Salento e sono contento

Salento e sono contento ..la terra più bella che c'è.. twitter:

Buongiorno Salento!💚❤️
03/04/2026

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Scopri Lecce visita: l'arte, la cultura e i trasporti per esplorare il Salento facilmente.

❤️💚☘️
01/03/2026

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Riconciliarsi. 🤩

Il tramonto di oggi..Buona serata Salento! 💚❤️
01/03/2026

Il tramonto di oggi..
Buona serata Salento! 💚❤️




Buona serata Salento! ❤️💚
23/02/2026

Buona serata Salento! ❤️💚

Don Rico - Friselle e Banana - Social Club RiddimProd. by Pablo Morelove for Morelove Music Listen & Download now:Itunes: https://goo.gl/8aTbC4Spotify: https...

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02/01/2026

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Il Salento si racconta anche attraverso i suoi dolci simbolo, e il pasticciotto è molto più di una semplice colazione: è un rito quotidiano, una pausa identitaria, un gesto di appartenenza. Frolla fragrante, cuore caldo di crema e infinite interpretazioni che, senza tradire la tradizione, ne ampliano il racconto.

Da questa consapevolezza nasce una mappa ragionata dei pasticciotti salentini: un itinerario goloso che attraversa paesi, laboratori artigianali e visioni diverse dello stesso dolce. Non una classifica, né una guida definitiva, ma uno strumento utile per orientarsi tra indirizzi che lavorano con serietà, tecnica e rispetto della materia prima, affiancando alla versione classica varianti riuscite e mai banali.

Ci sono pasticciotti dalla cupola bassa e dorata, altri più scuri e croccanti; versioni con frolla sottile o più rustica, ripieni che spaziano dalla crema al limone alla cotognata, dal cioccolato fondente alle amarene, fino a interpretazioni vegane o mini formati, talvolta anche salati. Ogni laboratorio racconta un’idea precisa di artigianalità, spesso legata alla storia del territorio e a un pubblico che, nel tempo, ha imparato a riconoscerne la qualità.

Questa mappa non nasce con l’ambizione della critica gastronomica, ma con uno spirito divulgativo e concreto: valorizzare il tempo libero di chi viaggia, di chi vive il Salento ogni giorno o di chi cerca semplicemente una “coccola” fatta come si deve. Segnalare luoghi affidabili, autentici, dove il pasticciotto resta un prodotto vivo e non un souvenir senz’anima.

Il racconto, però, non è mai chiuso. Il territorio evolve, i laboratori crescono, nuove idee prendono forma nei forni e nei banconi. Per questo il confronto è parte essenziale del percorso: se conoscete altri indirizzi che meritano attenzione, condivideteli. Salvate questa mappa, usatela, mettetela alla prova. Il pasticciotto, dopotutto, dà il meglio di sé quando è appena sfornato… e raccontato bene.

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23/12/2025

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✍️ 𝐝𝐢 𝐌𝐚𝐫𝐢𝐬𝐚 𝐈𝐧𝐠𝐫𝐨𝐬𝐬𝐨
Roca Vecchia, che per i turisti è l’incantevole piscina naturale di Grotta della Poesia, lungo la SP366 tra Lecce a Otranto, per gli scienziati è la “foto” tridimensionale di un assedio che risale all’Età del Bronzo e che, tra gli altri reperti, ha restituito quello che è considerato il più cospicuo campione di vittime di guerra insepolte.

Ora, per la prima volta, è stato estratto e studiato il Dna di quei corpi e gli scienziati ritengono di aver scoperto che, 3.500 anni fa, mescolati ai pugliesi indigeni c’erano i “figli di Zeus”, i minoici. Questa popolazione, che abitava l’attuale Creta, deve il suo nome al re Minosse, mitologico figlio di Zeus e di Europa che in vita avrebbe creato il Labirinto di Dedalo e legato la sua leggenda alla figura del Minotauro e che, quando morì, divenne il giudice dei morti nell’Ade.

Roca fu messa a ferro e fuoco tra la fine del XV secolo a.C. e l’inizio del XIV. Di quella mattanza oggi abbiamo i resti di 7 abitanti del luogo, che si nascosero nelle mura della fortezza, e di altri 2 (che ancora non si sa se fossero tra quanti attaccarono quel lembo di Puglia o fra chi lo difese) che furono rinvenuti sotto le rovine della porta principale.

Spiega il prof. Francesco Montinaro, associato del dipartimento di Bioscienze, Biotecnologie e Ambiente dell’Università di Bari: «Abbiamo studiato i 7 corpi ritrovati successivamente al crollo della postierla C, un vano che si trova ai lati delle porte, nelle fortificazioni. Si tratta di persone che rimasero intrappolate lì dal crollo seguito all’attacco, per altro condotto da una popolazione ancora non ben definita».

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20/11/2025

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Nel cuore del Salento c’è un borgo in cui gli scarti di cucina tornano a essere terra fertile.
Qui, a Melpignano in provincia di Lecce, la gestione dei rifiuti organici è diventata una storia di comunità.

In questo piccolo centro italiano è stato installato il primo impianto di compostaggio di comunità con il sistema della lombricoltura.
L’impianto è pensato per raccogliere gli scarti alimentari dei residenti e delle attività locali e trasformarli in una risorsa.

Ogni bucce di frutta, avanzi e residui di cucina seguono un percorso ben preciso.
Entrano in un impianto dove l’azione dei lombrichi trasforma gradualmente i rifiuti in un compost di altissima qualità.

Il risultato è un fertilizzante naturale, frutto di un processo che resta interamente all’interno del borgo.
Questo permette di eliminare la necessità di trasportare i rifiuti organici verso impianti lontani.

Non dover più caricare i rifiuti su camion riduce in modo netto i costi della raccolta.
Si riducono anche le spese legate all’intero ciclo dei rifiuti, perché una parte del problema diventa soluzione locale.

Ma il vantaggio non è solo economico.
Con questo sistema si limita anche la produzione di metano e di anidride carbonica tipiche delle discariche tradizionali.

Il compost che esce dall’impianto è biologico e viene distribuito gratuitamente agli agricoltori del territorio.
Così i campi della zona ricevono un fertilizzante che migliora la fertilità del terreno senza ricorrere a prodotti esterni.

La circolarità è completa perché ognuno partecipa con pochi gesti quotidiani.
Ogni abitante che separa correttamente gli scarti alimentari contribuisce direttamente alla qualità dei suoli agricoli del borgo.

Questa scelta rende i cittadini protagonisti di un ciclo che parte dalla cucina e ritorna nei campi.
Nel mezzo c’è un impianto che integra tecnologia semplice e azione dei lombrichi.

L’impianto ha anche una chiara funzione educativa.
Scuole e associazioni vengono coinvolte per raccontare come i rifiuti possano diventare risorsa.

I bambini imparano cosa significa biodiversità del suolo osservando in pratica il lavoro dei lombrichi.
Scoprono che ciò che spesso viene considerato un problema può trasformarsi in ricchezza per l’ambiente.

In questo modo la gestione dei rifiuti diventa anche un’occasione di formazione per le nuove generazioni.
Il borgo lega la quotidianità delle famiglie a concetti come economia circolare e cura del territorio.

Il modello messo a punto a Melpignano non è rimasto confinato nel Salento.
È stato studiato e adottato da altri paesi europei interessati a soluzioni di economia circolare su scala comunitaria.

Melpignano è così diventato un esempio internazionale di come un piccolo centro possa organizzare diversamente il proprio ciclo dei rifiuti.
L’esperienza dimostra che una dimensione ridotta può essere un punto di forza per sperimentare pratiche innovative.

Questa storia mostra come un piccolo borgo possa diventare l’epicentro di una vera trasformazione ambientale e sociale.
Da qui emerge un modello replicabile, in cui la partecipazione condivisa è la risorsa principale e continua nel tempo.

💁‍♂️ Quel che non sapevi, in breve
👉 A Melpignano i rifiuti organici diventano compost grazie alla lombricoltura di comunità
👉 Il sistema riduce trasporti, costi di gestione e emissioni tipiche delle discariche
👉 Il compost viene distribuito gratuitamente agli agricoltori locali e migliora i suoli
👉 Scuole e associazioni usano l’impianto come strumento educativo sulla biodiversità del suolo
👉 Il modello è stato studiato in Europa e mostra come un piccolo borgo possa guidare una rivoluzione ambientale e sociale

Buon pomeriggio Salento! 💚
09/11/2025

Buon pomeriggio Salento! 💚

Gli stracci diventano pietra nella Grotta Zinzulusa. Questa grotta si trova lungo la costa alta e frastagliata vicino a Castro, nel cuore del Salento adriatico.

Secondo la leggenda popolare, un tempo visse qui un barone crudele e avaro che costringeva sua figlia a indossare abiti laceri, nonostante la ricchezza familiare. La bambina cresceva triste, circondata solo da rocce e mare.

Un giorno, una fata buona apparve improvvisamente e donò alla bambina un vestito nuovo e splendente. Gli stracci vecchi, chiamati in dialetto "zinzuli", furono strappati dal vento e trasportati nella grotta.

Lì, quei brandelli di stoffa si pietrificarono lentamente nel corso dei secoli, trasformandosi in stalattiti e stalagmiti calcaree. Queste formazioni ricordano drappi o vestiti appesi.

Oggi si può ancora ammirare all'interno della grotta un piccolo lago chiamato Cocito. La sua origine leggendaria è legata alla punizione del barone, gettato negli abissi.

Questa storia trasmette un messaggio chiaro: dalla sofferenza causata dall'avarizia può nascere una trasformazione. La natura, con il suo lento ma inesorabile processo, ha trasformato il dolore in una bellezza duratura.

Così, la Grotta Zinzulusa rimane un patrimonio unico del Salento, dove mito e realtà si fondono in un racconto che invita alla riflessione.

💁‍♂️ Quel che non sapevi, in breve
👉 Il nome "Zinzulusa" deriva da "zinzuli", stracci in dialetto salentino
👉 La leggenda racconta di una bambina vestita di stracci per volontà di un barone avaro
👉 La fata buona trasforma gli stracci in stalattiti e stalagmiti calcari
👉 Nella grotta si trova il lago Cocito, nato dalla punizione del barone
👉 La storia rappresenta un messaggio di riscatto e trasformazione dalla sofferenza

Buon pomeriggio Salento! 💚❤️
30/10/2025

Buon pomeriggio Salento! 💚❤️

La piccola spiaggia del porticciolo di Torre Vado (Morciano di Leuca), solitamente tranquilla e silenziosa, è stata “invasa” da decine di cuoricini disegnati sulla sabbia....

Indirizzo

Strade Del Salento
Gallipoli
73014

Sito Web

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