29/08/2026
Per anni qualcuno lavora, investe tempo, energie e risorse, costruisce un percorso, crea interesse, porta persone e dà valore a qualcosa che prima non interessava a nessuno.
Poi, quando quel lavoro comincia a produrre risultati, improvvisamente quello stesso spazio diventa appetibile per molti.
Ed è qui che emerge una dinamica che trovo profondamente sbagliata: invece di costruire qualcosa di proprio, si finisce talvolta per mettere continuamente in discussione chi c’era prima, il lavoro svolto e il percorso costruito negli anni.
A me questo non sembra collaborazione.
Mi sembra il tentativo di raccogliere dove altri hanno seminato.
Un grande professore gravinese, ricordando un illustre sacerdote della nostra città, scrisse una frase che ancora oggi fa riflettere:
«Qui, da noi, abita la gelosia: “niente io, niente tu!”».
E quello stesso sacerdote definiva Gravina anche «la città del si dice».
Parole di molti anni fa eppure ancora capaci di colpire per la loro attualità.
Quel sacerdote conosceva bene gelosie, amarezze e incomprensioni, ma invitava comunque a superarle e a continuare a costruire.
E forse è proprio questo il punto.
Siamo stanchi di un clima fatto di continue contrapposizioni, polemiche e attacchi personali.
Siamo stanchi di sentirci osservati e di dover assistere a commenti ed espressioni che percepiamo come offensive o denigratorie.
Non intendiamo trasformare tutto questo in una guerra personale con nessuno, né fare nomi o alimentare ulteriori polemiche.
Creare qualcosa richiede anni.
Percorrere una strada già aperta richiede molto meno.
E mettere continuamente in discussione chi quella strada l’ha costruita non rende più importante chi arriva dopo.
Semmai dimostra il valore di ciò che esisteva già.
Perché una comunità cresce quando si aggiunge qualcosa, non quando si cerca di togliere spazio agli altri.
Forse il vecchio «niente io, niente tu» oggi rischia di suonare così:
«Prima costruisci tu. Poi, quando funziona, voglio il tuo posto.»
Noi preferiamo un’altra idea di città: ognuno costruisca il proprio percorso, lo faccia crescere e lasci che siano le persone, il tempo e i risultati a giudicarne il valore.