13/12/2022
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Proveremo a darvi qualche indicazione su di lui e sui resti della sontuosa Villa di Lucio Mamurra - Domus Romane - Formia.
Mamurra seguì Gaio Giulio Cesare in Gallia, rivestendo il ruolo di praefectus fabrum (prefetto degli ingegneri) ed arricchendosi immensamente. Cornelio Nepote asserisce che fu il primo romano a costruirsi una casa interamente rivestita in marmo e con colonne marmoree, posta sul Celio. Molti pensarono, e probabilmente non a torto, che fosse l'amante del bisessuale Cesare.
La villa di Mamurra, che sorgeva a pochi metri dal mare, doveva estendersi, in lunghezza, per alcune centinaia di metri, e ciò aveva una sua logicità, perchè così da molte finestre poteva godere della vista del mare.
Il corpo principale era di forma ottagonale, e risultava affiancato da due bracci, da una cisterna e da due portici che degradavano verso il mare. La struttura a pianta ottagonale costituiva il Tempio di Giano. La scala coperta serviva a collegare i due portici. Le due piscinae ospitavano gli allevamenti ittici di Mamurra.
L’intero complesso della villa di Mamurra fu riscoperto e studiato a partire dal Settecento; nella stessa occasione fu redatta una relazione, a noi pervenuta, nella quale è possibile ricostruire lo stato di conservazione dello stabile all’epoca.
Oggi della villa restano diversi ambienti posti in modo discontinuo lungo un tratto di costa di oltre 200 m.
Il che significa che se la villa era lunga almeno 200 m, e sicuramente andava oltre, la sua larghezza doveva essere almeno di 10 m, per cui la superficie complessiva doveva superare a dir poco i 2000 mq.La villa, risalente alla metà del I sec. a.c. fu concepita secondo le più odierne e migliori concezioni di
architettura, e cioè estendendo scenograficamente al paesaggio con terrazze porticate digradanti al mare in due bracci speculari orientati secondo l'antica "rosa dei venti". Il tutto sormontato in cima da un particolare edificio a pianta ottagonale.
Del tempio di Giano di forma ottagonale, si conservano soltanto alcune rovine poiché è andato distrutto dai bombardamenti della II Guerra Mondiale.
Del complesso, in ogni caso, rimangono altre testimonianze di dimensioni inferiori ma di grande interesse. I resti della vasta villa romana, occupano, nella parte più evidente, un'area di circa nove ettari di proprietà dell'Ente Parco.
La villa era sicuramente uno dei luoghi di villeggiatura del generale che possedeva già una sua domus romana sul Celio, di cui purtoppo non restano tracce.
Il fatto di averlo definito generale non stupisca, perchè per quanto ingegnere, Mumurra doveva combattere.
Nell'esercito romano nessuno poteva esimersi dal farlo e Lucio, essendo molto vicino a Cesare (in vari sensi) in qualità di amicizia e di capacità ingegneristiche doveva essere uno dei suoi generali.
Il visitatore può inoltre ammirare due cisterne che servivano per raccogliere l'acqua piovana e quella proveniente dai vicini Monti Aurunci.
Tali cisterne dette una "Maggiore" e l'altra "delle Trentasei colonne" presentano caratteristiche costruttive innovative. Si può inoltre ammirare la "Grotta della Janara", un corridoio scavato nella roccia utilizzato per congiungere la parte superiore della villa con una serie di vasche termali, poste a livello del mare, di cui restano ben visibili i perimetri.
E' visibile anche la “Grotta della Janara”, un corridoio scavato nella roccia che veniva utilizzato per congiungere la parte superiore della villa con una serie di vasche termali, poste a livello del mare, di cui restano ben visibili i perimetri.