“Epicicli” è un progetto che nasce da un’idea di Giancarlo Bella, Tiziana Guarneri e Cinzia Maccagnano con l’obiettivo di creare uno spazio-tempo per ritrovarsi all’insegna di un Teatro di qualità che miri a fornire sempre nuovi stimoli al proprio Pubblico e a se stessi in un processo in continua crescita che apra nuove prospettive e orizzonti, come in una spirale logaritmica, spira mirabilis.
“Ep
icicli” non è solo una rassegna teatrale: “Epicicli” vuole essere un progetto destinato alla nostra città per rievocare ciclicamente e, qualora ce ne fosse bisogno, risvegliare quella voglia di crescita culturale e aggregazione sociale pulita di cui molti sentono l’esigenza. Epicicli non è mera evasione, non è puro intrattenimento, Epicicli è un incontrarsi, un guardarsi negli occhi per dare voce al nostro tempo nel nome di un’Arte “il cui fine fu ed è alle origini, come oggi, di reggere, per così dire, lo specchio alla natura; mostrare alla virtù le sue fattezze, alla vergogna il suo stesso volto, e l’età vera e l’aspetto del tempo, le sue forme e i suoi problemi.” (Shakespeare “Amleto” – Atto III – Scena Seconda)
“Epicicli” è un viaggio nel tempo e nello spazio alla riscoperta dell’intima essenza dell’Uomo.
È un andare che ha in sé il ritorno, in un’orbita che viaggia nello spazio e che, ad ogni giro, ci fa riscoprire diversi, più consapevoli. Come nelle “Città invisibili” di Calvino in cui “per non soffrire ne l’inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme” abbiamo due modi: “Il primo riesce facile a molti: accettare l’inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all’inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio”. Nei nostri Epicicli, nel nostro muoverci attorno al Deferente vogliamo avere la pretesa di voler cercare, insieme al nostro pubblico, chi e cosa, in mezzo all’inferno in cui viviamo, non lo è e cercare di dare uno spazio e un tempo a questo “non inferno”.
È un progetto ambizioso che vuole essere radicato nel nostro territorio, che vuole dare voce ai nostri sogni e alle nostre idee. In un territorio come il nostro, ricco di potenzialità e creatività, si vuole dare spazio anche all’espressione di artisti che, in questa nostra Terra così martoriata, vi sono nati o vi hanno vissuto e la conoscono e ne sanno parlare. Come nell’apparente moto retrogrado dei pianeti, ci piace poter rivedere la nostra storia attraverso gli occhi di chi ne ha gli strumenti per poterla reinterpretare.