Troppo a lungo il territorio gassinese ha vissuto un abbandono culturale, determinato dalla vicinanza alla grande città e all’identificazione, suo malgrado, in paese dormitorio. Con frequenza, molti cittadini, specie fra i giovani, appena possibile attuavano un salto “qualitativo” trasferendosi in città. Nell’ultimo decennio si è avuta un’inversione di tendenza, che ha portato giovani coppie a scegliere questo territorio come nuovo luogo di residenza. Allora, in Gassino erano sorte tre sale cinematografiche, delle quali una (il Cinema Italia) adibita anche a sala teatrale. Il Cinema Italia fu l’ultima a cessare la propria attività a metà degli anni ’80. La stagione “Un’Italia in provincia” vuole omaggiare quest’ultimo luogo di cultura del paese, inserendo all’interno del titolo il richiamo all’Italia, e creare un’ideale continuità con il passato. La provincia è stata, e a volte ancora oggi è, sinonimo di arretratezza e di chiusura mentale. Porteremo in provincia, quindi, spettacoli di respiro nazionale, con l’obbiettivo di sprovincializzare la provincia. La matrice che genera la parola “cultura” è un verbo latino, còlere, che significa innanzitutto coltivare, anche nel senso figurato di avere cura, trattare con attenzione o con riguardo, quindi onorare; per estensione, già che per coltivare bisogna stare in un luogo e perciò avere una qualche forma di stanzialità, significa anche abitare. La cultura nasce quindi curando e abitando un luogo, ove questo sia poco importa, forse, addirittura, trovarsi in provincia, in un piccolo paese ci aiuta ad avere un’identità forte. Questo ci ha portato ad ideare “Un’Italia in provincia”. Tommaso Massimo Rotella - Silvia Gatti
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