Insegnante di Religione cattolica, con anni di esperienza nei Licei e Istituti superiori, durante i suoi viaggi in Romania, come volontaria di Overland for Smile, ha visitato i monasteri ortodossi della Bucovina rimanendo colpita dalla bellezza dei loro dipinti e dalla venerazione che i fratelli ortodossi riservano alle icone. L'arte della pittura di icone, che risale ai tempi della chiesa indivisa, era solita presentarla ai suoi studenti da un punto di vista teologico, storico e artistico. In seguito, quelle icone, che l'avevano incantata e che spesso riportava da questi viaggi, ha iniziato a realizzarle grazie all'incontro con una maestra iconografa eccezionale, che insegna secondo le antiche tecniche della pittura con pigmenti naturali in emulsione d'uovo, doratura a bolo con oro zecchino e brunitura con pietra d'agata. Un'icona si scrive, su tavola opportunamente trattata, poiché è parola di Dio 'scritta' con l'immagine, per essere un canale di comunicazione tra l'iconografo, chi la contempla e il divino che quell'icona rappresenta. Il termine iconografia deriva dal greco εἰκών (eikón, immagine) e γράφειν (grapheïn, scrivere/descrivere), traducendo letteralmente: «scrittura dell’immagine». In greco inoltre, per le indicare le parole “dipingere” e “scrivere” viene utilizzato per entrambe lo stesso termine: grapheïn. Le sue icone si trovano presso privati in Italia e in Francia. Tra queste, un Crocifisso di Berlinghiero da Berlinghieri, custodito nella ca****la della Fraternità di Emmaus e una Madre di Dio del Segno nel Santuario della Madonna della Divina Provvidenza a Cussanio-Fossano.