Muda Las Plassas

Muda Las Plassas Un piccolo, grande Museo nel cuore della Sardegna. A Las Plassas, il Medioevo Giudicale e i suoi protagonisti prendono vita...

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12/06/2026

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๐Ÿ“–Il Museo MudA di Las Plassas ospita la presentazione del libro di Monica Tronci Pau โ€œ๐‘ต๐’†๐’๐’'๐’‚๐’›๐’›๐’–๐’“๐’“๐’ ๐’…๐’†๐’๐’๐’† ๐’๐’๐’—๐’†๐’๐’๐’† ๐’Ž๐’Š๐’†, ๐‘ฎ๐’“๐’‚๐’›๐’Š๐’‚ ๐‘ซ๐’†๐’๐’†๐’…๐’…๐’‚ ๐’”๐’Š ๐’“๐’‚๐’„๐’„๐’๐’๐’•๐’‚โ€, pubblicato da S'Alvure Editrice, che si concentra sulla straordinaria vita e su alcune opere della scrittrice sarda, con un focus sulla sua infanzia e gli esordi letterari.

La presentazione sarร  curata dall'autrice Monica Tronci Pau in dialogo con Nicola Dessรฌ, archeologo e direttore del Museo MudA.

Ingresso gratuito per la presentazione del libro.

Durante la giornata sarร  possibile visitare il museo con guida.

Vi aspettiamo numerosi ๐Ÿ˜„

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29/05/2026

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โ™Ÿ ๐‘ป๐‘จ๐‘ฉ๐‘ณ๐‘ผ๐‘ป โ™Ÿ
Il Tablut nasce nel nord, non รจ un gioco "vichingo" in senso stretto, ma appartiene alla stessa grande famiglia dei giochi d'assedio. Lo conosciamo grazie a Carl Linneaus, che nel 1732 lo vide e lo descrisse con precisione nel suo diario.

๐‘ช๐’๐’Ž๐’† ๐’”๐’Š ๐’ˆ๐’Š๐’๐’„๐’‚?
Il tabellone รจ un quadrato di 9x9 caselle. Al centro c'รจ il Re, nella sua "casa", intorno a lui otto difensori. Ai quattro lati, sedici attaccanti pronti a chiudere ogni via di fuga. รˆ un gioco asimmetrico: le due parti non hanno lo stesso numero di pezzi, nรฉ lo stesso destino.

I pezzi si muovono in linea retta, come una torre negli scacchi. Con la cattura, un pezzo viene eliminato quando finisce tra due avversari. Il Re รจ piรน resistente: per catturarlo servono quattro lati occupati, non due.

La partita รจ semplice ma tesa. Il Re e i suoi cercano di raggiungere uno qualsiasi dei bordi del tabellone. Gli attaccanti devono impedirglielo, stringendo il cerchio mossa dopo mossa.

๐‘ช๐’๐’๐’๐’”๐’„๐’†๐’—๐’Š ๐’ˆ๐’Šร  ๐’๐’† ๐’“๐’†๐’ˆ๐’๐’๐’† ๐’…๐’Š ๐’’๐’–๐’†๐’”๐’•๐’ ๐’ˆ๐’Š๐’๐’„๐’?
Questa rubrica dedicata ai ๐–Œ๐–Ž๐–”๐–ˆ๐–๐–Ž ๐–’๐–Š๐–‰๐–Ž๐–Š๐–›๐–†๐–‘๐–Ž รจ giunta al termine. Grazie per averci seguito!

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22/05/2026

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โ™Ÿ ๐‘ฏ๐‘จ๐‘ณ๐‘จ๐‘ป๐‘จ๐‘ญ๐‘ณ โ™Ÿ

Nel Medioevo c'era un gioco che sembrava un piccolo racconto di campagna. Da una parte una volpe sola, astuta e veloce. Dall'altra un gruppo di oche compatte, unite per bloccare la volpe. Era il gioco dell'Halatafl, originario del mondo nordico, forse portato dai Vichinghi.

๐‚๐จ๐ฆ๐ž ๐ฌ๐ข ๐ ๐ข๐จ๐œ๐š?
La versione piรน diffusa รจ quella con un tavoliere a 33 posizioni. Si gioca in due persone, una usa le 13 pedine bianche rappresentanti le oche, l'altra usa una pedina rossa o nera rappresentante la volpe.

I due giocatori hanno obiettivi differenti.
Le oche devono bloccare la volpe, circondandola e rendendo impossibili i movimenti.
Le volpe devono catturare le oche.

La prima mossa spetta al bianco, che potrร  muoversi nelle intersezioni esclusivamente in verticale e orizzontale. Il nero, invece, potrร  muoversi in qualsiasi direzione e dovrร  catturare le pedine bianche.

Era una danza di pazienza e astuzia. La volpe vinceva se riusciva a mangiare abbastanza oche. Le oche vincevano se riuscivano a intrappolarla.

๐‚๐จ๐ง๐จ๐ฌ๐œ๐ž๐ฏ๐ข ๐ ๐ขร  ๐ฅ๐ž ๐ซ๐ž๐ ๐จ๐ฅ๐ž ๐๐ข ๐ช๐ฎ๐ž๐ฌ๐ญ๐จ ๐ ๐ข๐จ๐œ๐จ?
Continua a seguirci per scoprire i giochi tipici del Medioevo.

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14/05/2026

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โ™Ÿ๏ธ ๐‘จ๐‘ณ๐‘ธ๐‘ผ๐‘ฌ๐‘น๐‘ธ๐‘ผ๐‘ฌ โ™Ÿ๏ธ

Il gioco dell'Alquerque รจ un gioco molto antico, di cui troviamo traccia in Cina, Egitto, Grecia e a Roma. Si tratta di un gioco rapido , intenso, per cui non servono nรฉ dadi nรฉ fortuna: solo strategia, pazienza e un po' d'audacia.

๐‚๐จ๐ฆ๐ž ๐ฌ๐ข ๐ ๐ข๐จ๐œ๐š?
Il tavoliere รจ diviso in 25 intersezioni su cui vengono poste le pedine dei giocatori (12 per parte). Ogni pedina puรฒ muoversi in verticale, in orizzontale o in diagonale, purchรฉ il punto adiacente sia vuoto.

Scopo fondamentale del gioco รจ effettuare la "๐™˜๐™–๐™ฉ๐™ฉ๐™ช๐™ง๐™–".
Le catture si realizzano scavalcando una pedina nemica e finendo in un'intersezione vuota. Proprio come nella Dama, anche le catture multiple erano possibili e, spesso, decisive per la vittoria. Le catture sono obbligatorie. Se un giocatore non le fa, l'altro puรฒ eliminare la cattura che avrebbe dovuto effettuarla.

๐•๐ข๐ง๐œ๐ž la partita chi elimina tutte le pedine dell'avversario, oppure chi lo mette in una posizione in cui non puรฒ piรน muovere nessuna pedina.

๐‚๐จ๐ง๐จ๐ฌ๐œ๐ž๐ฏ๐ข ๐ ๐ขร  ๐ฅ๐ž ๐ซ๐ž๐ ๐จ๐ฅ๐ž ๐๐ข ๐ช๐ฎ๐ž๐ฌ๐ญ๐จ ๐ ๐ข๐จ๐œ๐จ?
Continua a seguirci per scoprire tanti altri giochi tipici del Medioevo!!

Sabato 18 aprile si รจ tenuto il convegno dedicato al nostro Castello di Marmilla, tra storia e foto inedite di scavi e p...
09/05/2026

Sabato 18 aprile si รจ tenuto il convegno dedicato al nostro Castello di Marmilla, tra storia e foto inedite di scavi e planimetrie con la partecipazione degli archeologici dr Giorgio Franco Murru, dr Nicola Dessรฌ e la funzionaria della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio del Ministero della Cultura dr.ssa Gianfranca Salis.

Ringraziamo tutti i partecipanti e l' Culturale IsPratzas aps per la cura del pranzo.

Alla prossima avventura !๐Ÿ˜„

๐Ÿ“Œ ๐ƒ๐ข๐œ๐ข๐š๐ฌ๐ฌ๐ž๐ญ๐ญ๐ž๐ฌ๐ข๐ฆ๐จ e ultimo appuntamento con "๐‘ฏ๐’Š๐’”๐’•๐’๐’“๐’Š๐’‚ ๐‘ท๐’๐’‚๐’๐’•๐’‚๐’“๐’–๐’Ž": la rubrica del ๐Œ๐ฎ๐ฌ๐ž๐จ ๐Œ๐ฎ๐๐€ ๐๐ข ๐‹๐š๐ฌ ๐๐ฅ๐š๐ฌ๐ฌ๐š๐ฌ in cui esplor...
07/05/2026

๐Ÿ“Œ ๐ƒ๐ข๐œ๐ข๐š๐ฌ๐ฌ๐ž๐ญ๐ญ๐ž๐ฌ๐ข๐ฆ๐จ e ultimo appuntamento con "๐‘ฏ๐’Š๐’”๐’•๐’๐’“๐’Š๐’‚ ๐‘ท๐’๐’‚๐’๐’•๐’‚๐’“๐’–๐’Ž": la rubrica del ๐Œ๐ฎ๐ฌ๐ž๐จ ๐Œ๐ฎ๐๐€ ๐๐ข ๐‹๐š๐ฌ ๐๐ฅ๐š๐ฌ๐ฌ๐š๐ฌ in cui esploriamo le proprietร  curative del mondo vegetale e il suo ruolo nel benessere del Medioevo.

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"๐‘ณ๐’ ๐’›๐’†๐’๐’›๐’†๐’“๐’ ๐’”๐’Š ๐’„๐’๐’๐’”๐’†๐’“๐’—๐’‚ ๐’Ž๐’๐’๐’•๐’ ๐’Ž๐’†๐’ˆ๐’๐’Š๐’ ๐’…๐’†๐’ ๐’‘๐’†๐’‘๐’† ๐’† ๐’Š๐’ ๐’—๐’Š๐’๐’ ๐’…๐’†๐’ ๐’”๐’–๐’ ๐’…๐’†๐’„๐’๐’•๐’•๐’ ๐’–๐’๐’Š๐’•๐’ ๐’‚ ๐’‡๐’Š๐’„๐’‰๐’Š ๐’”๐’†๐’„๐’„๐’‰๐’Š ๐’† ๐’–๐’—๐’‚ ๐’‘๐’‚๐’”๐’”๐’‚, ๐’ˆ๐’Š๐’๐’—๐’‚ ๐’„๐’๐’๐’•๐’“๐’ ๐’๐’‚ ๐’•๐’๐’”๐’”๐’† ๐’‡๐’“๐’†๐’…๐’…๐’‚ ๐’† ๐’'๐’Š๐’๐’‡๐’“๐’†๐’…๐’…๐’‚๐’•๐’–๐’“๐’‚ ๐’…๐’†๐’๐’๐’† ๐’—๐’Š๐’† ๐’“๐’†๐’”๐’‘๐’Š๐’“๐’‚๐’•๐’๐’“๐’Š๐’†. ๐‘ณ๐’‚ ๐’”๐’–๐’‚ ๐’‘๐’๐’๐’—๐’†๐’“๐’† ๐’“๐’Š๐’…๐’–๐’„๐’† ๐’๐’‚ ๐’—๐’†๐’๐’•๐’๐’”๐’Š๐’•ร  ๐’† ๐’‡๐’‚๐’—๐’๐’“๐’Š๐’”๐’„๐’† ๐’๐’‚ ๐’…๐’Š๐’ˆ๐’†๐’”๐’•๐’Š๐’๐’๐’†"
(Dal codice "Historia Plantarum", fine XIV secolo)

Lo zenzero, nel Medioevo, era una radice preziosa che arrivava da molto lontano. Viaggiava essiccato lungo le rotte orientali e, quando finalmente raggiungeva l'Europa, portava con sรฉ un profumo caldo e pungente che sembrava quasi esotico.

โš• I medici dell'epoca lo consideravano una sostanza "calda", capace di dare energia e risvegliare il corpo. Dioscoride lo consigliava per calmare lo stomaco, mentre Galeno lo vedeva come un potente afrodisiaco. Nelle scuole mediche medievali finiva spesso in pozioni stimolanti, mescolato a cannella e chiodi di garofano. Oggi sappiamo che non era solo teoria: alcune ricerche archeologiche hanno trovato tracce di zenzero nei denti dei pazienti di un lebbrosario inglese, segno che veniva davvero usato come rimedio.

๐Ÿ“– In cucina era una piccola star. Profumava carni, salse e dolci speziati, e dava carattere alle bevande fermentate. Aiutava anche a conservare i cibi, un dettaglio prezioso in un'epoca senza frigoriferi. Non era una spezia per tutti: costava, era presente solo sulle tavole dei piรน ricchi.

โœจ ๐‚๐”๐‘๐ˆ๐Ž๐’๐ˆ๐“ร€: Nel Medioevo era quasi una valuta. Era cosรฌ prezioso che veniva tassato pesantemente. In alcune cittร  europee, un sacchetto di zenzero valeva quanto un capo di bestiame.

๐Ÿ“Œ Nuovo appuntamento con la rubrica del ๐Œ๐ฎ๐ฌ๐ž๐จ ๐Œ๐ฎ๐๐€ ๐๐ข ๐‹๐š๐ฌ ๐๐ฅ๐š๐ฌ๐ฌ๐š๐ฌ dedicata ai giochi medievali. ๐ŸŽฒ ๐‘ฐ๐‘ณ ๐‘ฎ๐‘ฐ๐‘ถ๐‘ช๐‘ถ ๐‘ซ๐‘ฌ๐‘ณ๐‘ณ๐‘จ ๐’๐‘จ๐‘น๐‘จ ๐ŸŽฒT...
30/04/2026

๐Ÿ“Œ Nuovo appuntamento con la rubrica del ๐Œ๐ฎ๐ฌ๐ž๐จ ๐Œ๐ฎ๐๐€ ๐๐ข ๐‹๐š๐ฌ ๐๐ฅ๐š๐ฌ๐ฌ๐š๐ฌ dedicata ai giochi medievali.

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Tra i giochi di fortuna medievali, la ๐’๐’‚๐’“๐’‚ (o ๐‘จ๐’›๐’‚๐’“) era la regina.
Il suo nome viene dallโ€™arabo al-zahr (โ€œdadoโ€) e le sue regole ci sono arrivate grazie al Libro de los juegos di Alfonso X.

๐‚๐จ๐ฆ๐ž ๐ฌ๐ข ๐ ๐ข๐จ๐œ๐š๐ฏ๐š?
๐Ÿ‘‰ Con tre dadi.
Nella versione piรน comune, vinceva chi otteneva un numero uguale su almeno due dadi o, in caso di pareggio, chi totalizzava il punteggio piรน alto.
Un gioco semplice, ma tuttโ€™altro che banale.

๐ŸŽฏ In Italia la Zara si diffuse con una variante piรน โ€œstrategicaโ€:
Ogni giocatore dichiarava prima del lancio il numero che pensava sarebbe uscito.
Chi sbagliava doveva versare una somma di monete pari al numero uscito; chi indovinava, invece, vinceva la posta.
Un gioco di probabilitร  e intuizione: se vuoi vincere, punta sempre sul 10 o sullโ€™11!

๐Ÿงฉ Esistevano anche altre versioni, come il Sozum e la Murbiola.
Nel ๐‘บ๐’๐’›๐’–๐’Ž vinceva chi otteneva il numero piรน alto, mentre nella ๐‘ด๐’–๐’“๐’ƒ๐’Š๐’๐’๐’‚ al posto dei numeri comparivano figure.

๐Ÿ“š ๐‘ช๐’–๐’“๐’Š๐’๐’”๐’Š๐’•ร : Dante cita la Zara nella Divina Commedia (Purg. VI, 1-12). Tra le anime del Purgatorio, il poeta si paragona a un vincitore circondato dalla folla che lo assale per chiedere favori, mentre il perdente resta solo, a rimuginare sulle giocate fatte. Unโ€™immagine potente, che racconta quanto questo gioco fosse radicato nella cultura medievale.

๐‚๐จ๐ง๐จ๐ฌ๐œ๐ž๐ฏ๐ข ๐ ๐ขร  ๐ฅ๐ž ๐ซ๐ž๐ ๐จ๐ฅ๐ž ๐๐ข ๐ช๐ฎ๐ž๐ฌ๐ญ๐จ ๐ ๐ข๐จ๐œ๐จ?
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23/04/2026

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(Dal codice "Historia Plantarum", fine XIV secolo)

Nel Medioevo, della vite non si buttava via nulla.
Lโ€™uva nutriva, il vino dissetava (e spesso era piรน sicuro dellโ€™acqua), lโ€™aceto conservava, le foglie curavano.

โš• Secondo gli erbari medievali, la vite aveva proprietร  mediche preziose:
Il vino era un ottimo disinfettante e un'ottima base per preparare svariati rimedi;
Le foglie erano perfette per impacchi contro gonfiori e infiammazioni;
L'uva fresca "rinfrescava" il sangue, mentre l'uva passa era usata come rimedio contro la tosse.

๐Ÿ“– In cucina il vino era la bevanda quotidiana, ma anche un ingrediente: serviva per cuocere, marinare, insaporire. Il mosto cotto โ€” la sapa โ€” addolciva piatti e salse molto prima che lo zucchero diventasse comune.
Lโ€™uva passa entrava nei ripieni, nei pani speziati, nei piatti agrodolci...

Indirizzo

Via Alessandro Manzoni 4
Las Plassas
09020

Orario di apertura

Giovedรฌ 10:00 - 13:00
15:00 - 18:00
Venerdรฌ 10:00 - 13:00
15:00 - 18:00
Sabato 10:00 - 13:00
15:00 - 18:00
Domenica 10:00 - 13:00
15:00 - 18:00

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