22/05/2026
LUNEDI’ 25 MAGGIO 2026, ORE 15.30
1726-2026: trecento anni di Gulliver
Convegno di Studi
a cura di Giuseppe Sertoli, Accademico
Interventi di
PINO BOERO, Accademico
Con Gulliver: bambini “viaggiatori”
CARLO PAGETTI, Università di Milano
Gulliver tra distopia e fantascienza
FLAVIO GREGORI, Università Ca’ Foscari
Le mappe di Gulliver.
Vuoti, finzioni e messinscena della verità
GIUSEPPE SERTOLI, Accademico
Un gioco di specchi:
maschere e trappole nei Viaggi di Gulliver
Pino Boero
Accademico. Già Preside della ex-Facoltà di Scienze della Formazione e Assessore alla Scuola del Comune di Genova, è autore di numerosi studi sulla cultura italiana fra Otto e Novecento e, più in particolare, sulla letteratura per l’infanzia (La letteratura per l’infanzia, 1995 e 2009) e sull’opera di Gianni Rodari (1992 e 2010).
Carlo Pagetti
Già ordinario di Letteratura inglese nelle università di Pescara, Torino e Milano, si è occupato prevalentemente di narrativa ottocentesca e di storia della fantascienza (il suo volume Il senso del futuro. La fantascienza nella letteratura americana, 1970, sdoganò la fantascienza a livello accademico), ma è anche autore di un ampio e documentato volume sulla fortuna di Swift in Italia (1971).
Flavio Gregori
Ordinario di Letteratura inglese all’università Ca’ Foscari, Venezia. Studioso di cultura settecentesca e in particolare dell’opera di Pope e Sterne, a questi due autori ha dedicato numerosi volumi e saggi, fra i quali basta ricordare La dissoluzione dell'epica neoclassica e le traduzioni omeriche di Alexander Pope (1998), Il wit nel Tristram Shandy. Totalità e dialogo (1987) e l’imponente edizione commentata del Tristram Shandy uscita nei “Meridiani” della Mondadori nel 2016.
Giuseppe Sertoli
Accademico, ha insegnato Letteratura inglese nelle università di Perugia, Palermo e Genova. Si è occupato in prevalenza di cultura settecentesca (I due Robinson e altri saggi sulla letteratura inglese del Settecento, 2013) e della narrativa di fine Ottocento-inizio Novecento, con particolare riguardo all’opera di Joseph Conrad.