16/05/2022
, , , , , , , : dopo l'offerta culturale dell'ultimo fine settimana che ha visto Genova protagonista con i , con la e con il giro delle di San Pier d'Arena e Cornigliano - oltre a numerosi altri eventi che non abbiamo citato - anche noi siamo rimasti profondamente stupiti da quanta storia, bellezza e curiosità nasconda la nostra città e da quanto sia in attesa di essere ancor più valorizzato e conosciuto.
A volte, varcando un portone abitualmente chiuso, si entra in un mondo dove , , , e si intrecciano, in un legame il cui filo conduttore è la storia stessa della città, del suo sviluppo, della sua identità.
E' questa la sensazione che ci ha pervaso varcando la soglia di , di proprietà privata, che dopo tanti anni è tornata ad essere visitabile: i Crosa, a differenza dei Grimaldi, degli Imperiale, dei Doria e dei Lercari, non erano una famiglia nobile, ma di grande tradizione e abilità mercantile; originari di Murta, un ramo della famiglia si stabilì a Sampierdarena alla fine del XV secolo dove prosperò nel XVI e XVII secolo, principalmente con la produzione ed il commercio della .
Fecero costruire la villa alla fine del '500, come residenza di villeggiatura balneare, con un giardino di dimensioni più ridotte rispetto alle ville di stampo alessiano dell'area circostante. Questa residenza, a differenza delle più celebri ville di San Pier d'Arena, non raggiungeva il mare perché si arrestava davanti al muro di cinta della proprietà dei Cambiaso, all'incirca dove ora è presente la linea ferroviaria.
La storia ci racconta che nel 1936 la villa venne acquistata dalla Società “Fratelli Diana S.p.A.” e destinata ad uffici, magazzini e laboratori dell’omonimo e contiguo stabilimento industriale conserviero; erano imprenditori che possedevano stabilimenti per la lavorazione della latta, delle conserve olearie e della cottura del tonno a vapore e trasformarono il piano terreno della villa in magazzini, uffici, laboratori e rivendita, sia all'ingrosso che al minuto.
A partire dal 1980 si sono susseguiti diversi passaggi di proprietà, fusioni ed anche fallimenti, la cessione allo I.A.C.P. (oggi A.R.T.E.) - cui è seguito un lento ed inesorabile abbandono - fino all'aquisto, nel 1999, da parte dell’ “Opera Pia Conservatorio Fieschi”, ente legalmente riconosciuto e tuttora proprietario del bene, che ha provveduto al recupero e ad un accurato intervento di .
, , , : un gioco di rimandi che possiamo sintetizzare in questa foto, dove da uno dei saloni del piano nobile si può osservare il loggiato, chiuso da finestroni e che, sul lato est, con un senso di continuità figurativo-architettonica, rimanda ad un finto loggiato che si protrae in prospettiva quasi all'infinito.
L' della Genova ancora da scoprire.
A questo linkhttps://architettura.unige.it/e-books/civiche/fonte002/Album07.pdf un album sulla storia degli stabilimenti delle conserve alimentari della "Massardo Diana & C.".
Bibliografia: A. Mancuso, "70 ville antiche a san Pier d'Arena - 7 itinerari per ammirare i palazzi esistenti e scopiire le tracce di quelli demoliti o trasformati", Genova, 2012; "Villa Crosa Diana a Genova Sampierdarena - Un restauro post-industriale", a cura di Gianni Bozzo, scaricabile a questo link https://bit.ly/3yDsl78.
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