Satura

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Satura Centro per la promozione e divulgazione delle arti Negli anni diventa un punto di riferimento per artisti professionisti ed emergenti.
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SATURA art gallery, con sede a Palazzo Stella, palazzo quattrocentesco di oltre 500 mq, nasce nel 1994 grazie a Mario Napoli come polo di promozione e diffusione delle arti nel cuore del centro storico genovese. SATURA, è specializzata nell’organizzazione di mostre di arti visive e cura mostre personali o tematiche e gestisce interamente progetti artistici, editoriali ed eventi. Infatti, oltre ad essere uno spazio espositivo dedicato all’arte contemporanea è editore con le Edizioni d’Arte SATURA, con cataloghi monografici e pubblicazioni di settore. Partecipa inoltre a fiere d’arte nazionali e internazionali come: ArteGenova, Affordable Art Fair Milano, Step Art Fair Milano, Photissima Art Fair Torino, ArtePadova, Art Festival di Shanghai. Completa la sua attività multidisciplinare, organizzando, all’interno della sua sede, corsi di Scrittura Creativa, Disegno & Pittura, Fotografia d'Arte, Comunicazione e Musica. SATURA è, inoltre, sede del concorso nazionale d’arte contemporanea SaturARTE – che è stato insignito per due anni consecutivi della Medaglia del Presidente della Repubblica Italiana, dei concorsi internazionali GENOVA ART EXPO e SATURA INTERNATIONAL CONTEST, del Premio di Poesia e Narrativa inedita “Satura - Città di Genova”. Dal 2015 organizza e promuove la Biennale di Genova.

S’inaugura sabato 31 ottobre alle ore 17:00, nelle suggestive sale di Palazzo Stella a Genova, la mostra personale “La c...
23/10/2026

S’inaugura sabato 31 ottobre alle ore 17:00, nelle suggestive sale di Palazzo Stella a Genova, la mostra personale “La città delle ombre” di Danila Malatesta, a cura di Flavia Motolese. La mostra resterà aperta fino al 14 novembre 2026 con orario dal martedì al sabato 15:00–19:00.

Nei caruggi lo sguardo sale prima di andare avanti, cercando lo spicchio di cielo che si apre, quando si apre, tra due file di facciate che quasi si toccano in alto. È in questa strettoia che nasce l’ombra tipica del centro storico genovese: non un’assenza di luce, ma una sostanza a sé, un cuneo netto che taglia lo spazio. Le opere a matita di Danila Malatesta partono esattamente da qui, da questa geometria elementare di luce negata e luce filtrata, per costruire un intero vocabolario visivo. La scelta della matita su cartoncino non è secondaria. Rinunciando al colore, salvo rare eccezioni, l’artista si consegna interamente alla scala dei grigi e fa del chiaroscuro il vero soggetto dell’opera. Ogni sfumatura è costruita con una gamma di grigi calibrata con estrema pazienza. È il rigore che Malatesta applica a intonaci, fili elettrici, persiane consumate, nessuna superficie viene semplificata. Ne risulta una fedeltà quasi ostinata alla materia, coerente con un tema, quello della luce genovese, che si gioca tutto nella gradualità, mai nel contrasto netto. L’ombra, quindi, permette alla luce di manifestarsi perché è attraverso ciò che viene sottratto che l’occhio riconosce ciò che resta, e ne coglie la qualità.
C’è una dinamica visiva che attraversa l’intera mostra, quella di una commistione puntuale fra antico e nuovo. Il tempo, in queste opere, non si succede, si sovrappone. L’ombra non è soltanto un fenomeno ottico, ma quasi un’eco di ciò che resta del passato. Lo sguardo evita tanto la nostalgia compiaciuta quanto la cronaca fredda, e a tenerlo in equilibrio è un’ironia sottile: quella di chi guarda la città con affetto, ma senza reverenza, e ne coglie le convivenze improbabili, le incongruenze e le piccole stranezze. Accanto a questa arguzia, resta la cura quasi maniacale con cui ogni crepa, ogni stratificazione viene restituita, come si fa con ciò che si vuole trattenere prima che cambi ancora o svanisca. Nel tessuto urbano è quasi totale l’assenza della figura umana, colmata però da tracce continue della sua presenza. Nessuno compare esplicitamente, eppure le opere sono piene di indizi di chi è appena passato o sta per tornare: la città-teatro, allestita e in attesa. Ricorre, inoltre, come motivo compositivo, la soglia - finestre, archi, portali - che trasforma ogni disegno in un’immagine costruita sul limite fra dentro e fuori, fra visibile e nascosto, coerente con l’esperienza fisica del camminare nei caruggi, fatta di continue interruzioni e aperture improvvise. Anche le dimensioni contenute delle tavole rispondono a una scelta coerente, obbligando lo sguardo alla stessa prossimità fisica che il vicolo impone al corpo. Ciò che Danila Malatesta mette in scena, opera dopo opera, è l’atto stesso del vedere: un’operazione che la matita, per sua natura lenta e indiziaria, sa restituire, meglio di ogni altro mezzo, l’anima più autentica e nascosta di una città che si lascia scoprire solo a chi ha la pazienza di guardarla davvero.

ASCOLTARE IL COLORE, DIPINGERE IL SUONOmostra personale di Nevio Zanardia cura di Flavia Motolese e Mario NapoliS’inaugu...
23/10/2026

ASCOLTARE IL COLORE, DIPINGERE IL SUONO
mostra personale di Nevio Zanardi
a cura di Flavia Motolese e Mario Napoli

S’inaugura sabato 31 ottobre alle ore 17:00, nelle suggestive sale di Palazzo Stella a Genova, la mostra personale “Ascoltare il colore, dipingere il suono” di Nevio Zanardi, a cura di Flavia Motolese e Mario Napoli. La mostra resterà aperta fino al 14 novembre 2026 con orario dal martedì al sabato 15:00–19:00.

Violoncellista, direttore d’orchestra e docente, Nevio Zanardi ha affiancato alla lunga esperienza musicale un percorso pittorico originale, nel quale la sensibilità maturata attraverso lo studio e la pratica della musica trova una nuova forma espressiva. La sua ricerca si orienta verso una pittura che supera la rappresentazione tradizionale per esplorare le potenzialità del colore, del segno e della materia, dando vita a composizioni dinamiche, attraversate da contrasti, tensioni e improvvise aperture.

La mostra ripercorre le tappe principali di questo percorso, mettendo in luce il dialogo tra due linguaggi apparentemente distanti, ma accomunati dalla capacità di suscitare emozioni e costruire relazioni. Nelle opere di Zanardi il colore diventa ritmo, la pennellata si fa gesto musicale e la tela si trasforma in uno spazio di energia, equilibrio e libertà espressiva. Un ruolo significativo è affidato ai cicli ispirati ai grandi protagonisti della tradizione musicale, da Giuseppe Verdi a Niccolò Paganini, da Camillo Sivori a Gustav Mahler e Antonio Vivaldi. L’artista non intende illustrare le composizioni, ma tradurre le suggestioni dell’ascolto in un linguaggio visivo autonomo e personale. La musica diventa così una matrice interiore, capace di orientare la ricerca cromatica senza limitarne la libertà.

La formazione musicale emerge anche nella costruzione delle opere: alternanze, pause, sovrapposizioni e contrasti richiamano una precisa sensibilità compositiva. L'impulso creativo si accompagna al controllo formale, mentre la materia pittorica diventa strumento per evocare atmosfere, sensazioni e stati d’animo. Ne deriva una ricerca nella quale rigore e spontaneità convivono, aprendo nuove possibilità di interpretazione.
Con questa esposizione, SATURA Palazzo Stella conferma il proprio impegno nella valorizzazione di percorsi artistici capaci di mettere in relazione linguaggi e discipline. La cornice storica del palazzo genovese accoglie una ricerca che invita il pubblico a superare i confini abituali della percezione, riconoscendo nella pittura non soltanto un’esperienza visiva, ma anche una forma di ascolto interiore.

"Ascoltare il colore, dipingere il suono" diventa così un invito a scoprire la musica nascosta nelle immagini: una partitura visiva nella quale il segno suggerisce un ritmo, il colore acquista una voce e ogni opera si completa attraverso lo sguardo e la sensibilità di chi la osserva.

SATURA APRE LE PORTE ALLA CREAZIONE: NASCONO I NUOVI STUDI D’ARTISTA A PALAZZO STELLAA Genova l’arte non si limita più a...
22/10/2026

SATURA APRE LE PORTE ALLA CREAZIONE: NASCONO I NUOVI STUDI D’ARTISTA A PALAZZO STELLA

A Genova l’arte non si limita più a essere esposta: prende forma ogni giorno in uno spazio dedicato alla ricerca, al confronto e alla creatività contemporanea.

GENOVA – L’arte non si osserva soltanto: si crea, si sviluppa e si trasforma. È da questa visione che nasce il nuovo progetto di SATURA Palazzo Stella, che apre i propri ambienti alla realizzazione di studi d’artista, ampliando la propria vocazione culturale e trasformando uno dei principali spazi indipendenti dedicati all’arte contemporanea in Liguria anche in un luogo di produzione artistica.

L’iniziativa segna un’evoluzione significativa nel percorso di SATURA: accanto alle mostre, agli incontri e alle attività di promozione culturale, Palazzo Stella si prepara ad accogliere artisti interessati a sviluppare il proprio lavoro in un ambiente dinamico, stimolante e aperto al dialogo con il mondo dell’arte.
Non soltanto atelier, dunque, ma spazi in cui la ricerca individuale possa incontrare altre esperienze, generare nuove relazioni e trovare occasioni concrete di crescita. Lavorare a Palazzo Stella significa inserirsi in un contesto frequentato da artisti, critici, curatori, collezionisti e appassionati, dove il confronto quotidiano può diventare parte integrante del processo creativo.

L’obiettivo è favorire la nascita di una comunità artistica capace di mettere in relazione percorsi consolidati e nuove sperimentazioni, personalità affermate ed emergenti, linguaggi differenti e sensibilità contemporanee. Un luogo in cui la creatività non rimanga isolata nello spazio dello studio, ma possa dialogare con il sistema culturale e con il pubblico.

«Vogliamo che SATURA sia sempre più un luogo da vivere, non soltanto da visitare», è il principio che anima il progetto. «L’arte ha bisogno di spazi espositivi, ma anche di luoghi in cui possa nascere, essere sperimentata e svilupparsi attraverso il confronto. Aprire Palazzo Stella agli artisti significa investire nella produzione culturale, creare opportunità di incontro e rendere ancora più stretto il rapporto tra chi realizza le opere e chi le studia, le sostiene e le colleziona».

Dal 1994 SATURA promuove a Genova mostre, progetti e iniziative dedicate alla pluralità dei linguaggi artistici, contribuendo alla diffusione dell’arte contemporanea e alla scoperta di nuove personalità. Con i nuovi studi, questa esperienza si arricchisce di una dimensione ulteriore: non solo presentare i risultati della ricerca artistica, ma favorire le condizioni affinché quella ricerca possa svilupparsi.
L’apertura degli studi rappresenta quindi un passo verso un modello culturale in cui esposizione e produzione, visibilità e sperimentazione, individualità e confronto convivono all’interno di uno stesso luogo. Palazzo Stella rafforza così la propria identità di spazio aperto alla creatività, alle relazioni professionali e alla circolazione delle idee.
Il progetto si rivolge agli artisti interessati a condividere questo contesto e a sviluppare il proprio percorso all’interno della realtà di SATURA. Le informazioni sulle disponibilità, sulle modalità di accesso e sulle condizioni di partecipazione potranno essere richieste direttamente all’associazione.

Con questa iniziativa SATURA lancia un messaggio chiaro: sostenere l’arte contemporanea significa non soltanto dare visibilità alle opere, ma offrire agli artisti luoghi, relazioni e opportunità per continuare a creare.

L’ARTE NON SI OSSERVA SOLTANTO. SI CREA.

SATURA Palazzo Stella – Genova
Piazza Stella 5/1, Genova
www.satura.it

Informazioni e manifestazioni di interesse attraverso i canali ufficiali di SATURA Palazzo Stella.

17/10/2026
08/10/2026
Sabato 10 ottobre 2026 alle ore 17:00SATURA Palazzo Stella – visita guidata a Palazzo Stella e alle mostre in corso "LE ...
07/10/2026

Sabato 10 ottobre 2026 alle ore 17:00
SATURA Palazzo Stella – visita guidata a Palazzo Stella e alle mostre in corso

"LE MERAVIGLIE DI PALAZZO STELLA"
Evento in occasione della 22^ Giornata del Contemporaneo

Sabato 10 ottobre alle ore 17:00, in concomitanza con la 22^ Giornata del Contemporaneo indetta da AMACI, Palazzo Stella – tra i più grandi spazi espositivi indipendenti dedicati all’arte e alla cultura contemporanea in Liguria – apre al pubblico offrendo una speciale visita guidata ai suoi iconici spazi, immersi tra Medioevo, Rinascimento e gusto settecentesco per la decorazione.
Un’occasione unica anche per visitare le mostre in corso, e apprezzare la genialità puramente informale di Emilio Scanavino, protagonista della retrospettiva “Omaggio a Scanavino” a quarant’anni dalla sua scomparsa; così come la forte cultura figurativa dei “Testimoni Incarnati. L'umano come scelta” dipinti da Jervé, al secolo Gustavo Alberto Palumbo, artista italiano con base in Spagna, che basa la sua ricerca sul volto e sulla figura umana come strumenti filosofici e antropologici, con oltre sessanta opere raccolte per la prima volta in un'unica sede.
Oltre alle mostre temporanee, la visita prosegue con i progetti permanenti di SATURA: “La Galleria”, incentrato sul dialogo tra interpreti del Novecento e della contemporaneità, con nomi del calibro di Lucio Fontana, Agostino Bonalumi, Leoncillo; “Materia viva”, dedicato alla scultura contemporanea e “Wunderkammer”, dove opere di Plinio Mesciulam, Claudio Costa, Dario Bardinero e Anna Rocco si affiancano alle sculture di Piergiorgio Colombara, Lutz Brockhaus, Brunivo Buttarelli e della scuola di Arturo Martini.

Sabato 3 ottobre 2026 alle ore 17:00SATURA Palazzo Stella - inaugurazione"TESTIMONI INCARNATI. L’UMANO COME SCELTA"mostr...
01/10/2026

Sabato 3 ottobre 2026 alle ore 17:00
SATURA Palazzo Stella - inaugurazione

"TESTIMONI INCARNATI. L’UMANO COME SCELTA"
mostra di Jervé
a cura di Marina Sonzini e Mario Napoli

Nella lunghissima fase della sua storia — che potremmo chiamare l'infanzia della pittura — dipingere è stato un gesto scontato, nel senso che non esisteva altro soggetto generatore di immagini oltre all'essere umano. Oggi esiste, invece, un altro soggetto ontologicamente distinto: l'intelligenza artificiale generativa, che è in grado di produrre immagini con efficienza, velocità e quantità che nessun essere biologico potrà mai eguagliare. Questo cambia tutto. Non la pittura in sé — ma la consapevolezza profonda con cui la si pratica.
L'artista che dipinge oggi non può più farlo per inerzia inconsapevole. Ha il dovere di sapere che sta compiendo qualcosa di specificamente e significativamente umano, caricato in ogni singola azione del fardello della sua biologia, del suo tempo limitato, della sua mortalità. Questa consapevolezza trasforma ogni gesto pittorico in un atto deliberato. Non più scontato, ma necessario. A ben vedere umanamente identitario.
È in questo orizzonte che si colloca “Testimoni Incarnati. L’umano come scelta”, la più ampia antologica finora realizzata da Jervé — Gustavo Alberto Palumbo — artista italiano con base in Spagna, la cui ricerca si concentra sul volto e sulla figura umana come strumenti filosofici e antropologici. Oltre sessanta opere che coprono quarant'anni di attività — ritratti, allegorie, still life, vanitas, opere concettuali — raccolte per la prima volta in un'unica sede.
Laureatosi in Architettura al Politecnico di Milano nel 1987, Jervé porta nella pittura la disciplina compositiva e l'attenzione allo spazio proprie della formazione architettonica. Ma è il volto umano il territorio che ha sempre gravitato al centro della sua ricerca: non come oggetto di rappresentazione, ma come archivio senziente — il più antico che esista. Ogni individuo ne custodisce un frammento irripetibile, tassello insostituibile della coscienza collettiva. Il ritratto autentico, nella visione dell'artista, è lo specchio attraverso cui l'umanità riconosce sé stessa. E in questa fase storica riconoscere cosa è specificamente dell'Umano e cosa invece della Macchina rappresenta la chiave per direzionare il futuro, non solo dell'Arte ma della civiltà nel suo complesso.
Questa grande mostra arriva da SATURA, a Palazzo Stella a Genova, come coronamento di una serie di mostre, tra cui una bellissima personale nella Sala delle Pietre di Todi nel 2025 e l'esposizione del magnifico ritratto "immaginario" di Giulia Farnese a Viterbo, Padova e alla Biennale di Venezia.
In occasione di questa mostra genovese verranno esposte molte opere inedite, tra cui un magnifico ritratto di Giuseppe Miceli, che partecipò alla costruzione del Cretto di Gibellina. Per l'occasione, accanto al ritratto verrà esposto un raro esemplare del libro d'artista "Variazioni" di Burri (un esemplare del quale è custodito al MOMA), contenente uno dei suoi cretti bianchi.
Nelle settimane del Salone Nautico, il periodo più importante dell'anno per il capoluogo ligure, SATURA ancora una volta si supera e porta in città opere di livello internazionale per il collezionismo più raffinato.

Indirizzo

Genova

Orario di apertura

Martedì 09:30 - 13:00
15:00 - 19:00
Mercoledì 09:30 - 13:00
15:00 - 19:00
Giovedì 09:30 - 13:00
15:00 - 19:00
Venerdì 09:30 - 13:00
15:00 - 19:00
Sabato 15:00 - 19:00

Telefono

+390102468284

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