo diventare azione, ritmo, relazione.

Che cosa succede all’amore quando smette di essere “una grande storia” e diventa vita di tutti i giorni?Esercizi sull’am...
01/03/2026

Che cosa succede all’amore quando smette di essere “una grande storia” e diventa vita di tutti i giorni?
Esercizi sull’amore nasce da qui: un lavoro corale ispirato a Joël Pommerat, fatto di frammenti, tentativi, scarti laterali.

Coppie, famiglie, amicizie, promesse mancate.
Ogni scena è un piccolo esperimento: si ride, ci si riconosce, a volte fa male.
I personaggi sono buffi e crudeli, ridicoli e teneri insieme. Nessuno ha davvero ragione, nessuno è completamente innocente.

Sul palco il punto di vista femminile e quello maschile si sfiorano, si contraddicono, si cercano. Un mosaico di relazioni per guardare in faccia ciò che di solito teniamo fuori scena.

📅 8 giugno 2026 – h 21

Grazie Alessia!!
16/02/2026

Grazie Alessia!!

G.M. – il rituale massacro di un uomo qualunque racconta l’ascesa e il crollo di un uomo normale fino al punto di non ri...
13/02/2026

G.M. – il rituale massacro di un uomo qualunque racconta l’ascesa e il crollo di un uomo normale fino al punto di non ritorno: una riunione, tre regole semplici, la macchina del potere che si accende. In scena un coro costruisce la storia in una scena astratta e minimale.

📍 Teatro Moderno
🗓️ 07 Giugno - ore 21

Vuoi davvero sapere quanto costa la bontà?

Ariel appare come una geisha dello spirito.Gesto misurato.Movimento preciso.Bellezza composta.Ogni azione è rituale, ogn...
09/02/2026

Ariel appare come una geisha dello spirito.
Gesto misurato.
Movimento preciso.
Bellezza composta.
Ogni azione è rituale, ogni dettaglio è controllo.
La grazia non è innocenza: è disciplina.
Nel nostro allestimento de La Tempesta di Shakespeare, Ariel seduce con la forma e colpisce con l’atto.
La leggerezza si trasforma in crudeltà,
la danza diventa comando,
l’eleganza si fa strumento di potere.
Ariel non è solo aria e canto.
È obbedienza che trattiene rabbia.
È bellezza che sa ferire.
Le immagini raccontano questa doppia natura:
cura estrema e ferocia improvvisa,
silenzio e minaccia,
servizio e dominio.
Un personaggio che ricorda come la grazia, quando è assoluta,
può diventare la forma più raffinata della violenza.

Queste immagini vengono dal nostro spettacolo–omaggio alla scrittura di Philip Ridley.Tanto tempo fa. Un lavoro nato per...
08/02/2026

Queste immagini vengono dal nostro spettacolo–omaggio alla scrittura di Philip Ridley.
Tanto tempo fa. Un lavoro nato per attraversare il suo universo: crudo e poetico, pop e inquieto, capace di mettere a n**o ciò che di solito resta fuori scena.
La drammaturgia di Ridley abita zone scomode: infanzia e adolescenza, desiderio e violenza, bisogno d’amore e paura dello sguardo.
Nei suoi testi il realismo si incrina, la fiaba si deforma, le parole diventano necessarie. I personaggi parlano per sopravvivere, per non sparire, per essere visti.
In scena abbiamo cercato la stessa urgenza: corpi esposti, immagini che non rassicurano, azioni che chiedono presenza.
Questo carosello raccoglie frammenti di quel lavoro: quadri, tensioni, dettagli.
Furlan

Indirizzo

Via Don Carlo Torello 118
Latina
04100

Orario di apertura

Lunedì 15:00 - 20:00
Martedì 15:00 - 19:00
Mercoledì 15:00 - 19:00
Giovedì 15:00 - 19:00
Venerdì 15:00 - 19:00

Telefono

+393332854651

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