26/03/2024
QUANDO D’ARTAGNAN “REGALÒ” A GENOVA UNO SCULTORE BAROCCO
È il 1660, in Francia “Fouquet il magnifico” – il ministro delle finanze del “governo” Mazzarino e del Re Luigi XIV – continua ad arricchirsi oltre ogni immaginazione, arricchendo la residenza fantasmagorica che si è fatto costruire a Vaux-le-Vicomte. Proprio per quel castello incredibile ha chiesto al suo scultore prediletto, il marsigliese Pierre Puget – educatosi nella Roma di Algardi e Bernini – di realizzare una scultura celebrativa del suo potere e del suo prestigio: un Ercole (che sarebbe poi stato chiamato “Gallico”) che stia a mediare il potente dinamismo del virtuosismo barocco e la vetustà dell’Ares Ludovisi.
Non si tratta di una committenza “facile”, neppure per un artista dello scalpello come Puget: Fouquet è il personaggio più potente di Francia: a lui Mazzarino – e di converso il futuro Re Sole – debbono la solidità del proprio controllo finanziario sullo stato francese, lo amano, ma – soprattutto – lo temono. Per questo Pierre Puget fa una sosta strategica a Genova: la città, infatti, è la capitale del commercio del marmo nel Mediterraneo e anche oltre. Qui, sulle coste del mar Ligure, approdano le navi che portano le essenze più preziose e ricercate del mondo per incastonarle negli altari e nelle più preziose decorazioni possibili, qui i marmi statuari più puri e perfetti transitano per finire nelle mani degli scultori di tutto il globo.
A Carrara Puget seleziona il marmo statuario che ritiene giusto, perfetto per l’impresa, e le navi genovesi lo trasportano a Genova, pronto per il suo scalpello e per l’impresa che deve consacrarlo tra gli scultori più importanti di Francia.
Ma, il 5 settembre 1661, succede l’impensabile. Morto Mazzarino l’anno precedente, l’ultimo “filtro” tra l’ascendente funzionario di corte Colbert e l’oggetto del suo odio – il solare e ricchissimo ministro Fouquet – è caduto. Il Re, dovendo anche giustificare l’arricchimento indebito di Mazzarino stesso, ha bisogno di un capro espiatorio: chi meglio di quell’ingombrante ministro delle finanze, a cui – per altro – il Re deve tutto? Ad arrestarlo, Luigi XIV invia il tenente capitano della prima compagnia dei Moschettieri del Re: Charles de Batz de Castelmore d'Artagnan, noto ai più semplicemente come D’Artagnan.
L’arresto di Nicolas Fouquet farà sì che Pierre Puget decida, al contrario di quanto programmato, di tornare e di rimanere a Genova, mettendosi al servizio della locale aristocrazia e determinando il cambiamento epocale nel linguaggio scultoreo della Superba: l’esplosione delle colossali statue eseguite per i Sauli a Carignano, l’Immacolata per il Brignole all’Albergo dei Poveri e – negli anni – la Madonna Balbi Carrega e l’Immacolata Lomellini sono tutti lampi di luce, che guideranno la nuova scuola di scultori barocchi genovesi. Uno su tutti, Filippo Parodi, il cui astro brillerà in tutta la Pen*sola riportando Genova a essere centro di gravità anche nella scultura e non solo per la sua stratosferica scuola pittorica.
Il D’artagnan di Dumas, quindi, pur non sapendolo, ha regalato a Genova un’eccezionale opportunità artistica. Pagata da Nicolas Fouquet con 19 anni nelle carceri di Pinerolo.