Uno preistorico, ricco di fascino e di natura ancora selvaggia: la Cava d’Ispica, che con la sua storia millenaria ha affascinato ed ispirato i viaggi del Grand Tour, attraverso le “regie trazzere” dei famosi Houël e Denon…
L’altro moderno e contemporaneo, quello della ‘nuova’ Spaccaforno, anch’esso con mille storie da raccontare. Prima tra tutte la storia della rinascita di una civiltà distrutta
dal terremoto del 1693, che proprio dal colle decide di iniziare la ricostruzione. In mezzo c’è CARTIDDUNI, che da solo è capace di scrivere un intero capitolo di questa storia. CARTIDDUNI è l’antico quartiere ebraico di Ispica e si estende orientativamente dal quartiere S.Antonio a via S.Ilarione. Un ‘cartello’ posto all’ingresso indicava che da quel momento ci si inoltrava nel quartiere ebraico. Oggi quel che resta di CARTIDDUNI è solo un esiguo mucchio di case abitate intorno ad un deserto di altre abbandonate ed altre ancora ridotte in macerie. Poca, o quasi nulla, la dignità rimasta a questo quartiere, che ne meriterebbe senz’altro di più. Da qui nasce l’idea di CARTIDDUNI …. Perchè ritorni ad essere centrale, “in mezzo”. Così l’associazione "Zymè – fermenti culturali" vuole immaginare questo quartiere: al centro della Street-art, contemporanea forma d’arte, spesso ridotta ad arte clandestina, ma che è straripante di bellezza, originalità, creatività, ed è capace di trasformare in Tele a cielo aperto intere zone di città altrimenti destinate alla dimenticanza e al degrado urbano. Il progetto dell’associazione "Zymè – fermenti culturali" è quello di ridare luce a CARTIDDUNI con le opere di Street-art, attraverso un filo conduttore, un fil rouge che arricchisca e renda unico il quartiere.