05/05/2026
Al vertice della Comunità Politica Europea a Yerevan abbiamo adottato una dichiarazione congiunta sul contrasto alla migrazione illegale, condivisa dai leader di 33 Stati.
Già al vertice di Copenaghen avevamo individuato linee d’azione fondamentali per perseguire un approccio lungo l’intera rotta migratoria, sottolineando la necessità di agire contro i trafficanti, garantire la solidità dei quadri normativi nazionali e internazionali, accelerare i rimpatri, sviluppare nuove partnership, gestire efficacemente la migrazione a monte e contrastare la strumentalizzazione della migrazione. Concordando sulla necessità di sostenersi reciprocamente in questi sforzi.
Oggi, di fronte ai significativi spostamenti di popolazione in Sudan, nel C***o d’Africa e nell’intero Medio Oriente, queste priorità restano più che mai attuali. Abbiamo quindi deciso - anche sulla base delle lezioni apprese dalla crisi migratoria del 2015 e per evitare una situazione analoga in futuro - di rafforzare il coordinamento su più fronti: condivisione delle informazioni, interventi umanitari mirati, collaborazione con organizzazioni internazionali, dialogo intensificato con i Paesi di origine e di transito, sicurezza e protezione delle frontiere terrestri e marittime, lotta alla criminalità organizzata, regole solide e non aggirabili, accordi efficaci per i rimpatri e un’azione sistemica che utilizzi tutti gli strumenti disponibili per coordinare gli sforzi internazionali e proteggere l’integrità delle nostre frontiere.
Negli ultimi mesi sono stati compiuti progressi concreti, con nuove misure e partenariati e risultati nel contrasto ai trafficanti. Continueremo a lavorare con determinazione sulle sfide migratorie globali, anche in vista del prossimo vertice in Irlanda. L’Italia farà la sua parte, con serietà e responsabilità.