07/10/2026
E se il sogno di Icaro cominciasse prima del volo?
Antoine Vander Auwera, da Anversa a Imperia e Genova: un’opera, tre luoghi e una possibilità a cui dare forma.
Prima che Icaro voli, il volo esiste come possibilità. Non ha ancora la forma di un gesto: è un’immagine che si accende nella mente, insieme al desiderio di libertà e al timore di ciò che potrebbe accadere.
Mi torna alla mente Erwin Schrödinger e il suo celebre esperimento mentale sulle possibilità descritte dalla fisica quantistica. Il paragone è poetico: nella vita non possiamo scegliere con certezza gli esiti, ma possiamo decidere a quale possibilità dare seguito. È su questa soglia che Antoine Vander Auwera colloca Icarus’ Dream, opera presentata nella personale Mijmeringen a RUIMTE34, ad Anversa.
Nel dipinto il giallo apre uno spazio luminoso. Al centro, le pennellate suggeriscono un movimento che sta prendendo forma; nelle tracce di rosso affiora un presagio. Antoine racconta di aver voluto rappresentare l’idea del volo nel momento in cui nasce, simile a un sogno. La felicità di quel pensiero e il suo possibile destino sono già presenti insieme. Quando il pensiero diventa volontà, comincia a produrre effetti.
La ricchezza di questa immagine appartiene anche all’uomo che l’ha creata. Antoine è un professore, un lettore e un ascoltatore attento. La musica, la poesia, la filosofia e l’arte nutrono il suo pensiero, insieme a una viva attenzione per le contraddizioni della società contemporanea. Tra i riferimenti che ha condiviso ci sono Pirandello, per il rapporto tra realtà e sogno, e Paolo Conte, la cui musica e scrittura rappresentano per lui una presenza costante. Queste suggestioni non diventano citazioni da riconoscere nei dipinti: alimentano domande che Antoine traduce in gesto, materia e colore.
Antoine lavora con la tela distesa a terra, osservandola nel suo insieme, e usa anche lunghi pennelli da radiatore. Il suo gesto cerca un equilibrio tra ciò che intende fare e ciò che l’opera lascia emergere. Ha descritto il dipinto come una «mappa di un istante»: un’immagine in cui l’esperienza si deposita senza esaurirsi in una sola spiegazione.
Per questo, davanti ai suoi quadri, penso anche alla caverna di Platone. È una mia analogia: ciò che appare al primo sguardo non è necessariamente tutto ciò che c’è da vedere. Un colore cambia intensità, una forma suggerisce un’altra lettura, un dettaglio ci chiede di tornare. Antoine va oltre ciò che è evidente e invita anche chi guarda a farlo.
Il suo percorso attraversa ora tre luoghi con identità differenti. A RUIMTE34, Mijmeringen presenta la sua ricerca al pubblico di Anversa. Dal 6 novembre al 6 dicembre 2026, Resonances sarà al MACI di Imperia, museo d’arte contemporanea ospitato a Villa Faravelli, sulla Riviera ligure vicina al confine francese. Dall’11 dicembre, il percorso proseguirà al CAD – Creativity Art Design di Genova, nel Palazzo Saluzzo dei Rolli, dove la pittura incontrerà il design, l’architettura e i professionisti che progettano gli spazi dell’abitare.
Proprio pensando all’abitare, mi chiedo dove potranno vivere queste opere dopo la mostra. Portare un dipinto nella propria casa significa scegliere di continuare a guardarlo, scoprendo nel tempo ciò che una visita non può rivelare. Significa anche investire nell’arte: riconoscere oggi il valore di una ricerca e decidere di sostenerne il cammino, senza pretendere di conoscerne in anticipo ogni esito.
Per chi desiderasse accogliere Icarus’ Dream nella propria collezione, l’opera è disponibile per l’acquisto. La sua presenza non si esaurisce nell’impatto del primo sguardo: è pensata per instaurare nel tempo un dialogo personale con lo spazio e con chi lo abita. Informazioni relative a dimensioni, tecnica, certificazione, disponibilità e condizioni di vendita possono essere richieste direttamente alla galleria o alla curatrice.
L’acquisizione di un’opera originale non è soltanto una scelta estetica, ma un gesto di attenzione verso una ricerca artistica e verso il suo sviluppo futuro. È il modo più concreto per dare continuità a quella possibilità che il dipinto rappresenta: trasformare un’intuizione in una presenza, un’emozione in una relazione duratura.
In Icarus’ Dream, la possibilità del volo diventa un pensiero abbastanza forte da chiedere una scelta. Può accadere anche davanti a un dipinto: l’emozione del primo sguardo si trasforma nel desiderio di fargli spazio nella propria vita. Forse, per qualcuno, quel momento è arrivato.
Chi desidera approfondire il lavoro di Antoine Vander Auwera può contattarmi direttamente. Sarò lieta di condividere informazioni sulle opere e di accompagnare chi immagina di accoglierne una nella propria casa o collezione.
Loredana Trestin