Pagina dedicata all'opera di ingegneria idraulica Settecentesca, unica nel suo genere. La FABBRICA DELLE CATERATTE 1757 voluta da Stefano Asburgo Lorena I Granduca di Toscana e realizzata da Leonardo Ximenes, scienziato di fama, matematico, ingegnere, idraulico, astronomo, studioso attento e rispettoso della natura idrogeologica del territorio e dell’ecosistema naturale.
Edificio maestoso in via dei Due Ponti a San Giovanni alla Vena, Comune di Vicopisano, provincia di Pisa. In abbandono totale dal 1990, chiuso, dimenticato e in degrado: un’offesa alla storia e alla scienza, alla memoria e all’identità del paese, nell’elenco dei beni vendibili del demanio. Tutelato dalle Belle Arti non è facilmente trasformabile in appartamenti. Una facciata elegante, uno grande stemma regale di marmo bianco troneggia nel centro. Si alza su tre arcate, oggi chiuse a mattoni e seminterrate; davanti una via, sull’arcata di un ponte: 1787 dice una pietra. Una discarica completa la situazione. Fino al 1860 circa il grande canale Imperiale, emissario del lago di Bientina, passava sotto le arcate del palazzo, proseguiva sotto al ponte davanti, e andava a sfociare nell’Arno 50 metri più in là. Un piano terra di circa 5 metri per 20 che si presenta imponente come la navata di una chiesa: contiene, alti nel buio del soffitto, ingranaggi idraulici giganteschi di legno di quercia, unica testimonianza storico-scientifica di alta ingegneria idraulica dell’epoca che rimane in Italia. Un sistema di cateratte che doveva regolamentare le acque dell’Arno in regime di piena rispetto all’ acqua del lago di Bientina che vi confluiva. Al piano di sopra 5 stanze, un appartamento ad uso del catarettaio con famiglia e, poi, della “guardia dell’Arno” fino al ‘90. Via dei due ponti è la più antica e importante del paese, stretta tra il Monte Pisano e l’ Arno. Una volta passaggio obbligato tra Pisa e Firenze sulla sponda destra del fiume, appare nelle mappe fin dal 1400; divenuta secondaria e abbandonata sempre di più al degrado dal 1950. Le CATERATTE XIMENIANE di via dei Due Ponti sono anche l’ultima testimonianza della storia idrogeologica del territorio tra Lucca e Pisa, della bonifica del lago di Bientina alle pendici del Monte Pisano. Si chiama così, via dei Due Ponti, perché passava su due canali artificiali, con relative cateratte e ponti, la Serezza e il Canale Imperiale, che convogliavano l’acqua del lago all’Arno. Inondazioni frequenti, soprattutto nel lucchese, inferiore di livello sono state un problema secolare. Il Confine tra i due stati era proprio nel centro del lago, tanto che la parte lucchese si chiamava lago di Sesto e la parte pisana o fiorentina lago di Bientina. Il canale ideato da Leonardo Ximenes costituiva anche una via d’acqua per il commercio su navicelli, una autostrada dell’ epoca, con relativo casello e pedaggio con le Cateratte Ximeniane. Questo intervento fece capire che la soluzione alle inondazioni del lago doveva essere altra: un secolo dopo l’ultimo dei granduchi Asburgo Lorena, con Alessandro Manetti, ingegnere di elevatissimo livello, fece costruire un canale che sarebbe passato sotto all’Arno per arrivare direttamente al mare: la Botte. Oggi non c’è nemmeno un segnale turistico. Questo comportò la deviazione dell’Arno dal centro del paese, dove, una piazza, gli ultimi anziani continuano a chiamare piazza Sur’ Arno. Una storia complessa, recente e attuale, scuola viva per i ragazzi della scuola limotrofa. Studio idrogeologico del proprio territorio tra le acque che scendono dal Monte Pisano, i rii e ruscelli vivi nei ricordi recenti, le caratteristiche geologiche, l’evoluzione storica dell’economia, un piccolo habitat lacustre che ogni inverno si ricrea. Una via che parla da sola. La Fabbrica delle Cateratte di Leonardo Ximenes per un museo della storia di tutto il territorio del lago di Bientina.