Genova è Cultura - Giacomo Montanari

Genova è Cultura - Giacomo Montanari Progettare Cultura significa costruire futuro per le giovani generazioni. Per Genova, scegliamo la Cultura.

In bocca al lupo a Giacomo Montanari, autore per i nostri tipi di tre fortunate «guide» — ormai sold out — ad altrettant...
11/06/2025

In bocca al lupo a Giacomo Montanari, autore per i nostri tipi di tre fortunate «guide» — ormai sold out — ad altrettanti palazzi genovesi. Soprattutto amico fin dagli inizi della nostra avventura, e noi amici fin dall'inizio della sua. E ora assessore alla Cultura in una delle città più belle d'Italia.

Lo storico dell’arte e divulgatore Giacomo Montanari, classe 1984, è il nuovo assessore alla cultura del Comune di Genova, scelto dalla giunta Salis. Porterà con sé un profilo di ricerca e valorizzazione del patrimonio ligure.

Divulgazione scientifica del patrimonio culturale: l'approccio alla conoscenza senza barriere che nel nostro paese - ahi...
01/10/2024

Divulgazione scientifica del patrimonio culturale: l'approccio alla conoscenza senza barriere che nel nostro paese - ahimè - non ci meritiamo, ma del quale abbiamo disperatamente bisogno.

Urbino.- 3 giorni di Convegno "Il Medioevo partecipato. I ferri del mestiere" (trasmetto in streaming sulla pagina YouTu...
11/07/2024

Urbino.

- 3 giorni di Convegno "Il Medioevo partecipato. I ferri del mestiere" (trasmetto in streaming sulla pagina YouTube dell'Università Carlo Bo Urbino e sulla pagina MediaEvi. Il Medioevo al presente.)
- 10 ore su 72 sottratte alla mia vita (e a quella di molti altri) dai ritardi di Trenitalia (in ogni regione e su ogni categoria di treno immaginabile)
- Una Galleria Nazionale delle Marche che alle 8.30 del mattino ha le porte spalancate ai visitatori e mi ha permesso di vedere due volte - nelle due mattina pre-convegnistiche - sia Barocci che i Piero del caso.
- 2 potenziali collaborazioni a livello nazionale per l'accademia di divulgazione presso la Scuola Superiore IANUA dell'Università di Genova "contrattate"

E la cosa più importante: aver acquisito la consapevolezza che - in tutta Italia (e immagino non solo, ma per adesso questo è il campo d'azione) i colleghi - di un certo livello, naturalmente - ritengono prioritario stabilire un metodo per una corretta Divulgazione Scientifica che, acquisita come "missione" dagli Atenei insieme a Ricerca e Didattica, DEVE avere suoi itinerari formativi garantiti come le altre due attitudini, che le sono propedeutiche.

Insomma è un dovere delle Università italiane formare alla divulgazione scientifica, una responsabilità che (al netto delle stupide classifiche su tutti gli atenei del mondo, che non sono credibili - perchè stilate su parametri imperscrutabili o spesso non dichiarati - quando sono positive, figurarsi quando sono negative) l'Università di Genova si è assunta per prima in Italia per quanto riguarda il patrimonio artistico.

Maturandi, maturati, studenti, amici e colleghi docenti degli Istituti superiori genovesi, vi aspettiamo il 4 luglio per...
02/07/2024

Maturandi, maturati, studenti, amici e colleghi docenti degli Istituti superiori genovesi, vi aspettiamo il 4 luglio per raccontarvi cosa pensiamo oggi delle Scienze Umanistiche, cioè di quel sapere che ci permette di capire meglio i luoghi dove viviamo, di dare il giusto valore alle comunità e di progettare - anche (ma non solo) attraverso la conoscenza del passato - il nostro futuro.

Diffondete l'invito, se potete, sarà una bella giornata di incontro per andare poi in vacanza con la testa piena di idee e di progetti!

Ci vediamo il 4 luglio alle ore 10.00 in via Balbi 2, Aula Magna!

Tomaso Orsolino, "San Giovanni Battista", 1628-1630. Certosa di Pavia, transetto.
24/06/2024

Tomaso Orsolino, "San Giovanni Battista", 1628-1630. Certosa di Pavia, transetto.

Nell'anno dei quaranta, attraverso l'obiettivo di Fabio Bussalino, e in quello dei diciotto, grazie a Luca Secondo. Due ...
13/06/2024

Nell'anno dei quaranta, attraverso l'obiettivo di Fabio Bussalino, e in quello dei diciotto, grazie a Luca Secondo. Due maturità diverse, e non sono sicuro che quella attuale sia migliore.

E poi...un pensiero sempre vivo per un lontano "gemello": lo storico e antropologo dell'arte Aby Warburg, grazie ai libri del quale ho imparata la necessità di cambiare sempre punto di vista, a non accontentarmi dell'apparenza, ma cercare - invece - le ragioni profonde delle cose...correndo il rischio - che a lui costò assai caro - di non essere popolare. Per Warburg il più grande successo è stata senza dubbio la sua straordinaria scuola, i suoi allievi che - in tanti modi, anche molto diversi, hanno trasformato anche sulla base delle intuizioni di Warburg stesso la disciplina storico artistica.

Spero, nel mio assai più modesto contesto, che a me capiti lo stesso: al di là di quello che posso fare o non fare io, spero che i giovani che mi sono affidati nelle fasi della loro formazione possano essere persone sempre significative per la propria realtà.

Non c'è eredità più bella che dare opportunità, anche se - magari - non saremo qui per vederne tutti gli esiti.

Qualche giorno fa commentavo, sulle pagine de Il Secolo XIX, le esternazioni di Oscar Farinetti sul "turismo di massa".C...
27/04/2024

Qualche giorno fa commentavo, sulle pagine de Il Secolo XIX, le esternazioni di Oscar Farinetti sul "turismo di massa".

C'è da fare una riflessione ulteriore: nessuno demonizza il turismo, nessuno ritiene di dover "maltrattare" i visitatori, nessuno rinnega la necessità di vedere (anche) positive ricadute economiche.

Ma questi elementi non possono essere gli obiettivi di una programmazione turistico-culturale della città e del territorio.

O si parte da accessibilità per tutti (designed for all) - e intendo anche sotto il profilo economico - e dalla SALVAGUARDIA dei beni, oppure il danno, a lungo termine, sarà superiore del beneficio arrecato.

Per gestire i flussi turistici serve conoscenza, progettualità, capacità di programmazione per delocalizzare e destagionalizzare: non soluzioni folli come l'introduzione di un biglietto per accedere a una città (vedi Venezia), come se fosse divenuta - e forse, in effetti, lo è - un parco divertimenti qualunque.

Mentre il Frecciabianca mi culla fino a Genova, sfoglio la guida pubblicata da Sagep Editori nel 1975 dedicata da Padre ...
20/04/2024

Mentre il Frecciabianca mi culla fino a Genova, sfoglio la guida pubblicata da Sagep Editori nel 1975 dedicata da Padre Cassiano alla chiesa dell'Annunziata di Portoria e di Santa Caterina da Genova.

Una delle chiese straordinarie della nostra città, capace di raccontare tante storie quante sono le sue opere. Per cui, per chi alle 16.00 fosse in giro dalle parti dell'antica Portoria, passate a godervela, a farvi rapire sì dalla vicenda umana e spirituale della Santa, ma anche dalle prospettive ardite del Cambiaso, dalle cromie del Bergamasco, dallo scalpello di Ponzanelli o di Schiaffino.

Vi aspetto e ringrazio il Festival Biblico e Edizioni San Paolo per l'invito a raccontare - ancora una volta - quadri, sculture, affreschi e spazi della nostra città.

https://www.festivalbiblico.it/eventi/bruciata-dallamore/ #

https://www.festivalbiblico.it/persone/giacomo-montanari/

foto: Fabio Bussalino

Pray for Baltimora 🇺🇸 🏴󠁧󠁢󠁥󠁮󠁧󠁿(in foto: il Walters Art Museum (1909) di Baltimora, realizzato sui disegni del Collegio de...
26/03/2024

Pray for Baltimora 🇺🇸 🏴󠁧󠁢󠁥󠁮󠁧󠁿

(in foto: il Walters Art Museum (1909) di Baltimora, realizzato sui disegni del Collegio dei Gesuiti di Genova, oggi palazzo dell'Ateneo dell'Università di Genova)

QUANDO D’ARTAGNAN “REGALÒ” A GENOVA UNO SCULTORE BAROCCOÈ il 1660, in Francia “Fouquet il magnifico” – il ministro delle...
26/03/2024

QUANDO D’ARTAGNAN “REGALÒ” A GENOVA UNO SCULTORE BAROCCO

È il 1660, in Francia “Fouquet il magnifico” – il ministro delle finanze del “governo” Mazzarino e del Re Luigi XIV – continua ad arricchirsi oltre ogni immaginazione, arricchendo la residenza fantasmagorica che si è fatto costruire a Vaux-le-Vicomte. Proprio per quel castello incredibile ha chiesto al suo scultore prediletto, il marsigliese Pierre Puget – educatosi nella Roma di Algardi e Bernini – di realizzare una scultura celebrativa del suo potere e del suo prestigio: un Ercole (che sarebbe poi stato chiamato “Gallico”) che stia a mediare il potente dinamismo del virtuosismo barocco e la vetustà dell’Ares Ludovisi.

Non si tratta di una committenza “facile”, neppure per un artista dello scalpello come Puget: Fouquet è il personaggio più potente di Francia: a lui Mazzarino – e di converso il futuro Re Sole – debbono la solidità del proprio controllo finanziario sullo stato francese, lo amano, ma – soprattutto – lo temono. Per questo Pierre Puget fa una sosta strategica a Genova: la città, infatti, è la capitale del commercio del marmo nel Mediterraneo e anche oltre. Qui, sulle coste del mar Ligure, approdano le navi che portano le essenze più preziose e ricercate del mondo per incastonarle negli altari e nelle più preziose decorazioni possibili, qui i marmi statuari più puri e perfetti transitano per finire nelle mani degli scultori di tutto il globo.

A Carrara Puget seleziona il marmo statuario che ritiene giusto, perfetto per l’impresa, e le navi genovesi lo trasportano a Genova, pronto per il suo scalpello e per l’impresa che deve consacrarlo tra gli scultori più importanti di Francia.

Ma, il 5 settembre 1661, succede l’impensabile. Morto Mazzarino l’anno precedente, l’ultimo “filtro” tra l’ascendente funzionario di corte Colbert e l’oggetto del suo odio – il solare e ricchissimo ministro Fouquet – è caduto. Il Re, dovendo anche giustificare l’arricchimento indebito di Mazzarino stesso, ha bisogno di un capro espiatorio: chi meglio di quell’ingombrante ministro delle finanze, a cui – per altro – il Re deve tutto? Ad arrestarlo, Luigi XIV invia il tenente capitano della prima compagnia dei Moschettieri del Re: Charles de Batz de Castelmore d'Artagnan, noto ai più semplicemente come D’Artagnan.

L’arresto di Nicolas Fouquet farà sì che Pierre Puget decida, al contrario di quanto programmato, di tornare e di rimanere a Genova, mettendosi al servizio della locale aristocrazia e determinando il cambiamento epocale nel linguaggio scultoreo della Superba: l’esplosione delle colossali statue eseguite per i Sauli a Carignano, l’Immacolata per il Brignole all’Albergo dei Poveri e – negli anni – la Madonna Balbi Carrega e l’Immacolata Lomellini sono tutti lampi di luce, che guideranno la nuova scuola di scultori barocchi genovesi. Uno su tutti, Filippo Parodi, il cui astro brillerà in tutta la Pen*sola riportando Genova a essere centro di gravità anche nella scultura e non solo per la sua stratosferica scuola pittorica.

Il D’artagnan di Dumas, quindi, pur non sapendolo, ha regalato a Genova un’eccezionale opportunità artistica. Pagata da Nicolas Fouquet con 19 anni nelle carceri di Pinerolo.

🖌️ Sette anni fa scrivevo, grazie all'invito di un Direttore straordinario come Massimo Righi, il mio primo pezzo su Il ...
22/03/2024

🖌️ Sette anni fa scrivevo, grazie all'invito di un Direttore straordinario come Massimo Righi, il mio primo pezzo su Il Secolo XIX.

Erano, in quel momento, più idee, pensieri e intenzioni che azioni concrete quelle che proponevo.

📊 Però sono passati sette anni e sarebbe bello - e forse giusto - fare un bilancio su quanto si sia fatto da quel marzo 2017 per rendere il patrimonio dei Rolli e Strade Nuove - Genova davvero qualcosa di condiviso.

👉 Se lo facessi io, però, sarebbe comunque un po' di parte. Se lo volete fare voi - anche i nostri Divulgatori, certo - invece, questa post è aperto per quello.

📌 Chiudo con una considerazione: quel giornale che mi ha accolto - da signor nessuno come credo d'essere rimasto, ma certamente con meno accreditamento professionale di quanto non ne abbia oggi - vive momenti di incertezza perchè si parla di vendere, comprare, ridurre, chiudere...come se la stampa e la libertà della stessa fosse qualcosa che si può acquisire soltanto in virtù del proprio denaro o del proprio (temporaneo) potere.

Ecco, mi sento di dire di sentirmi vicino a tutti i giornalisti del Secolo XIX, così come a quelli di tutte le altre testate che - prima o dopo - hanno vissuto questi momenti. E vicino a loro dovremmo starci tutti, se teniamo alla tanto decantata libertà di stampa, come ricorda giustamente Fabio Canessa.

Non nego di criticare, spesso anche in maniera accesa, articoli o modalità di trattare soprattutto la materia culturale su varie testate, ma se lo faccio è proprio perchè l'informazione è fondamentale per la libertà del paese e tutti noi abbiamo anche un ruolo nel pretendere che essa non si pieghi ai desideri e alle brame del potente di turno.

Oltre al sapere scientifico, oltre alla formazione, oltre alla democrazia della conoscenza, gli Atenei di tutta Italia s...
18/03/2024

Oltre al sapere scientifico, oltre alla formazione, oltre alla democrazia della conoscenza, gli Atenei di tutta Italia sono anche dei custodi: di luoghi, di idee, di patrimoni fondamentali per le nostre città e le nostre comunità.

Il 20 marzo avremo l'opportunità di parlarne insieme, prima a livello di immagini e di racconto, poi vivendo l'esperienza di alcune visite a questi luoghi straordinari, sedi dell'Università di Genova.

So che gli orari sono "complicati", ma il mio invito è anche per tutti i docenti - di ogni ordine e grado - che tengono al rapporto con il territorio e alla conoscenza di quanto sta distanza di un braccio da casa, come risorsa per sviluppare il futuro: portate i ragazzi delle vostre classi a San Salvatore, a sentire e vedere cosa l'Ateneo custodisce anche e soprattutto per loro.

Poi, per gli eterni curiosi, nel pomeriggio si potranno visitare con me e Matteo Capurro i palazzi di via Balbi (4 e 5) con qualche "chicca" quasi mai aperta al pubblico...persino durante i Rolli Days!

Vi aspettiamo, non potete mancare!

PER PRENOTARE, trovate i link qui:

https://life.unige.it/giornata-nazionale-universita-2024?fbclid=IwAR3tY23G-j-wE3WoByTzKnRC_ecF7e36CZ3okPiMN-FUbbpUWn7npV5tZE8

Indirizzo

Genova
16126

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