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Quella che vedi nella prima immagine non é Maria e quello che tiene in braccio non è Gesù Bambino. Ma di chi si tratta a...
22/01/2026

Quella che vedi nella prima immagine non é Maria e quello che tiene in braccio non è Gesù Bambino. Ma di chi si tratta allora? 🤔
La donna raffigurata é Sant’Elisabetta che tiene tra le braccia il piccolo San Giovanni Battista, come si legge nell’iscrizione. Ci troviamo infatti nella chiesa di Sant’Elisabetta di Cambrembo, frazione di Valleve. ⛰️
Sul nostro territorio ci sono tanti luoghi in cui la bellezza si rivela inaspettata! Sì, perchè anche nelle chiesine più piccole, meno frequentate, nascoste o difficili da raggiungere, talvolta la storia o le opere al loro interno possono lasciare stupiti.
É questo il caso della chiesa di Sant’Elisabetta 😇 (o della Visitazione) che conserva al suo interno affreschi 🖌️ che appartengono a periodi diversi tra il 1400 e il 1600. La chiesa spicca in un prato affiancato dalla strada che sale verso San Simone. In passato un cappellano celebrava la messa nei mesi estivi, tra cui la festa della Visitazione il 2 luglio, giorno che solitamente coincideva con il ritorno dei malghesi con le loro mandrie dalla bassa lombarda all’alpeggio🐄.

🔎Curiosità: Cambrembo fu comune autonomo separato da Valleve per solo un anno! Con l’arrivo del dominio austriaco nel 1816 era stata decretata l’autonomia, per poi essere riaggregato a Valleve l’anno immediatamente successivo.

Due uomini a cavallo 🐎 si avvicinano alle mura di una città, mentre un pastore intrattiene il suo cane, fidato compagno,...
12/01/2026

Due uomini a cavallo 🐎 si avvicinano alle mura di una città, mentre un pastore intrattiene il suo cane, fidato compagno, ma senza allontanarsi mai dal gregge 🐑. Sullo sfondo un paesaggio collinare, quasi montano, rigoglioso🌳.
È questo lo scenario curioso che si cela sullo sfondo della pala realizzata da Lattanzio da Rimini nel 1505 e visibile presso la Chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista di Mezzoldo.
Le figure al centro della scena sono riconoscibili dai loro attributi: San Giovanni Battista 😇(santo titolare della chiesa), a sinistra San Pietro con in mano le chiavi 🗝️ del paradiso, a destra San Giovanni Apostolo con in mano il libro del Vangelo 📕.
Un’opera che nasce dal contesto pittorico veneziano, dove Lattanzio fu allievo e collaboratore di Giovanni Bellini, realizzata due anni dopo il polittico di San Martino della parrocchiale di Piazza Brembana. Con la pala di 📍Mezzoldo si supera la tipologia del polittico, a favore di una moderna impostazione in un unico scenario.
L’opera é stata da poco oggetto di un importante intervento di restauro sia sulla parte lignea che su quella pittorica.
Colpiscono i toni vivaci, la delicatezza dei particolari, l’atmosfera sospesa…. E a te cosa colpisce? Scrivilo nei commenti! 👇

Il 2024 é stato un anno di grandi restauri che hanno interessato alcune opere di pregio delle nostre valli. Tra esse spi...
16/05/2025

Il 2024 é stato un anno di grandi restauri che hanno interessato alcune opere di pregio delle nostre valli. Tra esse spicca il polittico della parrocchiale di Santa Margherita di Cusio. In passato erroneamente attribuito ad Andrea Previtali, gli ultimi studi hanno consentito di individuare il vero autore in Antonio Boselli, pittore di inizio Cinquecento originario di San Giovanni Bianco. L’opera é notevole, tanto che potrebbe far pensare a una commissione cittadina; al contrario é stata fortemente voluta proprio dalla comunità di Cusio!
Al centro la scultura della Madonna in trono col Bambino é affiancata da San Giovanni Battista e Santa Margherita, dedicataria della chiesa di Cusio. In alto al centro la pietà affiancata da Sant’Ambrogio e San Lorenzo. L’opera é accompagnata da una cimasa in gesso opera di altro autore (scuola di Benedetto da Maiano).

Per poter ammirare l’opera dal vivo contatta Le Terre dei Baschenis o altobrembovallebrembana

Un affresco affascinante ma ancora (almeno parzialmente) avvolto nel mistero, quello conservato all’interno della chiesa...
29/03/2025

Un affresco affascinante ma ancora (almeno parzialmente) avvolto nel mistero, quello conservato all’interno della chiesa di San Piro di Berbenno. Databile al XV secolo, questo lacerto di affresco è testimonianza della storia lunga e stratificata di quest’edificio che affascina nelle sue forme semplici e medievali, ma che é capace di sorprendere grazie alle opere conservate al suo interno.

Oltre alla testimonianza affrescata dove pare di riconoscere una Maria Maddalena, un San Pietro e un altro Santo (San Paolo?), la pala d’altare seicentesca di Pietro Ronzelli é un vero capolavoro di arte del post Controriforma dove il messaggio di San Pietro, che ci guarda dritto negli occhi, è chiaro: Lui è l’unica vera Via.

Tutto questo e molto di più é stato raccontato dalla bravissima Veronica Masnada oggi a Berbenno per “San Piro tra Arte e Fede”, organizzato dall’Unità Pastorale S.Piro - Blello, Berbenno, PonteGiurino, Selino Alto. in occasione delle Settimane della Cultura.

In foto:
1- lacerto di affresco
2- pala d’altare di Pietro Ronzelli
3- dettaglio con resti di iscrizioni
4- esterno
5- campanile

21/07/2023
Non è raro imbattersi in scritte murali come quella rappresentata in questa fotografia. Negli anni del fascismo, le case...
17/06/2023

Non è raro imbattersi in scritte murali come quella rappresentata in questa fotografia. Negli anni del fascismo, le case nelle posizioni di maggior visibilità vengono dotate di testi propagandistici a favore del regime. In assenza di altri mezzi comunicativi efficaci come quelli odierni, questo sistema fu scelto perché era in grado di far arrivare quelle parole a un gran numero di persone. Il tono è solenne, i caratteri grandi e visibili anche da lontano. “IL POPOLO ITALIANO VUOLE AVANZARE SOTTO IL SEGNO DEL LITTORIO CHE SIGNIFICA UNITÀ, VOLONTÀ, DISCIPLINA” recita la scritta su quest’abitazione a Olmo al Brembo. La propaganda arriva ovunque, sino ai contesti rurali, toccando anche le nostre valli. Non a caso la collocazione scelta ancora oggi affaccia sulla strada principale. Tu l’avevi mai notata?

Altobrembo Valle Brembana Visit Bergamo

20/04/2023
Già nel Quattrocento probabilmente Capizzone aveva la sua chiesa, ma dipendeva da quella di Sant’Andrea di Strozza, ment...
22/08/2022

Già nel Quattrocento probabilmente Capizzone aveva la sua chiesa, ma dipendeva da quella di Sant’Andrea di Strozza, mentre il secolo successivo venne compresa entro la pieve di Almenno. Una relazione del Settecento ci racconta che la prima chiesa doveva avere probabilmente quattro altari, di cui uno dedicato a San Filippo Neri. La chiesa attuale, invece, fu costruita su progetto dell’architetto Angelo Cattò. La costruzione fu avviata attorno al 1850, ma la facciata in stile neogotico fu terminata solo nel 1911 ad opera di Romolo Squadrelli. Esternamente, al di sopra dell’ingresso principale, l’arco a sesto acuto è incoronato da una statua di San Lorenzo. All’interno potrete ammirare un pulpito di notevole fattura e gli stucchi della zona presbiteriale. Lungo la navata invece si ripercorrono le scene dei Vangeli in medaglioni dipinti da Antonio Sibella, mentre la pala centrale della zona absidale con San Lorenzo che presenta a Valeriano i poveri della chiesa, è un’opera di Giuseppe Riva del 1895.

In foto:
1- facciata neogotica
2- navata
3- pulpito
4- presbiterio con stucchi

Indirizzo

Via Cambrembo
Foppolo

Sito Web

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