31/08/2026
CI SONO SERATE CHE NON FINISCONO QUANDO SI SPENGONO LE LUCI.
Restano nella pietra.
Nelle parole che continuano a girare dentro.
In una musica che, per qualche istante, sembra arrivare da molto lontano.
Giovedì 27 agosto il Teatro Romano di Gubbio è diventato questo: un luogo sospeso.
La voce di Aldo Cazzullo ha attraversato la storia di Francesco.
Il violino di Angelo Branduardi l’ha trasformata in musica.
E, tra una parola e una nota, il pubblico ha ascoltato qualcosa che appartiene a tutti noi: la ricerca di un modo più autentico di stare al mondo.
Francesco non come monumento del passato.
Ma come domanda ancora aperta.
Che cosa scegliamo di lasciare andare?
Che cosa scegliamo di ascoltare?
Che cosa significa, oggi, vivere davvero?
Per una notte, tra le rovine del Teatro Romano, Gubbio ha fatto spazio a queste domande.
E forse è proprio questo che dovrebbe fare la cultura: non dare risposte, ma aprire silenzi abbastanza grandi da poterle cercare.
27 agosto 2026.
FRANCESCO — Aldo Cazzullo & Angelo Branduardi.
Una notte di parole, musica e memoria.
Una notte da portare con sé.