06/03/2024
ad ogni vino un abbinamento artistico.
Laura Pasetti Pasetti Vini
Rosso Colline Pescaresi IGP
Rosso esuberante, giovane e fresco. Il Diecicoppe è un blend di Montepulciano d’Abruzzo e Cabernet e si esprime nel bicchiere in un’esplosione di frutti e profumi.
I vigneti si estendono nel Comune di Castiglione a Casauria a 350 m s.l.m. e Pescosansonesco a 550 m s.l.m. Il terreno è caratterizzato da una matrice franco-argillosa, sciolto, profondo, lievemente in pendenza, esposto a sud-est.
50% Montepulciano d’Abruzzo, 50% Cabernet Sauvignon, densità di 5200 ceppi/ha, resa di 120 q/ha, raccolta meccanica nella prima decade d’ottobre.
Vinificazione
In rosso: macerazione e fermentazione in acciaio per 6 – 8 giorni con lieviti selezionati a temperatura controllata 18 – 20 °C. FML spontanea.
Affinamento
In acciaio e successivo affinamento in bottiglia. Da conservare a 14 – 16 °C e consumare preferibilmente entro i 24 mesi dalla vendemmia.
Analisi Sensoriale
Rosso rubino con sfumature violacee, si apre con aromi di ciliegia e mora, maraschino e delicate note vegetali. In bocca è molto morbido, equilibrato e persistente.
Il potere di Ipno era tale che poteva addormentare uomini e numi. Nel XIV libro dell'Iliade Era lo prega di addormentare Zeus, affinché Poseidone possa portare aiuto ai Greci senza che il re degli dèi lo venga a sapere.
Omero, nell'Iliade, definisce Ipno e Tanato come gemelli (da qui la celebre locuzione latina consanguineus lethi sopor) e descrive come furono mandati da Zeus su richiesta di Apollo, per recuperare il corpo di Sarpedonte, ucciso da Patroclo, per portarlo in Licia per ricevere gli onori funebri.
Ipno, sempre secondo Omero, dimorava a Lemno. Un'altra versione ne fa lo sposo di Pasitea, una delle Cariti, originaria di quella città. Invece il suo equivalente romano, Somnus, per Virgilio viveva nel vestibolo dell'Ade, per Ovidio nel lontano Paese dei Cimmeri.
Fu Ipno a dare ad Endimione la facoltà di dormire ad occhi aperti.
Poteva inviare gli Oneiroi (i Sogni) dei quali i principali sono Morfeo, Momo, Fobetore (o Icelo), e Fantaso, suoi fratelli secondo Esiodo, suoi figli nel suo equivalente romano, Somnus, secondo Ovidio. Nel V libro dell'Eneide bagna con un ramo imbevuto di acque letee il volto del timoniere Palinuro, per assopirlo e farlo cadere in mare. Sempre al dio appartengono le Porte del Sonno, nel VI libro, all'uscita dell'Ade.