09/07/2024
Oggi ho incontrato un filosofo e le sue riflessioni.
Passavo in auto sopra il ponte di un paesello e ho notato un signore che a occhio poteva avere 60 anni, con le mani appoggiate sul parapetto del ponte.. mi era sembrata una situazione sospetta così mi son fermato e gli sono andato vicino per capire se era tutto a posto..
“Tutto bene ?”
Qualche secondo ancora con lo sguardo nel vuoto, poi staccando una mano si volta verso me.
“Ho sempre odiato la storia
Da quando ero piccolo l’ho sempre considerata una cosa inutile
Crescendo ci ho trovato un po’ di curiosità in essa
Poi ho capito il potere che si porta dentro
La storia insegna ma va considerata per motivare le nostre esperienze
Per capire in senso metaforico nove abbiamo iniziato e cosa abbiamo fatto e dove stiamo andando fino a considerarne il senso magari.
Oggi come mai la responsabilità del nostro futuro è delle classi dirigenti che continuano a valutare il nostro futuro del prossimo futuro! Nel futuro immediato.
Ma cosa succede dopo? Qua l’è il lascito?
Siamo in serio pericolo sul fronte del sostentamento.
La formazione è improntata per la maggior parte sulle tecnologie informatiche e digitali.
Ma nessuno si preoccupa di fare, costruire..
Le grosse aziende produttrici si basano sempre di più sulla robotica per l’auto azione della produzione.
Ma chi le costruirà in futuro quando anche gli intimi ingegneri meccanici che lavorano nonostante la pensione smetteranno di esistere?..
chi le terrà in funzione le macchine a cui tanto ci affidiamo?
Nel business ogni cosa punta a un rapido guadagno e i dati parlano di aziende bloccate perché la catena di produzione ha avuto un problema tecnico e di tecnici per risolvere il problema non c’è n’erano.
Storicamente ci siamo evoluti per migliorare la nostra vita.
Quando è stato che l’evoluzione è diventata regressione ?
Abbiamo normative che ci impongono di rispettare un codice ma non di capirne il significato.
Abbiamo un sistema d’istruzione che ci mantiene nella media per non rischiare di creare disuguaglianze tra gli uomini.
Abbiamo tecnologie cellulari tipo smartphone, orologi, tablet nei quali sono contenute applicazioni virtuali sempre più per incapaci.
Applicazioni che sostituiscono la percezione della realtà con una comoda e malata realtà virtuale che crea sempre più dipendenza.
Quando .. le norme di sicurezza dovrebbero fermarsi là dove la restrizione collettiva impedisce ad altri di essere liberi.
Quando le agevolazioni per chi non può iniziano a creare problemi a chi può.
Quando la regola, impedisce di capire dove sia il reale pericolo e di conseguenza non è più un insegnamento evolutivo ma una costrizione passiva che mantiene l’individuo in uno stato di incoscienza.
Quando lo smartphone ci inchioda allo schermo e in una tavola conviviale nessuno parla e nessuno stacca lo sguardo dallo schermino.
Quando anche a teatro non ti rendi conto che guardi il palco dal telefonino e hai pagato per uno spettacolo dal vivo.
Tutto questo non ci darà nessun futuro!
Ecco la denuncia.
Qual è la soluzione ?
Non possiamo cambiare gli obiettivi dei potenti che manovrano le leve della società, ma possiamo insegnare ai nostri figli l’uso del cervello tenendoli più lontano dalle droghe mediatiche e insegnando loro che la tecnologia dev’essere uno strumento non un gioco.
Diffidando dalle linee guida per la collettività e imparando a capire il perché è stata creata.
Guardando il mondo è quello che succede e intuendo se una cosa è bene o male, cercando sempre di capire se è dov’è il pericolo. Cercando di avere rispetto per quello che abbiamo costruito e pretendendo il rispetto per aver usato la testa e aver cercato di capire”
Poi ha ripreso a guardare l’orizzonte.