02/04/2026
Ci sono testi che usano il vampiro per parlare del sangue. E poi ci sono testi che usano il vampiro per parlare di altro: della fame di essere visti, del peso del desiderio, della vergogna, del modo in cui i giovani vengono guardati, giudicati, etichettati.
Qui il mostro non è una creatura lontana. È ciò che nasce quando una ferita non trova parole, quando la diversità spaventa, quando il bisogno di amore si confonde con il pericolo.
Come compagnia sentiamo il bisogno di affrontare temi che parlino davvero al presente dei giovani, senza addolcire, senza semplificare, senza fingere che certe domande non esistano. Per questo crediamo anche nella necessità di un teatro giovane fatto da giovani, dove ragazze e ragazzi tra i 14 e i 18 anni possano abitare testi forti, contemporanei, capaci di metterli in relazione con il proprio tempo.
Per noi questo è il senso del lavoro: non proteggere i giovani dal teatro, ma affidare al teatro il compito di aprire spazio, pensiero, visione.