06/09/2025
FATHERLAND – L’intervista che nessuno voleva fare (ma che tutti leggeranno)
Scena: Una stanza bianca, neutrale, quasi clinica. Al centro un tavolo in plexiglass. Due sedie. Una telecamera in diretta streaming. Entra lui, l’uomo che ha incendiato il Novecento, oggi riportato tra noi con una macchina del tempo degna di un paradosso quantistico: Adolf Hi**er.
Intervistatore: «Signor Hi**er… o dovrei dire Herr Führer?»
Hi**er (sorride di traverso, con la voce che imita Shakespeare): «To be or not to be… that was the question. Ed evidentemente, caro mio, ho risposto male. Molto male. Ma non siamo qui per piangere sul latte versato… o sul sangue, sarebbe di cattivo gusto. Parliamo di voi, del vostro mondo. Ho fatto un viaggio tra le vostre notizie e mi chiedo: è questa la vittoria delle democrazie? Davvero? Guardatevi!»
Intervistatore: «In che senso?»
Hi**er: «La globalizzazione… un Reich senza confini, senza bandiere, senza identità. Una Unione Europea che voleva essere la vostra versione dell’Impero, ma senza la spina dorsale. E gli Stati Uniti? Giganti stanchi, che si fanno governare da Wall Street come da un Politburo al contrario. E poi la Russia… ah, la Russia! Stalin è morto, ma il fantasma gioca ancora a Risiko!»
Intervistatore: «E la guerra in Ucraina?»
Hi**er: «Una guerra che sembra scritta da un mediocre sceneggiatore. Due nazionalismi che si scontrano, mentre il resto del mondo applaude o s’indigna su TikTok. Ai miei tempi la propaganda richiedeva arte, oggi bastano i meme! Io… io almeno leggevo Nietzsche, non i trend di Twitter!»
(Sorride amaro, accarezza la superficie del tavolo come fosse un globo immaginario.)
Intervistatore: «E la Cina?»
Hi**er: «Ah, loro sì che hanno capito la lezione: disciplina, identità, controllo tecnologico. Hanno preso il vostro capitalismo e l’hanno messo in divisa. Io… io volevo l’Ordine. Loro hanno fatto l’algoritmo.»
Intervistatore: «Se potesse tornare indietro?»
Hi**er (si alza, prende un pennarello e disegna su un foglio una macchina assurda, tubi e ingranaggi): «Costruirei questo: Zeitmaschine 2.0. Fermerei il tempo nel 1938, cambierei due mosse. Meno guerra, più strategia economica. Forse oggi sarei un CEO di una big tech, con un logo minimalista e un’armata di droni invece che di Panzer. Ma il destino… ah, il destino è un artista crudele.»
(Si volta verso la telecamera, sguardo fisso.)
Hi**er: «Sapete cosa ho capito in questi anni? Che il vero totalitarismo non ha più bisogno di stivali lucidi. Oggi indossa sneakers e vende sogni su Amazon. Io volevo plasmare il mondo con il fuoco e l’acciaio, ma voi… voi lo avete fatto con la plastica e i like.»
(Pausa. Sorride, quasi caricaturale.)
Hi**er: «To be or not to be… Forse oggi la domanda è: to click or not to click. E sapete qual è la vostra risposta? Sempre Yes. Sempre.»
Luci spente. Frame fermo. Una scritta appare sullo schermo:
“Il passato non muore. Si ricarica in streaming.”
H₂O—————> nuovo Führer=algoritmo che scegli senza scegliere