14/10/2025
Tre giorni per restare in allerta.
Per attraversare spazi, corpi e parole.
Per costruire mappe, intrecciare sguardi, lasciare segni.
Abbiamo inaugurato ZONE, mostra e volume nati dal workshop fotografico condotto da e , a cura di — quindici sguardi sul mutamento urbano di Forlì, promossi da e , con la partecipazione di .
Abbiamo abitato il con esperienze immersive e conversazioni sulla salute mentale, camminato in città costruendo una mappa collettiva, condiviso un pranzo solidale per insieme a , ascoltato parole che scardinano colonialismi con , e accolto la performance Ancora a pane e sangue di .it () con e .
E poi — domenica — ci siamo ritrovate tra le Lunghe frequenze di , dove i set di , , e hanno trasformato il suono in spazio di libertà.
Grazie a chi ha attraversato tutto questo con noi: chi ha parlato, ascoltato, cucinato, ballato, chi ha portato domande, attenzione, presenza.
Grazie a chi ha reso viva la Piazzetta delle Operaie e tutti i luoghi che abbiamo attraversato.
Un grazie speciale, come sempre, a Marusca.
Operaie Fest è stato, ancora una volta, un esercizio collettivo di attenzione.
Un invito a restare vigili, solidali, in ascolto.
Abbiamo osservato l’acqua in cui siamo immersi, ne abbiamo sentito la temperatura e siamo pront* a saltare. Insieme. Grazie a tutt*!