EPICA Villa Artemide

EPICA Villa Artemide Mostra EPICA: Esposizione Permanente Internazionale del Coltello d'Arte. Centro culturale TESEIDE:

🔹Sabato 14 dicembre📍a EPICA Villa Artemide • ORE 17:30 🌀 con l’appassionato dantista PIETRO BORRARO, un viaggio indietro...
11/12/2024

🔹Sabato 14 dicembre📍a EPICA Villa Artemide • ORE 17:30

🌀 con l’appassionato dantista PIETRO BORRARO, un viaggio indietro nel tempo ripercorrendo la vita del più grande letterato fiorentino di tutti i tempi, padre della lingua e della letteratura italiane.

💚 Scopriremo non solo la vita del Sommo Poeta, ma anche quella del nonno Pietro Borraro, intellettuale, direttore di biblioteche, giornalista, letterato, meridionalista, conferenziere, promotore culturale.

🔹A OGGI POMERIGGIO!
16/11/2024

🔹A OGGI POMERIGGIO!

🔹Rinviato a 🗓️ sabato 16 novembre, ore 17:30, l’incontro di filosofia📍a EPICA Villa Artemide con la prof.ssa Patrizia Berchicci sullo Stoicismo applicato alla contemporaneità;

di quanto il Cristianesimo abbia ereditato e mescolato con la grande dottrina di Zenone, Seneca, Plinio il Vecchio, Marco Aurelio;

di come effettivamente parlare di e con filosofia sia la massima forma di civiltà e di democrazia.

🔹Rinviato a 🗓️ sabato 16 novembre, ore 17:30, l’incontro di filosofia📍a EPICA Villa Artemide con la prof.ssa Patrizia Be...
07/11/2024

🔹Rinviato a 🗓️ sabato 16 novembre, ore 17:30, l’incontro di filosofia📍a EPICA Villa Artemide con la prof.ssa Patrizia Berchicci sullo Stoicismo applicato alla contemporaneità;

di quanto il Cristianesimo abbia ereditato e mescolato con la grande dottrina di Zenone, Seneca, Plinio il Vecchio, Marco Aurelio;

di come effettivamente parlare di e con filosofia sia la massima forma di civiltà e di democrazia.

07/11/2024

Scrive il giornalista Giuseppe Rapuano:

LEZIONE DI DEMOCRAZIA CON IL PROFESSORE ENZO DI NUOSCIO... che tutti noi presenti a Epica Villa Artemide (Frosolone)
abbiamo potuto fare nostra sabato 2 novembre 2024.
Grecia, Umberto Eco, il politologo Giovanni Sartori con i suoi pensieri, i compromessi, la massa, il popolo, i diritti e tanti collegamenti al passato e al presente estesi dal professore ordinario di Filosofia della scienza all'Università del Molise e docente di Metodologia delle Scienze sociali
alla Luiss di Roma.
Si è trattato di geni invisibili della democrazia e della cultura umanistica come presidio di libertà.
Introdotto dalla direttrice artistica di Epica, Fatima Fraraccio, Di Nuoscio ci ha passato l'idea che la democrazia e tutti noi ci troviamo in una sorta di Purgatorio; possiamo scivolare solamente verso l'Inferno; da escludere una ascesa verso il Paradiso.

L'avvertimento, arrivato chiaro a tutti noi in sala, è stato proprio quello di curarla, la nostra democrazia, di proteggerla e di essere molto attenti, perché in un attimo si può passare a regimi diversi e durissimi. Talvolta le vicende della storia accadono in modo molto veloce e imprevedibile.

La cosa più importante per il professore è quella di essere colti, mostrarsi preparati e formati; studiare e aggiornarsi sempre, leggere, impreziosirsi di opinioni proprie.
Diciamo che tutto può succedere, e poiché ne siamo consapevoli - visti i tempi che corrono - dobbiamo preservarla, questa NOSTRA DEMOCRAZIA.

📍Sabato 2 novembre a EPICA Villa Artemide 📍il fondamentale incontro con *Enzo Di Nuoscio*, professore ordinario di Filos...
02/11/2024

📍Sabato 2 novembre a EPICA Villa Artemide 📍
il fondamentale incontro con *Enzo Di Nuoscio*, professore ordinario di Filosofia della scienza all’Università del Molise e docente di Metodologia delle scienze sociali alla LUISS di Roma, per parlare de “I GENI INVISIBILI DELLA DEMOCRAZIA. La cultura umanistica come presidio di libertà”.

Vincitore della 10ª edizione del Premio Nazionale di Divulgazione Scientifica 2022 - Giancarlo Dosi e del riconoscimento nella sezione “Scienze dell’uomo, storiche e letterarie”, Di Nuoscio ci illuminerà su quanto investire nella formazione umanistica significhi proteggere la democrazia a rischio da vecchi e nuovi nemici.

⚜️*Si consiglia vivamente la partecipazione*.

29/09/2024

🔹GIANCARLO CIVERRA, fumettista e restauratore di origine oratinese, ha introdotto il suo “L’incanto delle Mainarde” nella cornice di EPICA Villa Artemide.
Protagonisti del seminario Marcello Scarano, il Volturno, le Mainarde, Moulin, il suo “zampognaro” e, su tutti, l’arte del fumetto come mezzo educativo e divulgativo.

🔹Questo sabato con noi a EPICA Villa Artemide il famoso fumettista restauratore campobassano GIANCARLO CIVERRA, tra gli ...
25/09/2024

🔹Questo sabato con noi a EPICA Villa Artemide
il famoso fumettista restauratore campobassano GIANCARLO CIVERRA, tra gli iniziatori di Poietikà.

Guidandoci attraverso un unico racconto per immagine, ci parlerà dell’incanto delle Mainarde, sia come luogo fortemente radicato sulla cultura contadina e pastorale (vedi il celeberrimo rito del cervo e gli zampognari) che come fonte di ispirazione per artisti visivi come Charles Moulin e Marcello Scarano;
del Volturno, fiume Sacro;
dell’abbazia di castel san Vincenzo;
di Monte Marrone e delle escursioni nelle secolari faggete.

🔹Si riparte con il programma di TESEIDE da sabato 14 settembre. Il tema sentitissimo in questi mesi della raccolta firme...
09/09/2024

🔹Si riparte con il programma di TESEIDE da sabato 14 settembre. Il tema sentitissimo in questi mesi della raccolta firme per l’accorpamento della provincia di Isernia, e quindi Frosolone, all’Abruzzo aprirebbe la strada al Referendum.
Capiamone di più insieme ai protagonisti del comitato “Filippo Salvatore”, promotore diretto della proposta.

08/08/2024
✍🏼 Grande attesa per l’evento nazionale di •LAM’ARTE 2024• del 12-13 agosto giunto alla sua 4ª edizione con la firma di ...
27/07/2024

✍🏼 Grande attesa per l’evento nazionale di •LAM’ARTE 2024• del 12-13 agosto giunto alla sua 4ª edizione con la firma di PRAGMA, l’associazione di promozione culturale sotto la presidenza dell’imprenditore Mimmo Fraraccio di Frosolone (IS), che quest’anno collabora insieme al comune di Castropignano (CB) nella splendida location del trecentesco Castello d’Evoli.

60 artisti coltellinai da tutta Italia e dall’estero onoreranno la mostra-mercato in questa “edizione dell’unione tra paesi”, una collaborazione fortemente voluta dal suo ideatore e realizzata per la prima volta dalla nascita storica della manifestazione. La bellezza del mondo archetipico dei coltelli elevato a livello artistico sarà a disposizione di appassionati, collezionisti, neofiti del settore, curiosi e scettici.

Come ormai nella sua cifra stilistica, Lam’Arte 2024 offrirà un ricco programma di eventi culturali e musicali anche a corredo dell’altro grande protagonista delle due giornate, •GUST’ARTE 2024•, la Mostra Mercato delle Eccellenze Enogastronomiche Molisane.

Lunedì 12 agosto alle ore 17 il seminario dell’architetto FRANCO VALENTE, presidente della sezione molisana dell’Istituto Nazionale dei Castelli, porterà in luce il legame storico tra Frosolone e Castropignano.
Verrà seguito alle ore 18 dal concerto per chitarra di un colosso del panorama musicale molisano, il Mº ROBERTO BARONE, cultore del genio poetico di Eugenio Cirese, cittadino di Castropignano dal 1910.

Direttamente dall’Antartide invece la ricercatrice dell’Università del Texas ENRICA QUARTINI, figlia del Maestro dell’acciaio damascato Dario Quartini, che martedì 13 alle ore 11:30 affronterà il bellissimo e purtroppo gravoso tema del Maglio medievale di Brescia, collegato a una raccolta fondi per i danni subìti con l’alluvione degli ultimi mesi.

🟢 •LAM’ARTE 2024• SARÀ APERTA LUNEDÌ 12 E MARTEDÌ 13 AGOSTO DALLE 10 ALLE 13 E DALLE 15:30 ALLE 19

26/07/2024

IL TERREMOTO DI SANT’ANNA (26 luglio 1805)

La scossa sismica si ebbe il 26 luglio 1805 ed è passato alla storia col nome di terremoto di Sant’Anna. Il Baratta scrive che gran parte dei morti potevano essere risparmiati, se gli abitanti avessero prestato attenzione ad alcuni fenomeni precursori, avvenuti sia il giorno 25, sia nelle prime ore del 26 luglio. Questi fenomeni consistevano in boati, rombi e fughe di gas incendiato, provenienti dal sottoterra del Matese. Al riguardo scrive uno dei più grandi studiosi di terremoti

“... fu sentita qualche scossa... tutti gli animali si mostrarono inquieti... molte serpe spontaneamente avevano abbandonato le loro tane... le acque di Boiano apparvero più torbide e calde del solito... disseccarono varie sorgenti”.

Il disastro, dice il D'Onofrio, avvenne alle ore 2 e 20 minuti del 26 luglio:

“... udissi violenta e terribile scossa, che... sembrava sbalzar i sottostanti corpi da settentrione a meriggio. Vedevansi inclinate e scisse in più parti le mura crollar quasi sul capo; mancare il suol sul vacillante piede, e sgangherarsi le imposte più forti. Sonavan da sé le picciole campane, e par che la terra a momenti fosse per ingoiarne... La lugubre scena in 50 secondi...”.

Allo scoppio iniziale, seguirono scosse sussultorie e quattro ondulatorie alternandosi tra loro. Frosolone deve essere indicata come epicentro e fu, quindi, un paese più colpito per la totale distruzione delle case e per aver avuto il numero più alto di vittime.
Di questo terremoto molti storici, fisici, poeti ci hanno lasciato varie, raccapriccianti descrizioni, di cui riteniamo utile riproporre quella di Gabriele Pepe:

“... suscitossi un vento furibondo, che si andiede rinforzando per qualche minuto, ma cessò intieramente verso le 2... Succede il primo urto verticale. Appena si poté avvertire che era movimento tremuotico, allorché tre successive scosse ondulatorie rispettivamente più gagliarde e veementi fan convellere straordinariamente la terra e violentemente traballare il suolo. Gli edifici furiosamente agitati si stritolano, si aprono e piombano sconquassati con un fragore indicibile. Nell’atto del fenomeno coloro i quali si rattrovano in campagna non furon spaventati dal violento moto del suolo quanto dalla orribile romba che fragorosamente rimbombava loro d’intorno. Videro anche con istupore svilupparsi dal seno della terra due specie di fuochi, quelli cioè che inalzavansi velocemente e dissipavansi nello istesso momento, e gli altri che accendevan gradatamente resistendo in seguito nella di loro accensione per qualche tratto di tempo. La sommità del Monte di Frosolone comparve tutta accesa, ed alla foggia di un conflagrante incalcolabile vulcano presentò una straordinaria ed oltremodo viva meteora ignita. Durante il corso della notte vi furon due altre scosse, alle ore 3 e 5 italiane... L’aspetto di Frosolone però era quello che più di ogni altro luogo colpiva ed abbatteva lo spirito. Io restai molto di più sorpreso perché un tal villaggio mi era noto ed appena potei distinguere dagli avanzi qualche edifizio che prima avea fissato alquanto la mia attenzione. Non altro si osservava, che un informe e confuso ammucchiamento di fabriche, travi, embrici, mobili domestici ed altro. La gente che il Governo inviò in sollievo degli infelici era intenta a scavare i cadaveri.
Fu tra i medesimi rinvenuta una giovane sposa strettamente abbracciata al di lei marito al quale era stata congiunta in matrimonio pochi dì prima della sera fatale.
Ardeva il funereo rogo ove le vittime eran brugiate ad un fumo denso e nero che s’innalzava, ottenebrava sempre di più il giorno nubiloso e pallido”.

Sia il Pepe che il Colletta sono concordi nel ritenere che l’epicentro fu la montagna di Frosolone, sulla quale convergevano le aperture del suolo infuocato:

“... Sembravan tanti raggi i quali tirati dai vari punti della circonferenza van tutti a riunirsi nel centro comune. Ivi pare che la natura imperiosamente sveli il luogo da lei scelto per preparare tutto il necessario allo sviluppo della gran scena”.

Il Colletta riferisce che:

“... il terreno... subissò in voragini; uscivan dai féssi fiamme lucenti, e la cima del Monte Frosolone brillava quasi ardente meteora. Gli abitanti di quella infelice regione avevano sentito nel mattino del 26 straordinaria lassezza, e puzzo di zolfo, noioso all’odorato e al respiro; viddero alle ore quattro dopo il mezzogiorno annubilato il cielo, e correre i nugoli come turbine impetuoso gli spingesse, mentre che in terra nessun vento spirava benché leggerissimo, ma col cader del sole si alzò fiero aquilone, che poi cedé allo scoppio del tremuoto, mutandosi a spaventevole rombo. La prima scossa fu leggiera e da pochi avvertita, ma succederono tre altre nel breve tempo di venti secondi, furiose, crescenti, produttrici delle rovine e dei guasti che ho accennati”.

Allora Frosolone contava circa 4000 abitanti ed era la cittadina più popolata di tutto il circondario, Boiano compresa.

“Gli individui periti sotto le rovine furono al numero di cinquecento dieciotto. Il Paese restò quasi adeguato al suolo. Sotto le rovine restano sepolte ancora quantità di vettovaglie, mobili ed animali”.

Frosolone fu centro di questo terribile sisma. Case, palazzi, chiese, monasteri, campanili ogni cosa era in perdizione. Le poche case che rimasero in piedi, erano in gran parte prive di tetti e soffitti. Tutti, senza eccezione, ebbero o danno nella vita o almeno nella roba. Oltre 500 cittadini e molti forestieri morirono. Non potendosi dare a tutti onorata sepoltura, i cadaveri furono per ordine degli inviati dell’autorità governativa, fatti ammonticchiare e bruciare sulle pubbliche vie.

Relazione del 29 agosto 1808, fatto dal Cassiere e Fiscale del Regio Fondaco dei Sali di Campobasso e diretta all’Intendente del Molise

Aggiungiamo inoltre questo testo di Gabriele Pepe:

Totalmente raso al suolo è
Frosolone, il cui stato così ci è descritto dallo studioso di
Civitacampomarano:
“L’aspetto di Frosolone […] era quello che più d’ogni altro luogo colpiva ed
abbatteva lo spirito. Io restai molto sorpreso perché un tal villaggio mi era
noto ed appena potei distinguere dagli avanzi qualche edifizio che prima
aveva fissato alquanto la mia attenzione. Non altro si osservava che un
informe e confuso ammucchiamento di rottami di fabriche, travi, embrici,
tavole, mobili domestici ed altro. La gente che il Governo inviò in sollievo
degl’infelici era intenta a scavare i cadaveri. Fu tra’ medesimi rinvenuta una
giovane sposa strettamente abbracciata al di lei marito al quale era stata
congiunta in matrimonio pochi dì prima della sera fatale. Ardea il funereo
rogo ove le vittime eran bruciate ed un fumo denso e nero che s’innalzava,
ottenebrava sempre di più il giorno nubiloso, e pallido"

La maggior parte delle notizie sul terremoto sono tratte dal libro Frosolone, storia e documenti a cura di Lelio Pallante, edizioni Radio Telemolise, Campobasso 1989, a cui vi rimandiamo per ulteriori approfondimenti

Indirizzo

Villa Artemide, P. Zza Alessandro Volta, 18
Frosolone
86095

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