04/11/2024
Il 15 novembre si terrà il nostro spettacolo/concerto che vedrà incontrarsi il Cantico delle Creature con le Variazioni Goldberg. Grazie al fondamentale contributo attoriale di Alessio Rocco, arricchito di vari testi oltre a quello di Francesco d’Assisi, parole antiche e nuove si intrecceranno alla musica di Bach, nella versione per trio d’archi di Dmitri Sitkovetsky.
Un cantico è un testo lirico solenne, per lo più di lode a Dio ma non solo: se ne trovano molti esempi nella Bibbia (come il Cantico dei Cantici, l’inno all’amore di Paolo di Tarso, il cantico dei tre giovani nella fornace) ma anche nella letteratura non sacra (“Altra poesia dei doni” di Jorge Luis Borges, “Litania” di Giorgio Caproni, “Bello mondo” di Mariangela Gualtieri…). Quello che accomuna cantici sacri e profani forse è il legame più o meno esplicito con la musica e con l’atto di indicare.
Fin dall’antichità classica, infatti, il cantico (dal latino “canticum”, der. “cantare”) era la parte lirica, con accompagnamento musicale, dei drammi teatrali, contrapposta al puro dialogo. Il verbo “indicare” invece letteralmente significa “mostrare col dito, con un cenno qualsiasi, o con parole”. Si indica per veicolare l'attenzione su qualcosa o su di sé, per mostrare una via, per trasmettere un'informazione, per elencare degli elementi, per porsi in una posizione imperiosa, per giudicare, persino per chiamare alle armi. Il dito indice di Dio, iconicamente raffigurato da Michelangelo nella “Creazione di Adamo”, nel Cattolicesimo viene fatto equivalere al soffio vitale dello Spirito Santo. Quello che spesso fanno tutte le arti – e i cantici, in particolare – forse è la stessa cosa per cui si viene rimproverati da bambini: segnare con il dito, ma per meravigliarsi.
I cantici sono indici di stupore (e gratitudine) verso il mondo, ricamati di musica.
Le Variazioni Goldberg BWV 988, che verranno accostate al Cantico delle Creature, sono un’architettura musicale di straordinaria complessità, costruita su un flusso continuo che ricorda lo scorrere di un fiume eterno. Dal soffio vitale dell’Aria – estatica e contemplativa – sgorga con inventiva inarrestabile un ciclo di trenta variazioni, che poi ritorna al canto iniziale, in un andamento circolare che può richiamare anche Dio, la natura, l’amore eterno.
Speriamo di potervi accogliere numerosi!