Gonnesa, situato nel sulcis iglesiente, nella costa Sud-Ovest della Sardegna, è un piccolo e bellissimo comune di 5000 abitanti.
L’imponenza del complesso nuragico di Seruci testimonia che l’area fu abitata fin dall’epoca nuragica.
Nel medioevo l'abitato, con il nome di Iknos, poi Conesium e Conesa esisteva come domus o domestica, cioè centro di aggregati rurali e sino al 1257 appartenne al Giudicato di Cagliari, nella curatoria del Cixerri. La locale chiesa in stile romanico allora dedicata a Santa Maria di Flumentepido, in seguito dedicata a Sant'Andrea, è datata tra il XI e il XIII secolo[4].
Gonnesa passò poi ai della Gherardesca e successivamente al regno di Sardegna. Il centro fu quindi sotto la tutela amministrativa di Iglesias e poi, dal 1421, fu feudo dei Gessa. Col tempo il paese era stato progressivamente abbandonato e ai primi decenni del XV secolo risulta essere completamente spopolato. Come riportato nei censimenti tale situazione durerà fino alla fine del XVIII secolo.
Nel 1774 la famiglia Asquer, i nuovi gestori del feudo succeduti ai Gessa, fondarono il nuovo paese chiamato Gonnesa, secondo uno schema geometrico rettilineo. I Gessa e gli Asquer, nel concretizzare il loro progetto, si trovarono a scontrarsi con dei cussorgiali iglesienti presenti abusivamente nel loro territorio; dopo una sentenza furono alla fine cacciati e sostituiti con quindici nuove famiglie. Nel censimento del 1821 a Gonnesa risultavano 567 abitanti.
Nel corso della seconda metà del XIX secolo, grazie alla ripresa dell'attività mineraria, il territorio fu interessato da una notevole crescita demografica e ai primi del XX secolo il paese contava oltre 3000 abitanti. Nel maggio del 1906 a Gonnesa si verificarono gravi scontri tra minatori e forze dell'ordine che provocarono vari morti e feriti.
Accorpato a Carbonia nel 1940, il comune riacquistò la propria autonomia nel 1945. A partire dal secondo dopoguerra Gonnesa, così come il territorio circostante, subì la crisi del comparto minerario con la chiusura di numerose miniere.
Le attrattive turistiche del territorio sono numerose e spettacolari infatti è caratterizzata da acque cristalline, spiagge chilometriche, flora e la fauna peculiari, villaggi minerari suggestivi, e importanti siti archeologici tra i quali il Complesso minerario storico di Monte Onixeddu, Complesso minerario storico di Seddas Moddizzis, Antica tonnara di Porto Paglia e la reggia nuragica di Seruci.