Il Festival della Terra delle Gravine nasce come progetto itinerante. Più volte è stato affermato che la manifestazione sia una sorta di carovana che, spostandosi da una città all'altra, mette in luce i luoghi più belli e caratteristici, ma anche quelli trascurati o abbandonati da recuperare. Ho chiamato questo processo itinerante “Mappe Geosoniche” e consiste in un’analisi preventiva delle caratt
eristiche sceniche e sonore del luogo. I luoghi scelti e recuperati potranno diventare il grande teatro all'aperto della Terra delle Gravine. Levinas in “Totalità e Infinito” dice più o meno così:
“Svelare con l’arte significa essenzialmente investire di un senso gli elementi. Svelare una cosa significa illuminarla con la forma: trovarle un posto nel tutto scoprendo la sua funzione, la sua bellezza”. Ora, pur continuando la valorizzazione delle risorse ambientali e storiche, vogliamo porre la massima attenzione anche alle energie umane presenti in questa terra ed interessarci alle tematiche di primo piano della contemporaneità.
“Festival della Terra delle Gravine” con questo titolo, con un progetto culturale, nel 1996 abbiamo dato unità ad un territorio. Il toponimo “Terra delle Gravine” ci ha permesso una territorializzazione, un punto fermo al quale fare riferimento per una progettualità unitaria e necessaria. Il direttore artistico - Giovanni Tamborrino