Allestimento Stagione Artistica 23/24
FORBICI & FOLLIA
di: Paul Porter
allestimento originale americano: Bruce Jordan, Marylin Abrams
versione italiana: Marco Rampoldi, Gianluca Ramazzotti
regia: Marco Rampoldi
con: Max Pisu, Nino Formicola, Giancarlo Ratti
e con: Lucia Marinsalta, Roberta Petrozzi, Giorgio Verduci
scene: Alessandro Chiti
costumi: Adele Bargilli
produzione: a.ArtistiAssociati-Cent
ro di produzione teatrale
in collaborazione con: RARA produzione
Forbici&Follia è un gioco di contrasti e di tante possibili verità. Forbici&Follia è il racconto di un giorno, come tutti gli altri, in un salone da coiffeur, che si trova nel luogo in cui si svolge lo spettacolo. Il giorno in cui la tranquilla vita di pettegolezzi, che scorre allegramente fra le avances del parrucchiere ai clienti maschi, e i piccoli sogni della sua aiutante – che ha, forse, una relazione con un equivoco antiquario – viene interrotta dall’assassinio della vecchia pianista che vive al piano di sopra, ed è la proprietaria di tutto l’edificio. Ma, colpo di scena, tutti i presenti hanno un movente, che giustificherebbe il delitto, e hanno avuto la possibilità di compierlo. E si scopre che, in realtà, due clienti sono poliziotti in borghese e devono arrestare il colpevole… Come? Con la collaborazione degli spettatori/testimoni oculari, che possono risolvere il mistero, grazie a ciò che hanno visto accadere, e alle domande che sapranno porre. Forbici&Follia è uno spettacolo con due nature contrapposte che si rafforzano a vicenda: quella del racconto giallo, che deve portare a capire chi sia l’assassino, e quella della comicità, che scaturisce dal gioco di interazione con il pubblico ( che non viene mai forzato alla partecipazione) che si appassiona, progressivamente, fino a diventare l’unico possibile giudice. Forbici&Follia torna nella versione allestita dieci anni fa da Marco Rampoldi, che si avvale di interpreti con la doppia natura della prosa e del cabaret, per poter sostenere il rigore del racconto e la freschezza dell’improvvisazione; e che, per questo ritorno, ritrova, ora in veste di protagonisti, Max Pisu e Nino Formicola, che in questi anni hanno affinato ulteriormente la loro natura attorale, anche affiatandosi, come coppia comica, nella fortunatissima Cena dei Cretini. Accanto a loro debuttano, come possibili colpevoli, l’ambiguamente misterioso Giancarlo Ratti, Lucia Marinsalta, Roberta Petrozzi, e, a dar manforte al commissario, l’improbabile agente scelto Giorgio Verduci. Uno spettacolo che è un’esplosione dinamica, assolutamente diversa di sera in sera.
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SCHERENSCHNITT (termine che indica l’arte del ritagliare la carta con le forbici), è un testo scritto dallo psicologo svizzero Paul Portner, molto interessato ai processi di interpretazione della realtà. Era nato come dramma interattivo, ma molto serio ed intenso – diventava tuttavia spesso comico dal momento in cui gli spettatori, in qualità di “testimoni” cominciavano ad interagire con la storia. Nel 1976, Bruce Jordan e Marylin Abrams (ideatori e produttori di numerosi allestimenti, dopo un inizio come insegnanti e attori amatoriali), acquistarono i diritti dell’opera e la riscrissero in forma di commedia, arricchendo continuamente il testo con battute e riferimenti all’attualità e improvvisazione. Questa commedia è entrata nel Guiness dei primati, avendo battuto tutti i record di “tenitura” in numerose città degli Stati Uniti. L’azione si svolge all’interno del salone di parrucchieri “Forbici Follia”. Scenografie, personale del teatro, ambientazione: tutto concorre a ricreare l’atmosfera assolutamente realistica dell’azione (che si svolge qui e ora). Il primo atto vede, infatti, lo svolgersi dei fatti proprio come se stessero accadendo in ‘quel’ momento e in ‘quel’ luogo: un parrucchiere gay, una sciampista di periferia, un sedicente antiquario e una cliente dell’alta borghesia si incontrano nel salone, commentando le notizie del giorno e si apprestano a trascorrere una giornata assolutamente di routine. Ma qualcosa accade e rompe questa abitudine. Al piano di sopra del salone avviene un terribile delitto: un commissario e un agente speciale della Polizia, per condurre le indagini e ricostruire la scena del delitto, chiedono l’intervento dei testimoni oculari. Il pubblico presente si trasforma così nell’autentico protagonista della vicenda. A luci di sala accese, gli spettatori – unici testimoni oculari del delitto – dovranno rispondere alle domande del commissario, testimoniare su quanto visto, dire la propria, fare a loro volta domande e alla fine decidere chi è l’assassino.