Satura

Satura Centro per la promozione e divulgazione delle arti Negli anni diventa un punto di riferimento per artisti professionisti ed emergenti.
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SATURA art gallery, con sede a Palazzo Stella, palazzo quattrocentesco di oltre 500 mq, nasce nel 1994 grazie a Mario Napoli come polo di promozione e diffusione delle arti nel cuore del centro storico genovese. SATURA, è specializzata nell’organizzazione di mostre di arti visive e cura mostre personali o tematiche e gestisce interamente progetti artistici, editoriali ed eventi. Infatti, oltre ad

essere uno spazio espositivo dedicato all’arte contemporanea è editore con le Edizioni d’Arte SATURA, con cataloghi monografici e pubblicazioni di settore. Partecipa inoltre a fiere d’arte nazionali e internazionali come: ArteGenova, Affordable Art Fair Milano, Step Art Fair Milano, Photissima Art Fair Torino, ArtePadova, Art Festival di Shanghai. Completa la sua attività multidisciplinare, organizzando, all’interno della sua sede, corsi di Scrittura Creativa, Disegno & Pittura, Fotografia d'Arte, Comunicazione e Musica. SATURA è, inoltre, sede del concorso nazionale d’arte contemporanea SaturARTE – che è stato insignito per due anni consecutivi della Medaglia del Presidente della Repubblica Italiana, dei concorsi internazionali GENOVA ART EXPO e SATURA INTERNATIONAL CONTEST, del Premio di Poesia e Narrativa inedita “Satura - Città di Genova”. Dal 2015 organizza e promuove la Biennale di Genova.

Sabato 12 settembre 2026 alle ore 17:00SATURA Palazzo Stella - inaugurazione"RABANUS MAURUS – DE UNIVERSO"mostra di Mimm...
03/09/2026

Sabato 12 settembre 2026 alle ore 17:00
SATURA Palazzo Stella - inaugurazione

"RABANUS MAURUS – DE UNIVERSO"
mostra di Mimmo Paladino
a cura di Mario Napoli

La mostra “Rabanus Maurus – De Universo" di Mimmo Paladino nasce dall’incontro tra la ricerca contemporanea di uno dei protagonisti della Transavanguardia e la straordinaria eredità culturale di un’opera che può essere considerata tra le prime grandi enciclopedie del sapere occidentale.
Il “De Rerum Naturis” di Rabanus Maurus, noto anche come “De universo” a partire dalla versione a stampa realizzata a Strasburgo nel 1467, si proponeva di raccogliere e ordinare l’insieme delle conoscenze del suo tempo. Ma l’ambizione dell’opera andava oltre la semplice descrizione delle cose del mondo: il sapere veniva ricondotto al loro significato e al loro posto nell’ordinamento divino dell’universo. La straordinaria diffusione dei manoscritti testimonia l’influenza esercitata dal testo nei secoli centrali del Medioevo.

Tra questi manoscritti, un ruolo particolare riveste il codice conservato presso l’Abbazia di Montecassino, redatto in antica lingua beneventana e riccamente illustrato. È proprio da questo prezioso documento che Mimmo Paladino ha tratto ispirazione per realizzare otto grandi fogli grafici, nei quali il patrimonio figurativo e testuale medievale viene attraversato e reinterpretato attraverso il linguaggio dell’arte contemporanea.

Paladino non si limita a riprodurre o citare il manoscritto: si appropria delle sue immagini e della sua scrittura per costruire una nuova dimensione visiva, nella quale passato e presente entrano in dialogo. Le figure miniate convivono con le forme nere dell’artista, con i simboli e con i segni allusivi; l’ordinata scrittura dell’antico amanuense si confronta con un tratto a volte convulso, tagliente e sempre carico di significato. La sovrapposizione avviene con massimo controllo, senza cancellare la materia originaria del codice, ma integrandola in una nuova composizione.

Gli otto lavori diventano così una riflessione sul rapporto tra conoscenza, simbolo e tempo, ma anche sulla trasmissione della cultura e sulla possibilità che un’immagine, un segno o una parola attraversino i secoli conservando la propria forza evocativa. La figura di Rabanus Maurus diviene per Paladino un punto di partenza per interrogare temi universali: il desiderio di conoscere, l’interconnessione tra i diversi saperi, il rapporto tra l’uomo e il cosmo, tra il sacro e il profano.
Questa scelta assume per l’artista un significato particolarmente intenso anche per la prossimità geografica e culturale del codice di Montecassino alla propria terra d’origine. Paladino, nato a Paduli nel 1948, riconosce nel manoscritto una stratificazione di memorie e di immagini capace di risuonare con le radici storiche del Mediterraneo alle quali il suo lavoro ha spesso attinto.

Il percorso di Paladino affonda le sue origini nell’esordio napoletano del 1968 alla Galleria Carolina di Portici, dove fu presentato da un giovanissimo Achille Bonito Oliva.
Come esponente fondamentale della Transavanguardia, Paladino partecipa a quel “nomadismo” intellettuale che, insieme a Francesco Clemente, Sandro Chia, Enzo Cucchi e Nicola De Maria, determina il ritorno alla figurazione e alla referenzialità. Il suo linguaggio si costruisce attraverso un’originale alchimia di simboli arcaici, memoria mediterranea, citazioni colte e sperimentazione materica. Le sue opere, presentate in importanti contesti internazionali, dalla Biennale di Venezia a Documenta di Kassel, sono entrate nelle collezioni di istituzioni quali il MoMA e la Tate.

SATURA RIAPRE: A PALAZZO STELLA L’ARTE TORNA PROTAGONISTADal 12 settembre una nuova stagione espositiva con Paladino, Sc...
29/08/2026

SATURA RIAPRE: A PALAZZO STELLA L’ARTE TORNA PROTAGONISTA
Dal 12 settembre una nuova stagione espositiva con Paladino, Schiavon, Fontana e un ricco percorso tra scultura, contemporaneo e collezioni

Dopo la pausa estiva, SATURA Palazzo Stella riapre le porte al pubblico e inaugura la nuova stagione espositiva sabato 12 settembre 2026, alle ore 17:00, con un appuntamento che riunisce diverse mostre: le personali di Mimmo Paladino e Alessio Schiavon, il nuovo progetto scultoreo di NamSo, un importante ingresso – l’opera di Lucio Fontana – nel percorso permanente di “La Galleria”, la prosecuzione del progetto “Materia viva” e il ritorno della “Wunderkammer”.

Ad aprire è Mimmo Paladino, figura centrale della Transavanguardia italiana. L’esposizione, a cura di Mario Napoli, presenta gli otto grandi fogli grafici ispirati al “De Rerum Naturis” di Rabanus Maurus, l’antica enciclopedia medievale nota anche come “De Universo”, nella redazione miniata conservata all’Abbazia di Montecassino. L’artista si appropria delle immagini e della scrittura del codice per costruire una nuova dimensione visiva in cui passato e presente dialogano: le figure miniate convivono con le forme nere, i simboli e i segni di Paladino, in una riflessione sul rapporto tra conoscenza, tempo e trasmissione della cultura. Presente nelle collezioni di MoMA e Tate e protagonista di Biennale di Venezia e Documenta di Kassel, Paladino porta a Genova un lavoro che intreccia memoria mediterranea e linguaggio contemporaneo.

Dopo le personali a Padova (2024), Roma e Venezia (2025), Alessio Schiavon approda a Genova con “Flo-Reale”, a cura di Marina Sonzini e Mario Napoli. Il percorso ripercorre le diverse stagioni della sua ricerca pittorica attorno a un elemento costante: le celebri corolle, forme nate da una materia informale e astratta che diventano un vero e proprio alfabeto visivo. Fedele alla pittura a olio, capace di farsi materica o rarefatta, Schiavon attraversa temi che vanno dalla memoria collettiva al rapporto tra uomo e creato, fino a una fase più recente segnata da un’esplosione cromatica di tonalità iridescenti, oro e colori fluo.

L’artista sudcoreana NamSo, nella mostra “Noi-amo”, a cura di Flavia Motolese, presenta il suo nuovo progetto scultoreo in marmo. Prendendo spunto dalla frase “Ama il tuo prossimo come te stesso”, l’artista traduce volti, corpi e legami affettivi nella pietra, indagando il contrasto tra la solidità eterna del materiale e la finitudine dell’esperienza umana. Ogni intervento sul marmo diventa così un gesto di sottrazione e insieme di conservazione, capace di trasformare un istante fuggevole in una presenza destinata a durare.

Riparte anche la nuova stagione di “La Galleria”, il progetto permanente curato da Mario Napoli che mette in dialogo grandi interpreti del Novecento e della contemporaneità. Il percorso si arricchisce ora di un’opera di Lucio Fontana, “Concetto spaziale”, che entra in relazione con la spazialità delle estroflessioni di Agostino Bonalumi, il segno di Emilio Scanavino, la materia plasmata dal gesto di Leoncillo, le superfici dinamiche di Giuseppe Amadio, le articolazioni concettuali di Armando Marrocco, la ricerca basata sulla plissettatura di Nando Stevoli e quella di Gioni David Parra, che nel marmo ricerca una particolare leggerezza della materia, oltre che con l’apertura internazionale affidata a Robert Rauschenberg, Ōki Izumi e Kim Jaekyeong. Un sistema di relazioni e corrispondenze, più che un percorso cronologico, che conferma il ruolo di SATURA come punto di riferimento per artisti, collezionisti e appassionati d’arte a Genova.

Prosegue “Materia viva”, il progetto dedicato alla scultura contemporanea, con opere di Pietro Cenedella, Claudio Cermaria, Elisa Corsini, Park Junk Boo, Véronique Massenet, Waifro Spaggiari e Antonella Stellini. Materiali diversi – dal marmo al bronzo, dal legno alla ceramica e al metacrilato – definiscono un percorso che mette al centro la materia e il rapporto tra scultura e spazio.
Tornano anche le meraviglie della “Wunderkammer” di SATURA, dove opere di Plinio Mesciulam, Claudio Costa, Dario Bardinero e Anna Rocco si affiancano alle sculture di Piergiorgio Colombara, Lutz Brockhaus, Brunivo Buttarelli e della scuola di Arturo Martini, ai vasi di Emilio Scanavino e a una selezione di reperti orientali e africani e di arredi storici.

Le mostre resteranno aperte fino al 26 settembre 2026 con ingresso libero, orario da martedì a sabato 15:00–19:00.

SATURA Palazzo Stella
centro per la promozione e diffusione delle arti APS
Piazza Stella 5/1 - 16123 Genova
tel. 010 2468284 / cell. 338 2916243
e-mail: [email protected] web: www.satura.it

SATURA ad ArtePadova 202636^ Fiera Mercato d’arte Contemporanea 13 – 16 NOVEMBRE 2026SATURA sta procedendo alla selezion...
25/07/2026

SATURA ad ArtePadova 2026
36^ Fiera Mercato d’arte Contemporanea
13 – 16 NOVEMBRE 2026

SATURA sta procedendo alla selezione degli Artisti da proporre nel proprio stand, nel padiglione dedicato alle gallerie, alla 36^ edizione di ArtePadova, fiera mercato di arte contemporanea tra le più longeve manifestazioni nel mondo dell’Arte in Italia, che avrà luogo dal 13 al 16 novembre 2026.

Anche quest’anno i Padiglioni di Padova Fiere saranno animati per quattro giorni dalla partecipazione di oltre 300 espositori su una superficie di 28.000 mq, e una media di 30.000 visitatori per anno, in uno dei distretti fieristici più produttivi d’Europa dalla forte risonanza nazionale e internazionale.

La Fiera è indirizzata ad ARTISTI interessati a promuovere la propria immagine in una prospettiva di crescita professionale e di mercato. La Fiera, infatti, grazie alla sua capacità di intercettare sia il mondo dei collezionisti d’arte sia un largo pubblico di appassionati, rappresenta per gli artisti un’opportunità esclusiva per posizionarsi realmente nel mercato dell’arte.

ArtePadova si caratterizza per essere un’importante e consolidata occasione di investimento, presentando ogni anno un’attenta selezione di grandi interpreti italiani e stranieri, dal Futurismo all’Informale, dall’Arte Zero alla Pop Art sino all’Arte Concettuale e all’Arte Povera. SATURA all’interno del proprio spazio propone un’attenta selezione di artisti affermati o che si stanno affermando e talenti emergenti.

Se interessati o per informazioni, telefonare ai numeri 366 592 81 75 / 338 291 62 43 o scrivere a [email protected]

15/07/2026
11 luglio 2026 alle ore 18:00SATURA Palazzo Stella – presentazione L’ARTE INCONTRA LA CRITICA: AW ARTMAG e SATURA annunc...
11/07/2026

11 luglio 2026 alle ore 18:00
SATURA Palazzo Stella – presentazione

L’ARTE INCONTRA LA CRITICA:
AW ARTMAG e SATURA annunciano una nuova sinergia a Palazzo Stella
Dialogano con Mario Napoli l’editore Lorella Pagnucco Salvemini e i critici Luciano Caprile e Flavia Motolese.

Sabato 11 luglio alle ore 18:00, presso Palazzo Stella, verrà presentata ufficialmente la collaborazione tra SATURA e AW ArtMag, la rivista internazionale d'arte diretta da Lorella Pagnucco Salvemini. L'evento, che si inserisce nel contesto di una nuova inaugurazione, celebra l'incontro tra una delle realtà culturali più attive del territorio e una testata che fa della qualità e dell'intransigenza critica i propri pilastri.

Nella nuova uscita della rivista, spiccano lo speciale spotlight dedicato all'iconico artista Mark Kostabi, ritratto in copertina e presentato dal critico Luciano Caprile, il focus mirato sull'opera di Alberto Zorzi, oltre a un reportage sulla Biennale di Venezia. Non manca poi la grande critica, che in questo appuntamento spazia tra maestri assoluti come Matisse, Abramović, Vicuña, Rothko, Simpson e Weston, fino ad arrivare a Boldini, protagonista della sezione "Tutta l'arte è contemporanea".

A testimonianza della nuova collaborazione, sempre questo numero di AW ArtMag ospita un importante approfondimento critico di Flavia Motolese dedicato a Franco Dallegri, artista in permanenza presso SATURA. Questa scelta editoriale riflette appieno la missione del magazine: dare voce ad artisti e galleristi d'eccezione, stimolando l'orgoglio di "esserci" in un panorama editoriale spesso troppo omologato.

AW ArtMag, testata bimestrale con una forte vocazione internazionale, si distingue per il suo innovativo approccio basato sulle 5W del giornalismo (Who, What, Where, When, Why), che danno il nome alle sue rubriche principali per guidare il lettore in un percorso di approfondimento rapido ma rigoroso. Ogni contenuto, integralmente tradotto in inglese, è pensato per un pubblico d’élite che ricerca bellezza e analisi critica, lontano dai testi puramente cronalistici che spesso caratterizzano il settore.

La direttrice Lorella Pagnucco Salvemini, con oltre trent'anni di esperienza nell'editoria d'arte (già fondatrice di ARTEiN), ha voluto per AW un supporto cartaceo di pregio in "carta uso mano", affiancato da un portale web costantemente aggiornato. Come evidenziato dalla critica, la rivista è nata come uno "straordinario atto di coraggio e di amore" in tempi complessi, puntando tutto sulla qualità assoluta dei contenuti e della veste grafica.

L'evento di sabato 11 luglio sarà l'occasione ideale per scoprire da vicino le pagine del nuovo numero e approfondire una collaborazione che mira a restituire dignità e vigore alla critica d'arte contemporanea.

Sabato 11 luglio 2026 alle ore 17:00SATURA Palazzo Stella - inaugurazioneATTI DI RESISTENZAOpere ritrovate del recenteme...
11/07/2026

Sabato 11 luglio 2026 alle ore 17:00
SATURA Palazzo Stella - inaugurazione

ATTI DI RESISTENZA
Opere ritrovate del recentemente scomparso Adolfo Sentore,
situazionista.
a cura di Mario Napoli

Esistono artisti che descrivono il proprio tempo ed esistono artisti che ne registrano le ferite. Adolfo Sentore appartiene senza dubbio alla seconda categoria. La sua opera non nasce, infatti, dalla volontà di rappresentare il mondo, ma dall'urgenza di attraversarlo criticamente, di smontarne i codici, di metterne in luce le contraddizioni e le zone d'ombra.
La mostra riunisce sessantasei opere realizzate tra il 1971 e il 1981, offrendo per la prima volta una visione organica di una ricerca che si colloca coraggiosamente ai margini delle classificazioni convenzionali. Disegni, scritture, interventi grafici e composizioni visionarie costituiscono un vero e proprio archivio della coscienza contemporanea, in cui linguaggio verbale e visivo si fondono indissolubilmente.
Sentore concepisce l'opera come strumento critico e non estetico, dialogando con l'Espressionismo tedesco e il Situazionismo europeo attraverso il détournement, la sovversione di simboli del potere. Nei suoi fogli crolla ogni gerarchia tra cultura alta e di massa: slogan, icone pop e citazioni di Rilke collidono nello stesso spazio visivo. Il percorso espositivo documenta un decennio di evoluzione interiore. L'aspetto politico di Sentore risiede in una raffinata "politica dello sguardo" che smonta continuamente immagini e slogan per sottrarli all'alienazione del consumo e restituirli allo spettatore come interrogativi radicali. Disegnare, scrivere, cancellare e sovrapporre diventano veri e propri atti di resistenza contro l'appiattimento dell'individuo a consumatore passivo.
La mostra svela, inoltre, l'incredibile e complessa vicenda biografica dell'artista. Nato nel 1956 come Adolfo Sciaccaluga in una famiglia proletaria genovese, l'artista visse un legame simbiotico con il coetaneo Adolfo Profumo, rampollo dell'alta borghesia. Condividendo l'infanzia, i traumi personali (come il suicidio del padre di Sciaccaluga nel 1962), le letture esistenziali (da Bataille a Huysmans) e le prime manifestazioni politiche nel 1968, Sciaccaluga scelse infine di cambiare il proprio cognome in Sentore, per sentirsi più vicino all'amico. Successivamente, a soli 15 anni, iniziò a firmare i suoi disegni proprio come "Adolfo Profumo". Il loro legame, proseguito poi a New York negli anni '80 dove entrambi furono in analisi presso lo psicoanalista Dr. Felix Brücke, viene approfondito nel volume monografico “ATTI DI RESISTENZA”, edito da Tzimtzum Publishing in occasione della mostra, che include le note cliniche e le testimonianze del Dr. Brücke stesso.

STEFANO GRONDONAL'estetica dell'assenzaA cura di Mario Napoli e Marina SonziniPADOVA, Palazzo Santo StefanoInaugurazione...
30/06/2026

STEFANO GRONDONA
L'estetica dell'assenza
A cura di Mario Napoli e Marina Sonzini
PADOVA, Palazzo Santo Stefano
Inaugurazione sabato 4 luglio 2026 ore 11:00

Nel panorama dell'arte italiana tra la fine del XX secolo e i primi decenni del XXI, l'opera di Stefano Grondona occupa una posizione singolare e ancora largamente da indagare. La sua ricerca sfugge alle tradizionali categorie disciplinari, attraversando fotografia, costruzione plastica e sperimentazione percettiva in un percorso coerente e sorprendentemente unitario, fondato su una radicale poetica della sottrazione.

Più che costruire immagini, Grondona le scava. Più che aggiungere materia, la rimuove. Il vuoto, nella sua concezione, non rappresenta una mancanza, ma un principio generativo: è l'assenza a produrre la forma, così come è il silenzio a rendere percepibile la musica.

Già nelle sperimentazioni fotografiche degli anni Ottanta, Grondona manifesta una concezione profondamente anti-naturalistica dell'immagine. Lontano da ogni funzione documentaria, egli utilizza la fotografia come dispositivo di alterazione della realtà. Gli ambienti vuoti, le prospettive esasperate, l'assenza programmatica della figura umana e il ruolo inquietante assunto dagli oggetti quotidiani generano una dimensione sospesa e perturbante, nella quale l'influenza della metafisica europea e del cinema visionario contemporaneo si fonde con una sensibilità assolutamente personale. La lezione di David Lynch, assimilata e mai semplicemente citata, diviene strumento per una riflessione sulla percezione e sull'inquietudine contemporanea.

Le opere che caratterizzano la sua produzione matura, in cartoncino intagliato e poliplat, rappresentano una delle più originali esperienze plastiche sviluppatesi in Italia negli ultimi decenni. Attraverso una complessa stratificazione di piani, l'artista costruisce immagini nelle quali la profondità non è simulata, ma reale. La luce penetra nelle intercapedini e genera ombre mutevoli; le forme si modificano al variare del punto di osservazione; l'anamorfosi diventa parte integrante dell'opera.

La sua cultura visiva si alimenta delle grandi esperienze della modernità europea. L'angoscia esistenziale di Edvard Munch, le deformazioni della figura di Francis Bacon, la tensione spirituale del colore di Van Gogh, la già citata poetica dello straniamento di David Lynch e la "verità estatica" teorizzata da Werner Herzog costituiscono alcuni dei riferimenti di una geografia intellettuale ampia e sofisticata. Tuttavia, Grondona non emula nessuno di questi maestri. Li attraversa e li supera all'interno di una sintassi personale, nella quale il dolore viene tradotto in struttura e la visione assume la forma di una costruzione geometrica.
Più che un pittore o uno scultore, Stefano Grondona può essere considerato un architetto della visione. Un autore che, scavando instancabilmente la materia, ha finito per costruire una delle più intense estetiche dell'assenza della nostra epoca.

Questa importante mostra, in collaborazione con SATURA di Genova, vuole rendere giustizia del suo talento riportandolo ad una ribalta nazionale, ma vuole anche, raccontandone la parabola, essere una profonda riflessione sulla funzione dell’arte nell’attraversare e raccontare gli abissi della mente; un viaggio necessario nella spaesata e straniata società attuale.

«Chi lotta contro i mostri deve fare attenzione a non diventare lui stesso un mostro. E se tu guarderai a lungo in un abisso, anche l'abisso vorrà guardare dentro di te»
(Friedrich Nietzsche).

ARTISTA IN PERMANENZA - SCARELLADopo gli esordi figurativi, alla fine degli anni ‘60, avviene l’elaborazione di una gram...
27/06/2026

ARTISTA IN PERMANENZA - SCARELLA

Dopo gli esordi figurativi, alla fine degli anni ‘60, avviene l’elaborazione di una grammatica pittorica personale, che punta esclusivamente sul colore. Nelle opere di Scarella, il digradare e il trascorrere dei colori, conferisce forza ed espressività alle superfici, increspate dalle stratificazioni e dall’eccesso di materia pittorica, distesa con ampie spatolate. Lo spessore fisico dell’impasto cromatico, fa acquisire all’opera un senso di profondità e di densità, da cui traspare la percezione intima del mondo, e si trasforma in immagine fortemente comunicativa.

La realtà funziona da spunto per una ricerca più profonda sul dialogo intimo tra uomo e creato. L’artista ragiona sulla forza e sul valore della materia, stesa istintivamente sulla superficie, come a voler ricreare un microcosmo vitale e pulsante.

Scarella, pseudonimo di Luciano Bianchi (Imperia, 1922 – 2017), negli anni ‘50, realizza il soffitto a cassettoni e altri arredi per la chiesa di Cristo Re a Imperia, dove incontra don Luigi Morelati, prete artista, e inizia il suo percorso pittorico più completo. Espone presso la Galleria La Giara di Diano Marina (1970) e a Torino presso la Galleria Spirale (1973) per poi decidere di ritirarsi dalla scena artistica.

SATURA sta procedendo alla selezione degli Artisti da proporre nel proprio stand, nel padiglione dedicato alle gallerie,...
26/06/2026

SATURA sta procedendo alla selezione degli Artisti da proporre nel proprio stand, nel padiglione dedicato alle gallerie, alla 36^ edizione di ArtePadova, fiera mercato di arte contemporanea tra le più longeve manifestazioni nel mondo dell’Arte in Italia, che avrà luogo dal 13 al 16 novembre 2026.

Anche quest’anno i Padiglioni di Padova Fiere saranno animati per quattro giorni dalla partecipazione di oltre 300 espositori su una superficie di 28.000 mq, e una media di 30.000 visitatori per anno, in uno dei distretti fieristici più produttivi d’Europa dalla forte risonanza nazionale e internazionale.

La Fiera è indirizzata ad ARTISTI interessati a promuovere la propria immagine in una prospettiva di crescita professionale e di mercato. La Fiera, infatti, grazie alla sua capacità di intercettare sia il mondo dei collezionisti d’arte sia un largo pubblico di appassionati, rappresenta per gli artisti un’opportunità esclusiva per posizionarsi realmente nel mercato dell’arte.

ArtePadova si caratterizza per essere un’importante e consolidata occasione di investimento, presentando ogni anno un’attenta selezione di grandi interpreti italiani e stranieri, dal Futurismo all’Informale, dall’Arte Zero alla Pop Art sino all’Arte Concettuale e all’Arte Povera. SATURA all’interno del proprio spazio propone un’attenta selezione di artisti affermati o che si stanno affermando e talenti emergenti.

Indirizzo

Genova

Orario di apertura

Martedì 09:30 - 13:00
15:00 - 19:00
Mercoledì 09:30 - 13:00
15:00 - 19:00
Giovedì 09:30 - 13:00
15:00 - 19:00
Venerdì 09:30 - 13:00
15:00 - 19:00
Sabato 15:00 - 19:00

Telefono

+390102468284

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