23/09/2026
Il 23 settembre 1985 𝗚𝗶𝗮𝗻𝗰𝗮𝗿𝗹𝗼 𝗦𝗶𝗮𝗻𝗶 veniva ucciso dalla camorra. Aveva 26 anni e faceva il giornalista per Il Mattino.
Il suo lavoro era quello di raccontare, documentare, fare domande, dare spazio a verità che spesso era più comodo non vedere.
A quarantuno anni dalla sua morte, il suo nome continua a parlare di libertà, informazione e responsabilità civile: una testimonianza che non appartiene soltanto al mondo del giornalismo, ma a chiunque riconosca nella conoscenza e nella parola strumenti fondamentali per contrastare le mafie.
Anche Trame, negli anni, ha scelto di custodire e rilanciare la sua storia: la 𝗯𝗶𝗯𝗹𝗶𝗼𝘁𝗲𝗰𝗮 𝗱𝗲𝗹 𝗖𝗶𝘃𝗶𝗰𝗼 𝗧𝗿𝗮𝗺𝗲 porta il suo nome e, in occasione della quinta edizione di Trame Festival, a Lamezia è arrivata la sua 𝗠𝗲𝗵𝗮𝗿𝗶 𝘃𝗲𝗿𝗱𝗲: l'auto sulla quale Siani si spostava per il suo lavoro, diventata nel tempo uno dei simboli più riconoscibili della sua storia e della memoria di chi ha scelto di raccontare.
Vederla arrivare a Lamezia non è stato soltanto un momento simbolico, è stato portare fisicamente dentro il festival una storia, restituire alla comunità un oggetto che continua a parlare di Giancarlo e del suo modo di intendere il giornalismo: stare nei luoghi, conoscere le persone, cercare le notizie e raccontare ciò che accade.
La sua storia continua a ricordarci che le parole hanno un valore e una responsabilità. E che custodire la memoria significa anche continuare a raccontare.